Aiuti alle imprese nel Dl Rilancio: la guida completa

28 Maggio 2020 | Autore:
Aiuti alle imprese nel Dl Rilancio: la guida completa

Gli interventi previsti dal Governo per sostenere la ripartenza del sistema produttivo dopo l’emergenza coronavirus, in attesa del via libera del Parlamento.

Il Parlamento può ancora correggere il tiro e deve esprimersi in maniera definitiva sul decreto Rilancio approvato dal Governo. Ma è già possibile stilare un elenco degli aiuti alle imprese con cui l’Esecutivo intende sostenere il sistema produttivo italiano, severamente colpito dall’emergenza coronavirus.

Aiuti che si articolano su tre filoni:

  • finanziamenti e ricapitalizzazioni;
  • bonus fiscali;
  • aiuti ai settori più colpiti.

In attesa, dunque, del sì definitivo delle Camere, vediamo in questa guida, in forma schematica, quali sono gli aiuti alle imprese previste dal decreto.

Indennizzi a fondo perduto

Cos’è

Stanziati poco più di 6 miliardi di euro per sostenere i titolari di partita Iva con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro che hanno subìto una perdita di almeno un terzo del fatturato a causa dell’emergenza coronavirus. Gli aiuti saranno erogati a fondo perduto (quindi senza obbligo di restituzione) direttamente dall’Agenzia delle Entrate con bonifico bancario. Sono esclusi da tassazione ai fini Ires e Irap.

Chi ne ha diritto

Ne hanno diritto le imprese, comprese quelle agricole, e i lavoratori autonomi con i requisiti di ricavi e di fatturato sopra citati.

Chi non ne ha diritto

Non hanno diritto i professionisti iscritti alla Gestione separata dell’Inps ed i lavoratori dello spettacolo che percepiscono le indennità previste dal decreto Cura Italia. Sono anche esclusi i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti alle casse di previdenza obbligatorie.

A quanto ammontano

L’importo va calcolato in base a queste percentuali da applicare alla differenza tra il fatturato ed i corrispettivi di aprile 2020 e dello stesso mese del 2019:

  • il 20% per ricavi o compensi inferiori a 400mila euro;
  • il 15% per ricavi o compensi tra 400mila e 1 milione di euro;
  • il 10% per ricavi o compensi tra 1 milione e 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

Chi ha iniziato l’attività nel 2019, indipendentemente dal calo del fatturato, può ottenere un forfait di:

  • 000 euro se persona fisica;
  • 000 euro se persona giuridica.

Gli stessi importi sono garantiti come soglia minima del contributo per chi rientra tra i beneficiari.

Come presentare la domanda

La domanda va presentata per via telematica all’Agenzia delle Entrate anche tramite intermediario abilitato. Si dovrà attestare di essere in possesso dei requisiti necessari e di essere a posto con le regole antimafia.

L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica, che verrà definita con un provvedimento dell’Agenzia.

Bonus affitti commerciali

Cos’è

Credito d’imposta del 60% dell’affitto versato per gli immobili non ad uso abitativo nei mesi di marzo, aprile e maggio o nei mesi di aprile, maggio e giugno per le strutture ricettive stagionali. Ne hanno diritto i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro. Il credito può essere ceduto al proprietario dell’immobile in modo da poter ottenere uno sconto sul canone di locazione.

Credito d’imposta del 30% dell’affitto per contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola o di interesse turistico.

Credito d’imposta del 60% delle spese sostenute dalle imprese e dalle associazioni per la messa in sicurezza dei locali e degli ambienti aperti al pubblico.

Ricapitalizzazione

Cos’è

Credito d’imposta del 20% del conferimento calcolato su una soglia massima di 2 milioni di euro per le imprese di medie dimensioni che abbiano effettuato aumenti di capitale. Il tetto del bonus, quindi, è fissato a 400mila euro. La distribuzione di riserve, di qualsiasi tipo, prima del termine richiamato, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’ammontare utilizzato, con gli interessi legali.

Credito d’imposta del 50% delle perdite d’esercizio relative al 2020 eccedenti il 10% del patrimonio netto, al lordo delle stesse perdite, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale. La distribuzione di qualsiasi tipo di riserve prima del 1° gennaio 2024 comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’importo, con gli interessi legali. La società non deve rientrate in data 31 dicembre 2019 nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi dei regolamenti Ue in materia.

Inoltre, deve essere:

  • in regola con tasse e contributi, con la normativa edilizia, del lavoro e di prevenzione sugli infortuni;
  • con le misure antimafia, e i soci o amministratori non devono aver subito condanne per evasione fiscale negli ultimi 5 anni.

Come utilizzare i crediti

I crediti d’imposta vanno utilizzati in compensazione dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell’investimento.

Chi ne ha diritto

Ne hanno diritto le medie imprese con:

  • ricavi superiori a 5 milioni o per quelle che superano i 10 milioni e fino a 50 milioni, investitori, persone fisiche e giuridiche;
  • riduzione complessiva di almeno un terzo dei ricavi consolidati nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • aumento di capitale a pagamento deliberato e integralmente versato dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio (19 maggio 2020) ed entro il 31 dicembre 2020.

Chi non ne ha diritto

Non ne hanno diritto le imprese dei settori bancario, finanziario e assicurativo.

