Statali: il diritto ai permessi in smart working

28 Maggio 2020 | Autore:
Statali: il diritto ai permessi in smart working

Con una nota l’Aran precisa che i dipendenti pubblici devono essere reperibili in certe fasce ma possono usufruire di assenze orarie retribuite.

L’impiegato statale che lavora da casa in smart working ha diritto ai permessi orari. Lo ha chiarito in una nota l’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, che ha fatto alcune precisazioni su come devono e possono comportarsi i dipendenti pubblici impegnati nel lavoro a distanza.

L’Aran premette nella sua nota che i lavoratori in smart working devono essere reperibili in determinate fasce orarie prestabilite. Ma poi chiarisce che «nella modalità lavorativa agile potrebbe risultare possibile la fruizione dei permessi su base oraria previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro vigente». In pratica, deve essere concessa al dipendente «la possibilità, in relazione ad un intervallo temporale determinato, di essere sollevato dal predetto obbligo di contattabilità laddove la sua esigenza, per natura e caratteristiche, non risulti compatibile con tale obbligo e non possa essere soddisfatta al di fuori del periodo di durata del medesimo, ferme restando le ordinarie disposizioni contrattuali sulle causali, e sulla motivazione e sulla documentazione dei permessi stessi».

L’Aran precisa anche che le Amministrazioni devono «contenere il ricorso al lavoro straordinario, limitandolo alle ipotesi della sopravvenienza di situazioni di carattere eccezionale, le sole che, in quanto imprevedibili ed insuscettibili di essere programmate dal datore di lavoro, possono giustificare la richiesta dello stesso al dipendente di eseguire prestazioni di lavoro ulteriori ed aggiuntive rispetto a quelle dovute nell’ambito dell’orario di lavoro contrattualmente stabilito».



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