Diritto e Fisco | Articoli

È vietato giocare a pallone in spiaggia?

29 Maggio 2020 | Autore:
È vietato giocare a pallone in spiaggia?

La legge rimanda alle Capitanerie e ai Comuni la facoltà di disporre delle ordinanze con le limitazioni nel proprio territorio. E negli stabilimenti privati?

Le ferie dovrebbero essere un momento di relax e di tranquillità. Anche in riva al mare, dove uno vorrebbe godersi dei giorni di calma, steso al sole o con un libro in mano sotto l’ombrellone. Passeggiando con i piedi immersi nell’acqua, sorseggiando una bibita fresca, chiacchierando con la famiglia o non il vicino di sdraio. Momenti, però, che spesso vengono interrotti in modo indesiderato da chi scambia la spiaggia per lo stadio di San Siro o la sabbia per la terra battuta del Roland Garros. Se osi lamentarti, molto probabilmente ti senti rispondere che esiste anche il diritto di divertirsi scambiando due tiri di palla con gli amici passando qualche minuto (delle mezze ore, per la verità) con i racchettoni in mano. Chi dei due ha ragione? È vietato giocare a pallone in spiaggia?

Sappiamo già che qualunque sia la risposta a qualcuno non piacerà e, quindi, una delle due parti dovrà sicuramente portare pazienza. È anche vero, però, che una soluzione che accontenti tutti la si trova.

Bisogna, intanto, distinguere tra spiaggia libera e spiaggia gestita dal titolare di uno stabilimento balneare. In quest’ultima, è più facile imporre e far rispettare delle regole su quello che si può e non si può fare. In quella libera, invece, tutto diventa più complicato e ci si affida, spesso, al senso del rispetto e alla buona educazione. Per evitare di dover chiamare un agente di polizia e chiedere se, per caso, in quella zona qualche ordinanza dice che è vietato giocare a pallone in spiaggia.

Giocare in spiaggia: le zone a pagamento

Ci sono degli usi che sono diventati delle abitudini. Il che non vuol dire che siano leciti: quel famoso concetto del «tanto lo fanno tutti» non sempre rende legittimo un comportamento.

Allora, tanto per cominciare a fissare qualche paletto, bisogna precisare che nelle spiagge a pagamento è vietato giocare a pallone o praticare qualsiasi altro sport che possa arrecare danno agli altri bagnanti. A meno che (perché c’è qualche eccezione) non venga disposto il contrario, cioè che il gestore lo consenta oppure metta a disposizione dei bagnanti un’apposita area in cui poter giocare a palla.

Non è consentito nemmeno – sempre salvo diversa indicazione – giocare a racchettoni o men che meno tenere radio o stereo ad alto volume oppure fare eccessivo rumore.

Giocare in spiaggia: le zone libere

Per quanto riguarda le spiagge libere, di norma vige il buon senso dei bagnanti. Ma quello che probabilmente non si sa è che c’è chi può dettare delle regole anche in una spiaggia ad accesso libero, e sono la Capitaneria di porto o il Comune interessato.

La legge stabilisce che la spiaggia appartiene al demanio pubblico. Pertanto, è un bene destinato alla collettività, accessibile a tutti e nel quale bisogna rispettare le regole imposte dalle ordinanze, appunto, della Capitaneria e dei Comuni. L’inosservanza di queste regole può comportare una multa di oltre 1.000 euro.

Questo significa che non dappertutto può essere vietato giocare a pallone in spiaggia, anche se la stragrande maggioranza delle amministrazioni locali ricordano l’obbligo di rispettare la quiete degli altri bagnanti. Ecco che, tranne negli spazi appositamente creati, è molto esteso il divieto di giocare a pallone o a racchettoni e, in generale, arrecare disturbo o costituire pericolo per i bagnanti, specialmente entro 200 metri dalla battigia e dalle 9 alle 19 dei giorni compresi nella stagione balneare (dal 1° maggio al 30 settembre).

A sancire tutto ciò è una norma vecchia ma ancora in vigore. Si tratta di un Regio Decreto del 1942 che punisce «chiunque non osserva una disposizione di legge o regolamento, ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorità competente relativamente all’uso del demanio marittimo o aeronautico ovvero delle zone portuali della navigazione interna». Le ordinanze sono affisse negli uffici delle Capitanerie e, in genere, agli ingressi degli stabilimenti balneari o negli accessi principali delle spiagge libere.

Le ordinanze possono vietare anche la presenza di animali in spiaggia oppure di giocare a palla con i bambini. Può sembrare troppo limitativo, ma in tante zone d’Italia vige il principio secondo cui «la libertà di un cittadino finisce dove comincia la libertà di un altro cittadino». Insomma, non a tutti piace prendere il sole vicino a un cane, o essere schizzati da un pallone caduto in acqua. Come c’è chi non vuole rinunciare ad una passeggiata sulla battigia solo perché ci sono dei bagnanti che vogliono a tutti i costi giocare racchettoni e si rischia un rovescio in faccia.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube