Coronavirus: sarà più difficile volare a prezzi bassi

29 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: sarà più difficile volare a prezzi bassi

Compagnie in difficolta, licenziamenti a raffica e biglietti economici a rischio. EasyJet e Ryanair hanno già annunciato i loro tagli.

Un bagno di sangue. Più che duro, il coronavirus si è dimostrato un colpo violentissimo per le compagnie aeree low cost, che ora si trovano alle prese con riduzioni di tratte e, conseguentemente, di personale. In altre parole: per i passeggeri sarà più difficile volare a prezzi bassi.

Gli aiuti statali ai vettori si sono rivelati inutili. E la prospettiva di tornare a muovere gli aerei in modo più massiccio da metà giugno non basta a rendere le compagnie più ottimiste. Ne è la prova la notizia delle ultime ore secondo cui EasyJet si prepara a lasciare a casa 4.500 dipendenti, cioè circa un terzo del suo organico, formato da 15mila lavoratori. Secondo la compagnia inglese, quest’estate si avrà un traffico inferiore del 70% rispetto a quello dello scorso anno. Insomma, confrontando il numero dei passeggeri tra luglio e settembre del 2019 e quelli previsti per il 2020, prenoterà un viaggiatore su tre. Troppo poco per garantire l’attuale flusso di aerei (la flotta verrà ridotta di 51 aeromobili entro il 2021) e – cosa che più interessa a chi si muove – per mantenere dei prezzi convenienti.

EasyJet non è la sola a preparare migliaia di lettere di licenziamento: lo stesso hanno fatto Ryanair e Virgin Atlantic, che lasceranno a terra 3mila dipendenti ciascuna, e British Airways, che ha già annunciato un taglio di 12mila lavoratori.

L’Italia sarà interessata da questa operazione, probabilmente dal punto di vista occupazionale, ma sicuramente sul versante della mobilità. A cominciare da Ryanair, il più importante vettore low cost che, praticamente, tiene in piedi da sola l’aeroporto bergamasco di Orio al Serio. La compagnia irlandese ridurrà la capacità in Italia del 50% a causa del calo della domanda. Contrazione che potrebbe essere ancora superiore se verranno confermate alcune misure del Governo, come ad esempio l’aumento dell’addizionale comunale sui biglietti aerei dal 2021. Secondo il numero uno di Ryanair, Eddie Wilson, «non ha senso aumentare le tasse quando invece dovrebbero essere tagliate per rilanciare il settore. Così facendo – avverte il Ceo della compagnia – sarà impossibile operare per coprire collegamenti regionali diretti che richiedono tariffe più basse».



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