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Denuncia per hiv

21 Agosto 2020 | Autore:
Denuncia per hiv

Punibilità della trasmissione del virus dell’hiv: quando è possibile sporgere denuncia penale contro un sieropositivo? Chi ha l’hiv deve comunicarlo alle autorità?

L’hiv è il virus che provoca l’Aids, quella gravissima patologia che può condurre alla morte della persona che ne è affetta. Fortunatamente la scienza medica ha fatto importanti passi avanti e, pertanto, oggi esistono trattamenti che consentono anche ai sieropositivi di poter condurre una vita (relativamente) normale. Quando in Italia parliamo di denuncia per hiv facciamo riferimenti a due fenomeni, nettamente distinti: il primo riguarda la segnalazione obbligatoria del virus alle autorità sanitarie competenti; la seconda, invece, concerne la possibilità di sporgere una denuncia penale per aver contratto la malattia.

Perché mai una persona dovrebbe denunciare un’altra per averle trasmesso il virus dell’hiv? Mettiamo il caso del rapporto sessuale tra un sieropositivo e altra persona non affetta dalla patologia: se l’unione è libera, si può denunciare chi non ha comunicato all’altro di avere l’hiv, nel caso in cui non abbia adottato le opportune protezioni? Insomma: si può denunciare penalmente colui che ha trasmesso l’hiv? Ne parleremo nei prossimi paragrafi.

Chi è sieropositivo deve fare denuncia?

Cominciamo subito dal primo aspetto, e cioè dall’obbligo di denunciare l’hiv all’autorità sanitaria competente.

Secondo la legge italiana [1], l’Aids è una malattia infettiva a notifica obbligatoria. Lo stesso dicasi per il virus che conduce all’Aids, cioè l’hiv: anche per le persone sieropositive (pur se non affette da Aids) c’è l’obbligo di comunicare la diagnosi.

Ciò non significa che colui che ne è affetto è obbligato a darne notizia all’autorità sanitaria: l’obbligo, infatti, sussiste in capo ai medici i quali, una volta rilevato il virus dell’hiv in un paziente, sono tenuti a darne immediata comunicazione alle autorità sanitarie competenti.

L’unico obbligo che sussiste in capo al sieropositivo è quello di evitare di contagiare gli altri; nello specifico, in caso di rapporti sessuali, l’unica condotta doverosamente richiesta alla persona che sia affetta da hiv (o da altre malattie a trasmissione sessuale) e che ne abbia già contezza, è quella di utilizzare strumenti di profilassi allo scopo di evitare il contagio.

Medico: quando è obbligato a denunciare l’hiv?

L’obbligo di denuncia per i medici, la cui violazione può comportare per il medico l’applicazione di sanzioni amministrative o penali, sorge soltanto nell’ipotesi di diretta acquisizione delle notizie nell’esercizio della professione.

Al contrario, il medico che abbia in cura un paziente affetto da Hiv ha l’obbligo di mantenere segreta tale diagnosi nei confronti dei familiari del soggetto, anche a quelli a lui più stretti. Ciò significa, ad esempio, che se il medico di famiglia ha tra i suoi pazienti un sieropositivo, non è tenuto a fare alcuna denuncia; anzi, in ossequio alla riservatezza cui ha diritto il malato, è tenuto a tacere. Ma non solo.

Il medico è tenuto a mantenere il segreto sull’hiv anche qualora il paziente non risponda alle terapie o, perfino, le rifiuti del tutto, dunque anche se si prospetti, come imminente e concreto, il pericolo che il soggetto possa contagiare altre persone.

Dunque, chi è sieropositivo non è tenuto a farne denuncia, né a darne comunicazione all’autorità sanitaria. L’obbligo di denunciare l’hiv sussiste solo in capo al medico che, nell’esercizio della propria professione e grazie alle indagini condotte, abbia scoperto la malattia.

Si può denunciare penalmente chi ha l’hiv?

