Il negozio rimasto chiuso per Covid non deve pagare l’affitto

29 Maggio 2020
Il negozio rimasto chiuso per Covid non deve pagare l’affitto

Stop ai canoni di locazione durante il lockdown di un esercizio commerciale: lo ha stabilito il tribunale di Bologna con un provvedimento d’urgenza. Un caso analogo anche a Venezia.

Un negozio rimasto chiuso per il lockdown stabilito durante l’emergenza Coronavirus non deve pagare l’affitto per il locale in cui esercita l’attività: lo ha stabilito il tribunale di Bologna [1] con un provvedimento d’urgenza emesso in favore di un centro fitness ed estetico.

La società titolare si era rivolta ai giudici rappresentando l’impossibilità di versare i canoni di locazione per il periodo da aprile a luglio 2020 proprio a causa della forzata inattività: le misure restrittive avevano ordinato la chiusura del centro dal 24 febbraio scorso e la riapertura programmata avverrà non prima del 18 giugno.

A connotare l’urgenza di provvedere, accelerando l’iter della decisione giudiziale, c’era la necessità di bloccare l’incasso di alcuni assegni bancari che erano stati rilasciati al locatore in garanzia del pagamento dei canoni: se questi titoli fossero stati messi all’incasso dal proprietario dei locali, si sarebbe registrato il difetto di provvista sul conto e l’emittente sarebbe stata segnalata al Cai, la Centrale di Allarme Interbancario, con conseguenze pregiudizievoli a suo carico.

Inoltre, l”inquilina ha rappresentato la pendenza di concrete trattative con il proprietario per concordare una temporanea riduzione del canone.

Così il giudice ha deciso inaudita altera parte, cioè emanando il suo provvedimento – con il quale ha ordinato di non mettere all’incasso gli assegni dati in garanzia del pagamento dei canoni – sulla base della versione sostenuta dalla sola parte ricorrente e senza sentire, per il momento, il proprietario in contraddittorio.

Il decreto ora emesso dal tribunale è però provvisorio e potrà essere confermato, oppure revocato, con una successiva ordinanza, che stavolta il tribunale adotterà soltanto dopo aver ascoltato le ragioni della controparte. In questa prossima fase, quindi, il proprietario potrà formulare e spiegare la sua eventuale opposizione al provvedimento adottato d’urgenza che gli impedisce di incassare i canoni.

La pronuncia odierna dei giudici bolognesi fa il paio con quella adottata pochi giorni fa dal tribunale di Venezia in una vicenda molto simile: in quel caso il provvedimento era stato emesso d’urgenza e in assenza di contraddittorio con la controparte per il concreto e imminente pericolo di incasso di una garanzia fideiussoria rilasciata dalla banca in favore del proprietario.

Si moltiplicano, dunque, i provvedimenti in favore del locatario che dicono, sia pur provvisoriamente, stop al pagamento dei canoni di locazione per le attività imprenditoriali e commerciali durante i periodi di lockdown e dunque di forzata chiusura per un periodo di tempo apprezzabile e non dovuto alla volontà delle parti ma esclusivamente per effetto dei Decreti emanati nel periodo emergenziale. Per approfondire questi aspetti, con riguardo non solo alle locazioni commerciali ma anche a quelle ad uso abitativo, leggi anche l’articolo Coronavirus e affitto: bisogna pagare il canone?


note

[1] Tribunale di Bologna, decreto n. 4976/20 del 12 maggio 2020.


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1 Commento

  1. se il locatore non incassa il canone’ come può pagare le spese condominiali, l’irpef, l’imu, e tante altri balzelli, è facile sentenziare sulle spalle di altri contribuenti

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