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Pensione con 15 anni di contributi col cumulo

29 Maggio 2020 | Autore:
Pensione con 15 anni di contributi col cumulo

È possibile ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di versamenti sommando la contribuzione accreditata presso gestioni diverse.

Non molti sanno che la pensione di vecchiaia, che nella generalità dei casi si può ottenere con un minimo di 20 anni di contributi e 67 anni di età, presso le gestioni amministrate dall’Inps, in alcune ipotesi particolari può essere ottenuta con soli 15 anni di contributi.

Nel dettaglio, possono ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi i beneficiari delle cosiddette deroghe Amato [1]: queste particolari eccezioni al requisito di 20 anni di contributi restano valide anche successivamente all’entrata in vigore della riforma Fornero delle pensioni, come chiarito dall’Inps [2].

Talvolta, però, può essere difficile anche arrivare a totalizzare 15 anni di versamenti presso un’unica gestione di previdenza: ci si domanda, allora, se sia possibile arrivare al requisito di 15 anni di contribuzione attraverso il cumulo, cioè sommando i contributi accreditati presso casse diverse.

Facciamo il punto sulla pensione con 15 anni di contributi col cumulo: chi può ottenerla ed a quali condizioni.

Ricordiamo innanzitutto che la pensione di vecchiaia può essere ottenuta, con gli stessi requisiti previsti per il trattamento ordinario, anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi di casse diverse, comprese le gestioni dei liberi professionisti.

Più precisamente, la pensione di vecchiaia ordinaria in regime di cumulo si ottiene, presso le gestioni amministrate dall’Inps, con un minimo di 67 anni di età e 20 anni di contributi. Devono risultare inoltre perfezionati gli eventuali ulteriori requisiti previsti dall’ordinamento di appartenenza (ad esempio, per i lavoratori iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps privi di contribuzione al 31 dicembre 1995, un trattamento pensionistico pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale). Gli iscritti presso le Casse professionali devono perfezionare l’eventuale maggior requisito di età richiesto dal regolamento dell’ente:

  • nel caso in cui l’età pensionabile prevista dalla cassa di categoria sia maggiore rispetto all’età prevista presso le gestioni amministrate dall’Inps, deve essere dapprima liquidata la quota di pensione a carico dell’Inps; successivamente, al perfezionamento del requisito di età previsto dalla cassa di categoria, è liquidata l’ulteriore quota di trattamento;
  • nell’ipotesi in cui l’età pensionabile prevista dalla cassa di categoria sia inferiore rispetto all’età prevista presso le gestioni amministrate dall’Inps, è necessario attendere il perfezionamento dell’età pensionabile presso queste ultime gestioni.

Ma la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi può essere ottenuta anche sommando la contribuzione accreditata presso le casse professionali? Quali versamenti si possono cumulare?

Quando si può ottenere la pensione con 15 anni di contributi?

Non possiamo capire in quali casi è possibile utilizzare il cumulo per ottenere la pensione con 15 anni di contributi, se prima non abbiamo ben chiaro in quali ipotesi si può ottenere il trattamento pensionistico con soli 15 anni di versamenti, e presso quali gestioni previdenziali.

15 anni di contributi al 1992

Beneficiano innanzitutto della pensione con 15 anni di contributi coloro che possiedono almeno 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditati in data antecedente al 31 dicembre 1992.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo sono utili tutti gli accrediti: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto (l’operazione di riscatto può essere effettuata anche successivamente al 1992, purché i periodi riscattati si collochino anteriormente al 31 dicembre 1992) e ricongiunzione. È utile anche la contribuzione accreditata all’estero, in Stati dell’Unione Europea o convenzionati con l’Italia.

Per avvalersi di questa deroga bisogna essere iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, all’ex Inpdap, ex Ipost o ex Enpals.

Autorizzazione al versamento dei contributi volontari

Possono ottenere la pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contribuzione anche coloro che risultano autorizzati alla prosecuzione volontaria nel versamento dei contributi con effetto da data anteriore al 26 dicembre 1992.

È sufficiente il solo rilascio dell’autorizzazione, a tempo debito, da parte dell’ente previdenziale, mentre non è richiesto il materiale versamento di contributi volontari. Anche in questa ipotesi, ai fini del perfezionamento del requisito contributivo sono utili tutti gli accrediti: volontari, obbligatori, figurativi, esteri in convenzione, da riscatto e ricongiunzione.

Per avvalersi di questa deroga bisogna essere iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps o all’ex Enpals.

10 anni di lavori discontinui

È possibile ottenere la pensione con 15 anni di contributi anche alle seguenti condizioni:

  • almeno 25 anni di anzianità assicurativa (il primo contributo deve risultare accreditato almeno 25 anni prima della data di decorrenza della pensione: può essere considerato, a tal fine, anche un accredito per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero presso un Paese UE o convenzionato con l’Italia);
  • 15 anni di contribuzione da lavoro dipendente, accreditati presso l’Assicurazione generale obbligatoria o un fondo sostitutivo o esonerativo;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi effettivi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del mancato rispetto del minimale; è invece utile a tal fine l’annualità interamente coperta da contribuzione, ma non interamente lavorata (ad esempio, in quanto è presente un periodo di disoccupazione indennizzato, con diritto all’accredito dei contributi figurativi). Devono essere inoltre considerati gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cd. Otd), anche se per l’intera annualità.

Possono avvalersi della deroga i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa.

Pensione con 15 anni di contributi in cumulo

L’Inps ed il ministero del Lavoro hanno precisato, già da tempo [3], che sia possibile avvalersi del beneficio di accedere alla pensione di vecchiaia in regime di cumulo [4] con il requisito contributivo di 15 anni.

Le gestioni coinvolte nel cumulo devono però risultare tra quelle per le quali le deroghe Amato [1] sono ammesse. Dunque, per poter avvalersi del cumulo bisogna verificare se le singole gestioni coinvolte nel cumulo stesso riconoscono, nel proprio ordinamento, la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione invece che con 20 anni. Bisogna inoltre verificare in quale o in quali ipotesi di deroga rientra il lavoratore.

Bisogna infine tener presente che non è possibile beneficiare della pensione di vecchiaia in cumulo con 15 anni di contributi, se parte dei versamenti risulta accreditata presso la gestione Separata Inps.


note

[1] Art.2 co.3 D.Lgs. 503/1992.

[2] Inps Circ. 16/2013.

[3] Circolare Inps 120/2013.

[4] Art.1, co. 239 e ss. L. 228/2012.


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