Diritto e Fisco | Articoli

Chi sono gli eredi senza testamento

31 Maggio 2020
Chi sono gli eredi senza testamento

Successione legittima o per legge: come si divide il patrimonio del defunto tra coniugi, figli, fratelli o sorelle, genitori.

Al momento del decesso di una persona è necessario individuare gli eredi tra cui dividere il patrimonio residuo. Questa operazione – che viene detta «successione» – si verifica tanto nell’ipotesi in cui sia stato lasciato un testamento, quanto nell’ipotesi opposta. Nel primo caso, a individuare gli eredi è la volontà del testatore: quest’ultima viene, quindi, presa a esclusivo riferimento per la divisione dei beni. Nel secondo caso, invece, è la legge a stabilire a quali soggetti destinare il patrimonio. 

Chi sono gli eredi senza testamento? Se una persona muore senza avere il tempo di andare dal notaio o di lasciare a casa un documento con le proprie ultime volontà, quali regole si seguono? Lo scopriremo qui di seguito.

Cos’è la successione per legge o legittima?

Abbiamo detto che la successione può avvenire o sulla base di un testamento, nel qual caso si parla di successione per testamento, o, in mancanza di quest’ultimo, sulla base delle regole fissate dal Codice civile, nel qual caso si parla di successione legittima. 

La successione legittima è, quindi, quell’insieme di regole che si applicano in assenza di testamento e che servono per individuare:

  • chi sono gli eredi;
  • quali sono le quote dell’eredità spettanti a questi ultimi (ossia i criteri di ripartizione del patrimonio del defunto).

Dunque, al momento del decesso di una persona, si verifica innanzitutto se è stato lasciato un testamento (dal notaio o a casa); nell’ipotesi contraria, si procede a dividere l’eredità secondo le regole della successione legittima.

Chi sono gli eredi senza testamento?

In assenza di un valido testamento è la legge ad individuare quali parenti ereditano, e in quale misura. Le norme sono contenute agli articoli 565 Codice civile e seguenti.

Per regola generale, i parenti più prossimi escludono i più remoti. Questo significa, ad esempio, che se una persona ha lasciato dei figli, i genitori o i fratelli non ereditano nulla. 

In questa scala di priorità, coniuge e figli hanno lo stesso peso. 

Riassumiamo qui di seguito i parenti chiamati all’eredità e le quote loro attribuite.

Se il coniuge è ancora in vita o non ha divorziato

Se il defunto lascia un coniuge e nessun figlio, nessun fratello e nessun genitore, il coniuge – marito o moglie che sia – è erede universale. A tutti gli altri parenti non spetta nulla.

Se il defunto lascia un coniuge e un figlio, al coniuge va la metà dell’eredità più il diritto di abitare la casa familiare; al figlio l’altra metà dell’eredità.

Se il defunto lascia un coniuge e due o più figli, al coniuge va 1/3 dell’eredità più il diritto di abitare la casa familiare; ai figli gli altri 2/3 dell’eredità.

Se il defunto lascia un coniuge e uno o entrambi i genitori, ma non lascia né figli, né fratelli, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 agli ascendenti in parti uguali.

Se il defunto lascia il coniuge e uno o più fratelli, ma non lascia né figli né genitori, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 ai fratelli in parti uguali.

Se il defunto lascia il coniuge e uno o entrambi i genitori o più fratelli, ma non lascia figli, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 ai genitori e fratelli in parti uguali.

Se il coniuge è morto o ha divorziato o una persona non è mai stata sposata

Se il defunto lascia uno o più figli, anche se sono in vita i fratelli e i genitori del defunto, l’intera eredità viene divisa tra i figli in parti uguali.

Se il defunto lascia i genitori ma non lascia né figli né fratelli, ai genitori va l’intera eredità.

Se il defunto lascia uno o più fratelli, ma non lascia né figli né genitori, ai fratelli va l’intera eredità divisa in parti uguali.

Se il defunto lascia i genitori e uno o più fratelli, ma non lascia figli, metà dell’eredità va ai genitori e l’altra metà va divisa in parti uguali tra i fratelli. 

In assenza di figli, genitori, fratelli/sorelle o loro discendenti, se il defunto lascia ascendenti paterni e ascendenti materni, metà dell’eredità va ai primi e l’altra metà ai secondi. 

In tutti gli altri casi, l’eredità va ai parenti purché entro il 6º grado (in assenza di figli, ascendenti e fratelli del defunto); l’eredità viene così divisa in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.

Equiparazione tra figli legittimi e naturali  

È caduta ogni distinzione tra figli legittimi e figli naturali, ossia nati da una coppia non sposata, a condizione che siano stati riconosciuti (anche se con ricorso al giudice).

Pertanto:

  • ogni figlio ha diritto di ricevere per successione da tutti i parenti sino al sesto grado;
  • è stato abrogato il diritto di commutazione;
  • si ha estensione della categoria dei successibili per rappresentazione. Pertanto, la rappresentazione fa subentrare ogni discendente nel grado del proprio ascendente che non possa o non voglia accettare l’eredità o il legato.

Equiparazione tra coniugi e coppie gay di unione civile

La parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso (ossia le coppie gay) è equiparata, ai fini della successione, ai diritti del coniuge.  

Quando il coniuge è erede universale

Il coniuge è erede universale tutte le volte in cui, in assenza di testamento, mancano figli e ascendenti e fratelli e sorelle del defunto. 

In caso sia intervenuta la separazione, il coniuge separato è ugualmente considerato erede, a meno che non abbia subito l’addebito ossia sia stato dichiarato responsabile per la fine del matrimonio (ad es. a seguito di tradimento, abbandono del tetto coniugale, violenze, ecc.). 

Invece, dopo il divorzio, il coniuge perde ogni diritto ereditario.

Quando i figli sono eredi universali

I figli concorrono solo con il coniuge del defunto. Per cui se quest’ultimo non dovesse esserci, i figli sono eredi universali anche se ci sono altri parenti del defunto.

Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo se ci sono più figli.

Quando ereditano i fratelli e le sorelle del defunto

In mancanza di figli, al coniuge superstite sono devoluti i due terzi dell’eredità se egli concorre con ascendenti o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, oppure con gli uni e con gli altri. In questo ultimo caso, la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle in parti uguali, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto della eredità.

note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube