Coronavirus: le novità sul rientro a scuola

28 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: le novità sul rientro a scuola

Un solo contagio comporterà l’isolamento a casa dell’intera classe e il ritorno alla didattica a distanza. Possibili il pranzo al sacco e l’intervallo in aula.

Correre qualche rischio sarà inevitabile, se si vuole tornare in aula. Ma si cercherà di liminare al massimo il pericolo di una nuova ondata di contagi con il rientro a scuola a settembre. Per questo comincia a prendere corpo il piano di misure da mettere in cantiere nel momento in cui suonerà di nuovo la campanella negli istituti scolastici dopo una chiusura sembrata eterna a causa dell’emergenza coronavirus.

A cominciare dalla decisione drastica da prendere nell’eventualità che venga rilevato un solo caso positivo: non solo sarà prevista la quarantena per l’alunno o l’insegnante contagiato, ma l’intera classe (o classi, se il docente fosse impegnato in più di una) verrà messa in isolamento a casa e riprenderebbe la didattica a distanza.

Questa è solo una delle indicazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico per consentire la riapertura delle scuole. Ma non l’unica, anche se la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, aspetta ancora la relazione del Comitato per mettere il suo sigillo. Gli esperti vogliono anche che gli alunni indossino la mascherina per tutto il tempo che trascorrono a scuola. Ma sarà da decidere chi e come controllerà il corretto uso dei dispositivi da parte degli studenti.

Altra questione: la distanza tra i ragazzi e tra insegnanti e alunni. Quella minima resta di un metro. Da rispettare, però, tra le persone e non tra i banchi. Il che vuol dire che tra un banco e l’altro la distanza potrebbe essere leggermente inferiore, dato fondamentale che consentirà ai presidi di stabilire quanti studenti possono essere ospitati in ogni aula. Con un occhio di riguardo verso i ragazzi disabili, che potrebbero avere qualche esigenza diversa.

E poi ci saranno gli ingressi scaglionati, i percorsi obbligatori nei corridoi evitando il più possibile gli spostamenti da un’aula all’altra durante la giornata (l’intervallo potrebbe svolgersi in classe) e la possibilità di fare il pranzo al sacco anziché in mensa. Ovviamente, su quest’ultimo punto, tutto dipenderà dagli spazi a disposizione.



2 Commenti

  1. Non riesco a capire perchè gli altri stati che sono partiti dopo di noi con le chiusure, e iniziano a riaprire le scuole prima di noi. Io dico che un minimo di rischio bisogna accettarlo, considerando anche il fatto che i giovani hanno maggiori difese degli adulti. Questa signora ministra, deve ascoltare meno i virologi che fosse per Loro non aprirebbero mai più. Ma non considerano il disagio di tutti quei genitori che devono andare al lavoro? E che insegnamento a distanza può esserci che tanti non hanno neppure un PC, oppure devono seguire un insegnamento da un appartamento di 40 m2..Sveglia..!!!

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