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Lo sai che? Fotocopie di libri: fino a quando è lecito?

Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2013

Lecito fotocopiare solo il 15% del volume; la copisteria deve comunque versare il compenso alla SIAE.

Le numerose operazioni della Guardia di Finanza nei confronti di copisterie situate nei pressi delle università riporta puntualmente alla ribalta il tema delle liceità o meno delle fotocopie dei testi universitari.

Si sente spesso di alcuni professori che si arrogano l’illegittimo potere di non ammettere all’esame chi non presenti il volume di testo regolarmente acquistato. Premesso che lo studente è tenuto soltanto a conoscere la materia, in ogni caso l’eventuale compimento, da parte di quest’ultimo, di un reato (la violazione del diritto d’autore per le fotocopie) non esclude l’esercizio di altri diritti da parte dello studente (come quello appunto di sostenere la prova); e ciò specie se l’illecito in questione non è stato mai accertato da un giudice o da una pubblica autorità (quale di certo non è un docente).

Anche la semplice “minaccia” da parte del professore, poi non realizzata, di compiere una verifica all’atto dell’interrogazione, è certamente un comportamento oltreché deplorevole anche illecito. Non si può, dunque, subordinare l’ammissione ad un esame alla regolarità o meno di condotte che non attengono all’esame stesso.

Questo, tuttavia, non giustifica il compimento di un atto che, comunque, resta pur sempre vietato dalla nostra legge [1], a prescindere poi dalle valutazioni di carattere sociale sulla “congruità” o meno di certi prezzi di copertina. L’illecita attività di fotocopia è sanzionata sia penalmente, sia sotto il profilo amministrativo.

In passato [2], però, era completamente vietato fare fotocopie di libri o comunque opere protette dal Diritto d’Autore.

Oggi, invece, è stata prevista una deroga: è consentita la fotocopiatura di libri, ma solo per uso personale (il che vuol dire che le copie non possono essere vendute) e, comunque, entro il limite massimo del 15% delle pagine di ciascun libro.

C’è chi, per oltrepassare tale limite, ha ritenuto di poter fotocopiare, di volta in volta ed in giorni differenti, il 15% di copie diverse dello stesso libro, sino a ottenere, in 8 giorni, la copia del 100% del libro (15% per giorno). Ovviamente, tale interpretazione è errata: la percentuale del 15% si riferisce non già alla singola copia del libro portata alla copisteria, ma all’esemplare generale del testo stesso.

Inoltre, per quelle parti di libro legittimamente fotocopiate (ossia per il 15%) è dovuto alla SIAE, un compenso (che quest’ultima poi dovrà versare agli Autori e agli Editori). Tale balzello (cosiddetto equo compenso) non viene pagato dal cliente, ma dai responsabili dei centri di riproduzione fotocopie.

note

[1] Art. 68 della legge n. 633/1941.

[2] Prima dell’entrata in vigore della L.248/2000.


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