Altre misure di ricapitalizzazione

Viene creato presso il ministero dell’Economia e delle Finanze il Fondo Patrimonio Pmi, affidato ad una società pubblica, che potrà sottoscrivere, fino al 31 dicembre 2020, entro i limiti della sua dotazione, obbligazioni o titoli di debito emessi dalle società in crisi con le caratteristiche sopra citate.

Aiuti alle start up

Cos’è

Detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche del 50% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative. L’investimento massimo detraibile non può superare, in ciascun periodo d’imposta, i 100mila euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni.

Chi ne ha diritto

Ne hanno diritto le società iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese, direttamente o tramite organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative.

Vengono applicati i tetti del regime «de minimis».

Altre misure

Rafforzamento con 200 milioni di euro del già esistente Fondo per il sostegno del venture capital del ministero dello Sviluppo e rifinanziamento con 100 milioni della misura Smart&Start gestita da Invitalia.

Creazione del Fondo per il trasferimento tecnologico con dotazione iniziale di 500 milioni.

Rilancio del patrimonio

Cos’è

Creazione del Fondo «Patrimonio rilancio» da 44 miliardi gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti per il sostegno ed il rilancio del sistema produttivo.

Chi ne ha diritto

Ne possono beneficiare le società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa che abbiano sede legale in Italia, un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro.

Chi non ne ha diritto

Non ne hanno diritto le imprese dei settori bancario, finanziario e assicurativo.

Come funziona

Gli interventi saranno individuati da un successivo ed apposito decreto ministeriale e terranno conto dell’incidenza dell’impresa riguardo:

  • lo sviluppo tecnologico;
  • le infrastrutture critiche e strategiche;
  • le filiere produttive strategiche;
  • la sostenibilità ambientale;
  • la rete logistica e dei rifornimenti;
  • i livelli occupazionali.

Aiuti al turismo

Le imprese del settore turistico avranno diversi tipi di aiuti. Uno, per così dire, indiretto attraverso il bonus vacanze destinato alle famiglie con un reddito Isee inferiore a 40mila euro da usare in alberghi, agriturismo e bed&breakfast italiani. È possibile usare il bonus (il cui importo è compreso tra 150 e 500 euro a seconda dei componenti del nucleo) per l’80% in forma di sconto su quanto dovuto e per il 20% sotto forma di detrazione fiscale al momento di presentare la dichiarazione dei redditi.

Ci sono, poi, gli aiuti diretti alle imprese del settore, come l’esenzione dal pagamento della rata di giugno dell’Imu. Ne hanno diritto anche ai proprietari e gestori delle concessioni demaniali, lacuali e fluviali.

In arrivo, infine:

  • un fondo da 50 milioni di euro per finanziare l’acquisto e la ristrutturazione di immobili dedicati a strutture ricettive;
  • un fondo da 20 milioni per finanziare la promozione dell’offerta turistica in Italia.

Cessione del credito d’imposta

È il cosiddetto superbonus del 110% per gli interventi di riqualificazione e ristrutturazione degli immobili che comportino un miglioramento dell’efficienza energetica (leggi la guida completa per fare i lavori gratis in casa). Una misura che, oltre ad agevolare il committente, beneficia anche le imprese del settore edile.

Il superbonus si applica a determinate condizioni sugli interventi realizzati tra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021 e permette di scegliere, alternativamente, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul dovuto (il fornitore lo potrà recuperare come credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito), oppure con la trasformazione del corrispondente importo della detrazione in credito d’imposta da utilizzare anche in compensazione, con facoltà anche di successiva cessione ad altri soggetti.

L’Agenzia delle Entrate comunicherà la modalità con cui deve essere fatta questa scelta.

Prevista anche la possibilità di optare tra lo sconto in fattura o la cedibilità del credito anche per i bonus fiscali introdotti per fronteggiare l’emergenza sanitaria (affitti, sanificazione, ecc.).

Aiuti per l’agricoltura

I titolari di attività agricole possono accedere agli indennizzi a fondo perduto per il 2020.

Possibilità di beneficiare dell’anticipazione della Politica agricola comune (Pac), portata dal 50% al 70% del valore della domanda anche se la richiesta è stata presentata in via ordinaria e non in modalità semplificata.

Fondo da 100 milioni di euro per le imprese viticole che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica attraverso la vendemmia verde parziale da realizzare nella campagna 2020.

Fondo da 500 milioni di euro per compensare i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

Cassa Depositi e Prestiti o altri istituti finanziari abilitati possono erogare mutui ai consorzi di bonifica per lo svolgimento dei compiti istituzionali.

Il bisogno dell’autocertificazione

Per tutto l’anno in corso, e per l’erogazione dei benefici economici previsti dal decreto Rilancio, è necessario presentare un’autocertificazione, anche in deroga alla normativa del settore interessato, tranne che per i requisiti antimafia.

I provvedimenti collegati all’emergenza coronavirus possono essere annullati d’ufficio entro 3 mesi dall’adozione, invece dei 18 mesi ordinari, ad esclusione di quelli adottati sulla base di false rappresentazioni dei fatti o dichiarazioni accertate come non veritiere con sentenza passata in giudicato che le qualifichi come un reato.



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