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Se l’assicurazione non paga devo pagare io?

28 Maggio 2020
Se l’assicurazione non paga devo pagare io?

Incidenti stradali: il riparto delle responsabilità e il risarcimento.

Un nostro lettore ci scrive per raccontarci la sua vicenda a seguito di un incidente stradale. Dopo lo scontro a un incrocio, sono sorte contestazioni con l’altro conducente. Nessuno dei due ha voluto riconoscere la propria responsabilità. 

Recatosi presso la propria assicurazione per chiedere il risarcimento, il lettore ha fornito la propria versione dei fatti, addossando tutta la colpa alla controparte. La quale perciò ha avviato un giudizio civile per farsi riconoscere i danni. A tal fine, ha citato, oltre alla compagnia assicurativa, anche l’automobilista. Di qui la domanda che ci viene posta: se l’assicurazione non paga, devo pagare io?

Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Quando l’assicurazione non risarcisce il proprio assicurato

Non sempre l’assicurazione è tenuta a risarcire l’automobilista. Ciò avviene ad esempio:

  • quando l’assicurato è responsabile per l’incidente; nel caso di concorso di colpa, il risarcimento è diminuito in proporzione all’entità della colpa;
  • quando la polizza rc-auto è scaduta;
  • quando il danno è doloso ossia l’incidente è falso;
  • quando si tratta di incidenti tra parenti fino al terzo grado, purché conviventi o a carico: in tal caso, l’assicurazione non copre i danni ai mezzi ma solo alle persone;
  • quando il danno fisico è aggravato o determinato dal fatto che il conducente non indossava le cinture di sicurezza;

Maggiori dettagli: “Quando l’assicurazione non copre i danni“.

Quando l’assicurazione non risarcisce la controparte?

Una volta che gli automobilisti presentano la denuncia di sinistro, l’assicurazione dell’automobilista senza colpa lo risarcisce per poi rivalersi sulla compagnia dell’altro conducente. Quest’ultima, in definitiva, sopporta il peso economico del risarcimento. 

Ma come fanno le assicurazioni a capire chi ha ragione e chi ha torto? In realtà, non basta né il Cid, né la dichiarazione del proprio assicurato per convincere l’assicurazione a pagare la parte danneggiata. Infatti, per evitare collusioni tra gli automobilisti volte a frodare le compagnie assicuratrici, i moduli di constatazione amichevole hanno valore solo tra le parti. 

Così, a seguito della denuncia di sinistro, l’assicurazione avvia una istruttoria interna. A tal fine, acquisisce l’eventuale verbale delle autorità intervenute e delega un proprio fiduciario per ricostruire la dinamica dello scontro. All’esito viene stabilita la responsabilità e liquidato il risarcimento.

Chi viene risarcito in caso di incidente stradale?

Ad essere risarcito è solo il conducente che non ha colpa, il quale otterrà i soldi dalla propria compagnia (è la procedura di «indennizzo diretto»). L’indennizzo copre sia i danni al veicolo che quelli alla persona (se documentati con certificati medici).

Invece, il conducente a cui viene riconosciuta la responsabilità per lo scontro non ottiene il risarcimento né per i danni all’automobile né per quelli fisici. 

È frequente la possibilità di un concorso di colpa: in tal caso, a ciascuno degli automobilisti viene riconosciuta una parte di responsabilità. Di conseguenza, il risarcimento sarà modulato in base a tale quota. Così, ad esempio, in un concorso di colpa paritario al 50%, ciascun danneggiato avrà solo la metà dei danni.

Solo per quote di responsabilità dal 51% in poi scatta anche l’aumento della classe di merito della polizza rc-auto.

Che succede se l’assicurazione non paga?

Se l’assicurazione non paga, il danneggiato può agire dinanzi al giudice per far accertare le effettive responsabilità del sinistro. 

La causa si presenta dinanzi al giudice di pace se il valore dei danni non supera 20mila euro, altrimenti bisogna andare dinanzi al tribunale. 

Nella causa, la parte attrice – quella cioè che inizia il processo – deve citare non solo l’assicurazione ma anche l’altro automobilista coinvolto nel sinistro. Quest’ultimo ha il diritto di difendersi; difatti, nell’ipotesi in cui la sua assicurazione dovesse essere condannata, subirebbe un incremento del premio della polizza e della classe di merito, con conseguente ripercussione economica. È tuttavia escluso che, in caso di condanna, il responsabile possa pagare il risarcimento che, per legge, resta sempre a carico dell’assicurazione nei limiti del massimale.

Marco fa causa alla propria assicurazione che non lo ha voluto risarcire per l’incidente avuto con Luca. Luca viene citato in giudizio. Se Marco vincerà la causa, a pagarlo sarà l’assicurazione di Luca. Se Marco perderà la causa, non avrà diritto ad essere pagato da nessuno.

Se a seguito della causa l’assicurazione non paga, il conducente che ha vinto il giudizio può agire con l’esecuzione forzata ossia con il pignoramento. Anche in questo caso, è escluso che l’altro automobilista possa essere corresponsabile.

Se l’assicurazione non paga devo pagare io?

Dinanzi alla richiesta di risarcimento di un conducente, se l’assicurazione ritiene che quest’ultimo sia responsabile dell’incidente non lo risarcisce. La controparte sarà, invece, risarcita dalla propria assicurazione. 

Marco e Luca si scontrano con l’auto. L’assicurazione di Marco gli nega il risarcimento perché ritiene che questi abbia la colpa per lo scontro. Luca ottiene il risarcimento dalla propria assicurazione che si rivale su quella di Marco. Ma Marco non subirà alcuna rivalsa dalla propria compagnia se non con l’aumento del premio.

La responsabilità personale dell’automobilista per il caso di incidente stradale riguarda i casi in cui la polizza non opera. Questi sono, ad esempio, quando l’assicurazione è scaduta. In tal caso, il danneggiato viene risarcito dal Fondo di Garanzia Vittime per la strada che, a sua volta, si rivale contro il responsabile in prima persona. 

Si pensi anche al caso di conducente privo di patente: in tal caso, l’assicurazione risarcisce il danneggiato ma poi si rivale contro il responsabile. 



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