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Ditelo Voi Evitare l’uso di carte revolving: prestiti con interessi altissimi

Ditelo Voi Pubblicato il 28 ottobre 2013

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> Ditelo Voi Pubblicato il 28 ottobre 2013

L’attuale crisi sta determinando un incremento nell’uso delle carte di credito revolving che applicano interessi altissimi, spesso di poco inferiori al tasso soglia usura: evitarne l’uso e conoscere lo strumento per non ritrovarsi a pagare un’infinità di piccole rate; in alcuni casi è possibile contestare i tassi applicati.

Le famiglie italiane continuano sempre più a indebitarsi, anche attraverso forme di credito poco chiare e particolarmente costose, con tassi d’interesse vicini a quelli previsti, dalla Banca d’Italia, come usura.

Negli ultimi anni è aumentato in maniera esponenziale l’utilizzo delle famose “carte revolving” o “revolve”, non solo per l’acquisto di beni durevoli come elettrodomestici, mobili e quant’altro, ma ancor più per esigenze di piccole spese quotidiane. Ciò ha portato diverse famiglie a dover sostenere un vortice interminabile di “comode rate”, gravate da interessi che, in caso di ritardo o inadempienza, arrivano a sfiorare le soglie del tasso usura.

Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica, sul proprio sito, i tassi d’interesse oltre i quali un finanziamento è considerato come “prestito usuraio”: i tassi sono distinti per tipologie di finanziamento, tra cui anche quello effettuato attraverso le carte revolving.

La diffusione di questo strumento è da imputare a una serie di fattori: da un lato la contrazione dei prestiti personali e, dall’altro, l’estrema facilità con cui è possibile ottenere l’affidamento delle somme. Mentre per ottenere un prestito personale è necessario dimostrare agli istituti finanziari di avere le capacità economiche per restituire il debito, per i prestiti con carte revolve è tutto più semplice. Nella maggior parte dei casi basta una firma e la carta di credito arriva direttamente a casa, senza alcun costo (apparente). Una volta ottenuta, essa può essere utilizzata senza limiti temporali, ma soprattutto senza l’obbligo di presentare nuovi documenti attinenti la posizione del titolare, anche se la stessa è cambiata.

Lo stesso titolare della carta può poi decidere l’importo della rata; ciò genera l’illusione di un piccolo importo che non incide in modo significativo sul bilancio familiare. In realtà, il costo degli interessi è estremamente alto, arrivando anche a tassi tra il 19% e il 25%, che aumentano in caso di ritardato pagamento.

Come tutelarsi

Evitare l’uso delle “carte revolve” è la prima regola. Bisognerebbe tentare di ricorrere a forme di finanziamento più classiche come prestiti personali o affidamenti di conto corrente, anche perché consentono di misurare meglio l’indebitamento e il suo costo.

Se, però, si decide di utilizzarle, bisogna sempre prestare attenzione al TAEG applicato, che è indicato nell’estratto conto mensile: se si supera il 15% è evidente che si paga un interesse altissimo.

 

Cosa contestare

È necessario verificare sempre se il tasso applicato è superiore a quello previsto come tasso soglia usura, riferendosi alle indicazioni trimestrali pubblicate dalla Banca d’Italia. Ad esempio, in questo trimestre il tasso soglia è del 25,09% per carte con affidamento utilizzato inferiore a € 5.000,00 e 19,31% con affidamento utilizzato superiore a € 5.000,00.

È altresì importante accertarsi della somma effettivamente utilizzata in prestito, a prescindere da quella affidata. Accade spesso che gli intermediari finanziari tollerino piccoli sconfinamenti rispetto al fido accordato: così, se il limite di utilizzo è di € 5.000,00, la carta consente anche spese di poco superiori a tale tetto. In tal caso è bene verificare sempre che, sforando il limite dei 5.000,00, non siano applicati tassi che superino la soglia prevista dalla Banca d’Italia, molto più bassa per i prestiti “revolve” superiori a € 5.000,00. L’eventuale accertamento del tasso usura determinerebbe la nullità degli interessi.

Altra pratica riscontrata è quella di consegnare allo stesso soggetto, da parte della stessa società, più di una carta, ciascuna con il limite di € 5.000,00: è evidente come si cerca di aggirare i limiti dei tassi soglia usura previsti per le carte superiori a € 5.000,00 e che, pertanto, in questi casi, potranno essere contestati.

di SIMONA FERRARI


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3 Commenti

  1. E poi bisogna ricordarsi una cosa. Le tasse mensili, costi gestione e altri balzelli. Con una carta come agos per ogni 100€ pagati solo 50€ vanno a detrarre l’importo totale. Il resto sono interessi, tasse, spese gestione ecc. ecc.

    1. Ciao, quanto devi? io ho molte difficoltà, devo 5600€ ma non finiscono mai. L’importante è non usarla per altri prelievi o spese.

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