Completamente diverso è il discorso della denuncia penale sporta nei confronti di chi sia sieropositivo. La denuncia penale per hiv è ammessa quando la persona che è affetta dal virus non abbia adottato le dovute precauzioni e abbia diffuso consapevolmente il contagio.

Il classico esempio di denuncia penale per hiv è quello riguardante colui che, pur essendo pienamente a conoscenza della propria sieropositività, ha rapporti sessuali non protetti con altre persone.

Per la precisione, è possibile sporgere denuncia penale per hiv in riferimento al reato di lesioni personali gravi o gravissime. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Trasmissione hiv: reato di lesioni personali

Il reato di lesioni personali presuppone che la vittima abbia patito una malattia (nel corpo o nella mente) a seguito della condotta del suo aggressore.

Nel caso della malattia trasmessa dal sieropositivo, la lesione è grave o gravissima perché il contagio da hiv è in grado di mettere in pericolo la vita della persona offesa; peraltro, l’hiv può condurre a una malattia certamente o probabilmente insanabile, condizioni per far scattare il reato di lesioni personali gravissime, punito con la pena sino a dodici anni di reclusione [2].

Affinché si possa sporgere denuncia per hiv per il reato di lesioni personali occorre che si accerti l’elemento psicologico del reato, cioè il dolo: il sieropositivo deve essere consapevole della propria patologia e, con la stessa consapevolezza, deve avere intenzione di trasmetterla ad altri.

Perché si integri il reato è sufficiente anche il cosiddetto dolo eventuale, cioè l’accettazione del rischio che il proprio comportamento (ad esempio, il rifiuto o la mancata richiesta di utilizzare il preservativo) provochi il danno alla salute del partner.

Dunque, non occorre necessariamente la volontà malvagia di voler infettare gli altri: è sufficiente anche “voler correre il rischio” che ciò accada, pur non avendone completa certezza.

Trattandosi di lesione gravissima, il reato è perseguibile d’ufficio e non solo su querela della persona offesa: ciò significa che chiunque potrebbe sporgere una denuncia per hiv, anche il soggetto che non è stato vittima diretta della condotta (pensa al genitore della ragazza che ha contratto l’hiv avendo rapporti non protetti col fidanzato).

La responsabilità del contagio da hiv non sussiste qualora si assumono precauzioni volte a escludere la trasmissione dell’infezione (ad esempio, uso del profilattico) e si verifichino incidenti (rottura del profilattico). Resta fermo l’obbligo di informare il partner del rischio corso nel caso di rottura del preservativo.

Denuncia per hiv: può scattare il reato di epidemia?

A proposito della denuncia penale per hiv e, in particolare, della condotta di colui che, consapevole di essere sieropositivo, abbia molteplici rapporti sessuali non protetti con altre persone al solo scopo di infettarle, la giurisprudenza si è interrogata se, in un’ipotesi del genere, potesse integrarsi il ben più grave reato di epidemia, punito con l’ergastolo [3].

Interrogata sul punto, la Corte di Cassazione [4] ha escluso che la persona colpevole di aver trasmesso il virus dell’hiv ad altri individui possa rispondere del reato di epidemia.

Nel caso di specie, secondo i giudici il numero di persone contagiate da colui che, volontariamente, aveva diffuso il virus dell’hiv era sì alto (circa trenta), ma non così tanto da potersi parlare di epidemia, tenuto altresì conto che la volontaria propagazione della patologia era avvenuta in un arco ampio di tempo (circa nove anni).

In teoria, dunque, non è radicalmente da escludersi che un sieropositivo che ponga in essere condotte tali da provocare rapidamente e in tante persone la diffusione del contagio da hiv non possa rispondere del gravissimo reato di epidemia.


note

[1] D.M. 28 novembre 1986 (Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre).

[2] Art. 583 cod. pen.

[3] Art. 438 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 48017 del 26 novembre 2019.

Autore immagine: Canva.com


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