Spostamenti tra Regioni: i pareri degli esperti

29 Maggio 2020 | Autore:
Spostamenti tra Regioni: i pareri degli esperti

Fase 2: le riflessioni di Walter Ricciardi, Zeno Bisoffi e Loredana Sarmati a confronto sulla riapertura dei confini regionali.

Il 3 giugno riapriranno i confini tra le regioni d’Italia? Domani ci sarà la conferenza tra Governo e Regioni. Per Palazzo Chigi non dovranno esserci distinzioni. Pertanto, le alternative sono due: o il 3 giugno saranno riaperti i confini di tutte le regioni oppure si rimanderà la riapertura di un’altra settimana. Ma aprire i confini regionali in questo momento potrebbe esporre la popolazione a rischio di contagio Covid-19? Secondo il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi «è troppo presto per prendere una decisione. Un’apertura in queste condizioni esporrebbe a rischi. Bisognerebbe riaprire quando si è certi che i dati» dei contagi da Covid-19 “siano validi”.

In un’intervista a ‘La Repubblica’ l’esperto frena, spiegando che «la politica può prendere decisioni se è certa dei dati. La scelta è giusta se si basa su indicatori giusti, ma in questo caso potrebbero non essere solidi». E «se i numeri non sono certi, si finisce per fare scelte che possono non essere corrette».

Ma allora perché il monitoraggio basato sui 21 indicatori questa settimana riporta un rischio basso in tutte le grandi regioni? «Il sistema di indicatori è stato elaborato a livello centrale, giustamente – risponde il consulente del ministro Roberto Speranza – ma è alimentato da attività di diagnostica e dalle segnalazioni delle Regioni, quindi dipende dalle capacità di gestione dei sistemi regionali. Se sono efficaci ed efficienti, allora i dati sono attendibili. Se non lo sono, per una serie varia di ragioni, quei numeri non sono attendibili. E ci sono motivi seri per pensare che in alcune regioni questi dati adesso non lo siano».

Quello che sta succedendo per esempio in Corea del Sud, per Ricciardi è la dimostrazione di come il virus continuerà a circolare finché non sarà eliminato a livello globale. Pertanto, occorrerebbe un’azione mondiale coordinata e anche interventi molto decisi a livello locale.

In Italia, l’osservata speciale è la regione più colpita dal Covid-19, la Lombardia con 20mila positivi a domicilio, senza contare gli asintomatici che non sanno di essere contagiati, precisa Ricciardi. Dati che invitano alla massima prudenza.

A proposito degli spostamenti tra Regioni, di diverso parere è Zeno Bisoffi (professore associato all’università di Verona, direttore del dipartimento Malattie infettive nell’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar) come emerge da un’intervista rilasciata a ‘La Nazione’, ‘Il Giorno’ e ‘IlResto del Carlino’. Per l’esperto, sì al via libera agli spostamenti, a patto che si resti inflessibili sulle norme di prevenzione contro i contagi da Covid-19.

Zeno Bisoffi precisa che «Il punto non sono tanto gli spostamenti, quanto i comportamenti. Vai in un’altra regione? Osserva le norme e tutto andrà bene. Lo dico anche per l’economia, io credo che ormai si possa andare serenamente in vacanza. Chiaramente non sarà lo stesso modo di andare in ferie dell’anno scorso».

«Ho un atteggiamento molto meno rigido rispetto alle indicazioni che ci sono state finora riguardo i trasferimenti da una regione all’altra– afferma come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos- Del resto, il rischio che corro o faccio correre a un’altra persona, se dalla provincia di Verona mi sposto alla provincia di Trento, che è un’altra regione, sostanzialmente è identico a quello che corro o faccio correre se mi sposto a Vicenza o Padova, che sono all’interno della mia regione. Questi confini generalizzati mi hanno sempre destato qualche perplessità. Ora mi pare che andiamo verso il superamento di questo criterio, dopo il 2 giugno dovrebbero cadere i vincoli regionali e credo che questa sia sicuramente una buona cosa».

Per Bisoffi «non è questione di essere fiduciosi o prudenti. Se siamo con amici, tutti distanti un metro, seduti ai tavolini di un bar all’aperto, che cosa c’è da temere? Prendiamoci un aperitivo, senza mascherine, in allegria. Anche i voli vanno incoraggiati. Certo io preferirei che ci fossero posti distanziati in aereo, perché sono ambienti chiusi, ci potrebbe essere un portatore asintomatico. Ma è anche vero che la carica virale in circolazione è inferiore, abbiamo contagi sporadici, attenuati. Occorre solo abituarsi al distanziamento e alle cautele in presenza di altri per impedire che il virus riprenda la trasmissione».

E ancora «riprendiamo i viaggi, evitando mezzi affollati. Se tutti osservano le norme igieniche siamo a posto – è convinto l’infettivologo – Andiamo incontro alla bella stagione, approfittiamone. Prima dicevo dei tavolini all’aperto, i clienti devono stare tranquilli. Dentro ai locali sono favorevole alla distanza di un metro. Stiamo arrivando al giusto compromesso».

Una via di mezzo tra le due soluzioni offerte da Ricciardi e Bisoffi, è quella di Loredana Sarmati (docente all’università di Roma Tor Vergata e presidente per il Lazio della Società italiana malattie infettive) che in un’intervista a ‘La Nazione’, ‘Il Giorno’ e ‘Il Resto del Carlino’ si dice contraria agli spostamenti da una regione all’altra, anche se con qualche concessione.

«Non dico di tenere a freno tutte le regioni, ma di aprire o tenere chiuso in contesti precisi. Sostanzialmente, penso che occorrano limitazioni in Lombardia e Piemonte. La mia sensazione è che il virus non sia cambiato. Abbiamo superato un picco, vediamo pochissimi casi, ma andiamoci piano a dire che il virus si è attenuato, ho i miei dubbi”.

L’esperta ricorda che «ci sono regioni che viaggiano sotto i 50 casi al giorno, altre che vanno ben oltre 100 casi: dal punto di vista delle conseguenze fa una certa differenza. Sono del parere che si debba aspettare, occorre limitare gli spostamenti nei riguardi di determinate regioni in maniera mirata, guardando bene all’andamento dell’epidemia».

Secondo Sarmati, «l’aumento della temperatura di questi giorni gioca a nostro favore. Questo, come tutti gli altri virus respiratori, ha bisogno del freddo, ha bisogno di varie condizioni concomitanti, ma che piega prenderà? Penso però che possiamo stare tranquilli. Ad esempio i bambini dovrebbero poter tornare a scuola, in classi meno affollate, vanno riconquistati spazi di normalità anche per loro».

E’ certamente necessario per l’infettivologa un ritorno alla normalità, cercando però «di essere rispettosi. Dobbiamo ancora stare attenti, per un tempo che non sarà infinito. Salire sui mezzi meno affollati, con indosso le mascherine. Anche la ripresa dei voli aerei ritengo vada incoraggiata, i passeggeri sono responsabilizzati, si sottopongono al termoscanner. Ci sono i portatori inconsapevoli del virus, ma la vita va ripresa altrimenti rischiamo grosso. Mio marito, che è dentista, dice che se andiamo avanti così non sarà il Covid a ucciderci, ma rischiamo poi di morire di fame».



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