Diritti d’autore: l’Agcom rimuove 26 canali Telegram

29 Maggio 2020
Diritti d’autore: l’Agcom rimuove 26 canali Telegram

Diffondevano opere letterarie protette da copyright: ora l’Authority ha bloccato la diffusione illecita e i download.

Un catalogo sterminato di oltre 350mila edizioni digitali di opere letterarie coperte da diritti d’autore, che su alcuni canali della piattaforma Telegram potevano essere lette integralmente e scaricate in download da chiunque, in barba al copyright.

Ora, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha avviato un procedimento per violazione del diritto d’autore, su istanza dell’Associazione Italiana Editori (Aie), che ha portato al blocco di ben 26 canali Telegram sui quali venivano diffuse illecitamente queste opere protette.

In una nota riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, l’Agcom spiega che «la diffusione illecita di opere letterarie attraverso la piattaforma sta assumendo dimensioni preoccupanti, sia per la numerosità delle violazioni sia per le modalità della messa a disposizione dei contenuti, estremamente semplici in termini di accesso da parte degli utenti».

Inoltre, secondo l’Autorità «l’attività di contrasto della pirateria su Telegram è resa complessa dal completo anonimato dei gestori dei canali e da un sistema di rimandi ad altre sezioni predisposte in caso di chiusura del canale di riferimento».

In questo caso, però, la società ha dato immediato riscontro alle richieste dell’Authority. «La piattaforma continua a collaborare con Agcom: a seguito dell’avvio del procedimento, Telegram ha risposto in meno di 24 ore, comunicando che avrebbe bloccato i canali segnalati e adeguandosi spontaneamente alle richieste dell’Aie».

L’intervento di Telegram è stato pronto e risolutivo: «dai riscontri effettuati dagli Uffici dell’Autorità, i canali oggetto di segnalazione non risultano più attivi in quanto rimossi o privi di contenuti” rileva l’Agcom.

L’Autorità sottolinea che «il danno economico causato dalla pirateria digitale nel settore dell’editoria è stimato in 528 milioni di euro all’anno e, dai dati della ricerca ‘La pirateria nel mondo del libro’ commissionata da Aie a Ipsos e presentata lo scorso anno, emerge che Telegram è utilizzato dal 22% dei pirati per procurarsi contenuti editoriali».



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