Coronavirus, come ha penalizzato i malati di sclerosi multipla

28 Maggio 2020
Coronavirus, come ha penalizzato i malati di sclerosi multipla

L’esperto: “Molti hanno dovuto interrompere le loro terapie a causa del lockdown”.

Il Coronavirus ha catalizzato l’attenzione di tutti, negli ultimi mesi. Lo hanno scritto, oggi, in un messaggio alle istituzioni, numerose associazioni per la cura del tumore al seno, sui ritardi degli screening mammografici che sono come un salvavita per le donne con questo tipo di cancro: permettono la diagnosi precoce e l’accelerazione delle terapie (leggi l’articolo: Tumore al seno, l’allarme sui tempi per la diagnosi).

Non è il solo ritardo che riguarda il diritto alle cure di alcuni pazienti. Secondo Diego Centonze, professore ordinario di Neurologia presso l’università di Roma Tor Vergata e direttore dell’Unità di Neurologia presso l’Irccs Neuromed, il lockdown ha avuto un impatto negativo sui malati di sclerosi multipla. Centonze ne ha parlato con l’agenzia di stampa Adnkronos.

Molti malati, a detta sua, sono stati costretti a interrompere percorsi di fisioterapia, riducendo la loro mobilità e autonomia funzionale. D’altro canto, afferma Centonze, “la possibilità di avere accesso a un trattamento farmacologico ha permesso ai pazienti di continuare almeno il trattamento della spasticità, sopperendo in parte ai loro disagi. A oggi però c’è ancora confusione sui diversi usi e formulazioni della cannabis in ambito terapeutico, alimentata anche dal fatto che ancora non si conoscono tutti i principi attivi contenuti nella pianta della cannabis sativa”.

Cannabis sativa e cannabinoidi

L’uso terapeutico dei cannabinoidi, che ha origini molto lontane e di cui recentemente si è tornato a parlare, è un campo sul quale la ricerca scientifica lavora da anni, anche in relazione alla sclerosi multipla, malattia che colpisce 122mila pazienti in Italia. Ma quando si parla di trattamenti e opzioni disponibili per i pazienti c’è ancora molta confusione.

La Giornata mondiale della sclerosi multipla, che si celebra il 30 maggio in 70 paesi del mondo, si legge in una nota che Adnkronos riporta a firma di Almirall, azienda produttrice dell’unico farmaco approvato in Europa a base di due principi estratti da cloni di piante di cannabis, è l’occasione per fare il punto sul tema dell’uso terapeutico dei cannabinoidi, sul valore del farmaco e sulla differenza con le preparazioni galeniche.

Si parla infatti di cannabis sativa quando si fa riferimento alla pianta mentre per cannabinoidi si intendono i principi che questa contiene. Questi principi sono in grado di esercitare i loro effetti interagendo con i ricettori specifici presenti sulla superficie delle cellule umane, esercitando così un’azione terapeutica su diverse sintomatologie e su cui la ricerca scientifica da anni è al lavoro per classificarne tutte le varie tipologie.

“La distinzione che normalmente viene fatta – spiega ancora Centonze – è quella tra cannabinoidi naturali e sintetici. Tra quelli naturali rientrano sia i fitocannabinoidi, ovvero prodotti che contengono l’intera inflorescenza (o le resine o altre parti della pianta) della cannabis con tutti i suoi principi, sia i cannabinoidi per cui non viene utilizzata tutta la pianta, ma solo alcuni principi ben noti e selezionati. I cannabinoidi sintetici sono invece molecole identiche o simili a quelle contenute nella pianta di Cannabis sativa ma prodotte in laboratorio, non provenienti quindi dalla pianta”, aggiunge.

Farmaci e preparati per chi è affetto da sclerosi 

“In questo panorama esiste poi una distinzione tra preparazioni galeniche (oli, resine, bustine da utilizzare in infusione, ecc.) e il farmaco”, precisa la nota di Almirall, ricordando che “dal 2013 in Italia è disponibile Sativex*, farmaco in forma di spray, registrato a livello europeo a base di due principi attivi naturali: il Thc (delta-9-tetraidrocannaidinolo) e il Cbd (cannabidiolo). Indicato per il trattamento dei sintomi in pazienti affetti da sclerosi multipla con spasticità da moderata a grave, il farmaco, totalmente rimborsato dal Ssn – ricorda l’azienda – è stato utilizzato da oltre 10mila pazienti in Italia.

Inoltre, durante il lockdown, a supporto dei pazienti che ne fanno uso Almirall ha introdotto il servizio gratuito ‘Sativex home delivery’, per avere a casa il trattamento senza recarsi in ospedali, ambulatori e farmacie, informa ancora l’azienda, riferendo che “sono attualmente in corso altre ricerche scientifiche sull’utilizzo del farmaco e dei suoi principi attivi anche in altre patologie al fine di garantire in futuro un allargamento delle attuali indicazioni”.



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