Diritto e Fisco | Articoli

Si può modificare la busta paga?

28 Maggio 2020 | Autore:
Si può modificare la busta paga?

Cedolino paga del lavoratore dipendente con errori o omissioni: fino a quando è possibile la variazione?

La legge [1] obbliga il datore di lavoro, all’atto della corresponsione della retribuzione al dipendente, alla consegna della busta paga, o cedolino paga: si tratta del documento nel quale deve essere riportato quanto il lavoratore percepisce in un determinato periodo (solitamente pari a un mese), da parte di un datore di lavoro e sulla base delle disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) applicato.

In pratica, se il datore di lavoro ti paga lo stipendio deve obbligatoriamente consegnarti anche la busta paga, nella quale troverai descritte tutte le tue spettanze, in dipendenza del rapporto di lavoro, assieme alle trattenute dovute che ti sono state applicate. Troverai dunque descritto non solo l’ammontare della paga spettante, degli straordinari, degli eventuali premi e bonus, degli assegni familiari e di eventuali indennità, ma anche l’ammontare delle imposte e dei contributi Inps che ti sono stati trattenuti, assieme a ulteriori importi sottratti dallo stipendio, ad esempio la cessione del quinto.

Ma che cosa succede se ti accorgi che nel cedolino ci sono degli errori? Si può modificare la busta paga?

Le modifiche alla busta paga possono essere effettuate sino al 16 del mese successivo al periodo retribuito, data ultima per le registrazioni nel Lul, il Libro unico del lavoro. Si tratta del documento che sostituisce i libri paga, matricola e presenze. Difatti, il datore di lavoro può adempiere all’obbligo di consegna della busta paga anche consegnando copia delle scritturazioni effettuate sul Lul.

In altre parole, il datore di lavoro non è obbligato a consegnarti una busta paga a parte, oltre al Lul: se predispone un prospetto a parte, però, pur essendo libero di adottare il modello che preferisce (nel rispetto delle previsioni di legge sul contenuto della busta paga [1]), non può riportare dati differenti rispetto a quelli registrati nel Libro unico del lavoro.

Si può modificare la busta paga rispetto al Lul?

Se dunque ti stai domandando se la busta paga si può modificare rispetto al Libro unico del lavoro, cioè se nel cedolino ci possono essere dati diversi rispetto a quelli registrati sul Lul, la risposta è: assolutamente no.

Busta paga e Lul non devono essere necessariamente uguali, ma non ci possono essere dati discordanti: ad esempio, non possono essere segnati 200 euro di straordinari in busta paga che nel Lul non ci sono, né può mancare in busta paga l’importo degli assegni familiari, se nel Lul è registrato. Se la retribuzione lorda registrata nella busta paga è pari a mille euro, quella registrata sul Lul non può essere pari a 1200 euro.

Nella busta paga può non figurare, invece, il calendario delle presenze, a meno che non sia espressamente previsto dalla contrattazione collettiva, anche aziendale [2].

Che cosa succede se nel Lul sono riportati dati diversi da quelli della busta paga?

Se i dati riportati nel cedolino paga sono diversi da quelli riportati nel Lul, il datore di lavoro è sanzionabile per l’omessa o infedele registrazione dei dati all’interno del Lul, se questa registrazione determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali.

L’illecito è punito:

  • con una sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 1.500 euro;
  • con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3000 euro, se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi;
  • con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1000 a 6000 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi.

Che cosa succede se trovo degli errori nella busta paga?

Se ti accorgi che nella busta paga (o nel Lul, qualora l’azienda adempia all’obbligo di consegna del prospetto paga tramite consegna delle scritturazioni effettuate sul Libro unico del lavoro) ci sono degli errori, o delle omissioni, la prima cosa da fare è segnalarli al datore, all’amministrazione del personale o a chi si occupa, in generale, della redazione e della verifica dei cedolini. Si può correggere la busta paga, infatti, solo sino al 16 del mese successivo al periodo di paga.

Che cosa puoi fare se, però, ti accorgi delle omissioni o degli errori dopo il 16 del mese?

Come correggere gli errori in busta paga

Se ti sei accorto dell’errore dopo il 16 del mese successivo, quindi non puoi chiedere la correzione della busta, ci sono comunque dei rimedi.

Se ti spettano importi aggiuntivi rispetto a quelli indicati nel cedolino, puoi richiedere al datore di lavoro di erogare la differenza spettante nelle buste paga successive: ti riconoscerà degli “arretrati anno corrente” in busta paga, oppure degli “arretrati anno precedente” nel caso in cui il cedolino errato sia dell’anno precedente.

Ma gli errori possono essere numerosi e diversi e non limitarsi alle sole spettanze riconosciute in misura minore:

  • nella busta paga, ad esempio, puoi risultare aver svolto la tua attività con orario part time nonostante lavori a tempo pieno, o comunque puoi essere stato retribuito per un numero di ore inferiore rispetto a quelle lavorate;
  • al contrario, nella busta paga possono risultare importi maggiori rispetto a quelli corrisposti dall’azienda;
  • nel cedolino possono non essere state applicate le trattenute fiscali, oppure possono mancare le addizionali, le detrazioni, il bonus Renzi o il bonus presenza;
  • nel prospetto paga possono non figurare gli assegni familiari, ai quali invece hai diritto;
  • possono essere poi indicate più ferie o possono figurare più permessi rispetto a quelli fruiti;
  • può inoltre mancare l’indennità di malattia o maternità.

Per ogni errore o omissione puoi esperire un apposito rimedio: ne abbiamo parlato in Busta paga sbagliata, che cosa fare.

Ricorda che, se l’azienda non corregge i cedolini errati e non ti fornisce chiarimenti, puoi richiedere le differenze retributive e la regolarizzazione della situazione inviando una comunicazione all’azienda tramite pec o raccomandata, anche con l’aiuto di un consulente del lavoro o di un avvocato.

Puoi anche rivolgerti all’Ispettorato territoriale del lavoro o al sindacato per un tentativo di conciliazione. Se la conciliazione non va a buon fine e il datore di lavoro non ottempera alle tue richieste, non ti resta che fargli causa.

Sino a quando si può correggere la busta paga?

Ma quanto tempo hai per contestare gli errori in busta paga? Dipende: alcuni crediti derivanti dal rapporto di lavoro si prescrivono in 10 anni, come l’indennità per la mancata fruizione delle ferie, altri in 5 anni, come gli assegni familiari, ed alcuni emolumenti particolari hanno addirittura un termine di prescrizione più breve. Nella generalità delle ipotesi, tuttavia, la prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro, dato che il dipendente potrebbe essere disincentivato dal far causa all’azienda finché ha un contratto di lavoro in essere.

Il datore si rifiuta di consegnare la busta paga

Se hai chiesto più volte, verbalmente, la consegna della busta paga al datore di lavoro, ma il cedolino non ti è stato mai messo a disposizione in alcun modo, nemmeno tramite servizi web, e-mail o posta, ti consiglio di inviare una raccomandata o una pec all’azienda, contenente la diffida ad adempiere alla consegna, o alla messa a disposizione, del cedolino.

Se nonostante il sollecito il datore di lavoro continua a essere inadempiente, quindi non consegna i prospetti paga, puoi denunciare l’inadempimento all’Ispettorato del lavoro. Trovi tutti i dettagli nella Guida alla richiesta delle buste paga non consegnate.


note

[1] Art.1 L. 4/1953.

[2] Sez. A, risposta n.23, vademecum sul Libro Unico del Lavoro 5.12.2008, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube