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Pedinare il lavoratore: quando è illegittimo

31 Maggio 2020
Pedinare il lavoratore: quando è illegittimo

L’investigatore privato non deve stare 24 ore su 24 a controllare il dipendente e non deve impaurirlo.

Si può pedinare un dipendente per controllare se, magari, è davvero malato o se, nei giorni di permesso richiesti ai sensi della legge 104 del 1992, sta svolgendo l’assistenza al familiare disabile? Il datore di lavoro gli può mettere un detective sotto casa tutto il giorno per vedere se esce di lì e magari va a fare una partita con gli amici o al bar a giocare a carte?

La Cassazione ha ormai sdoganato gli appostamenti tramite ispettore privato, sancendo però alcuni limiti onde garantire il rispetto dei diritti costituzionali delle persone.

Ma, concretamente, quando è illegittimo pedinare il lavoratore? La questione è stata affrontata dalla giurisprudenza in alcune pronunce. Ne parleremo qui di seguito in modo molto schematico e pratico. Ma procediamo con ordine.

Si può pedinare un lavoratore?

In astratto, l’attività di “spionaggio” nei confronti dei dipendenti è lecita. Così come è lecito l’appostamento fatto da detective privati.

La Cassazione ha spiegato che il potere per il datore di lavoro di ricorrere ad agenzie investigative può essere esercitato non solo in presenza di evidenti prove di illeciti, ma anche se c’è il semplice sospetto che illeciti possono essere stati compiuti o, addirittura, essere in corso di esecuzione. Ricorrendo queste ipotesi, l’attività investigativa di vigilanza è lecita, a condizione che non sia riconducibile a una verifica sul mero adempimento dell’obbligazione lavorativa.

Dove e quando è possibile pedinare il lavoratore?

Premesso che è possibile pedinare un lavoratore a mezzo di un detective o di chiunque altro, tale attività va però necessariamente svolta fuori dall’azienda e, comunque, non durante gli orari di lavoro.

L’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, infatti, vieta l’impiego di guardie giurate e di personale di vigilanza per controllare i dipendenti, ma ciò solo nei locali di lavoro e durante i turni. Al contrario, i controlli all’esterno sono consentiti dalla legge. Quindi, è legittimo pedinare il lavoratore da quando finisce l’attività lavorativa a quando la ricomincia.

Il dipendente in missione o comunque che svolge attività fuori dall’azienda non può essere pedinato poiché la legge vieta i controlli all’esterno diretti a verificare come il lavoratore svolge le mansioni (se cioè le fa bene o male). Il pedinamento deve, invece, essere rivolto a verificare il compimento di illeciti che potrebbero nuocere all’azienda (si pensi al falso malato, a chi svolge un lavoro in concorrenza con l’azienda, a chi usa i permessi per scopi diversi rispetto a quelli previsti dalla legge, ecc.).

Dunque, quando è illegittimo pedinare il dipendente? In merito al “dove”, bisogna rispondere: quando si trova in azienda. In merito al “quando”, bisogna rispondere: quando comunque sta svolgendo le proprie mansioni, anche se al di fuori dell’ufficio o della fabbrica.

Per quanto tempo è possibile pedinare un dipendente?

L’investigatore privato non può sottoporsi a turni massacranti per pedinare il dipende. L’attività di osservazione svolta tutto il giorno non risulta attendibile in quanto contraria alle “buone pratiche” degli 007 privati, pratiche che prevedono servizi di vigilanza più brevi e svolti in coppia; diversamente, la distrazione è fisiologica.

La metodologia di vigilanza fatta senza sosta, per buona parte del giorno e/o della notte, rende poco attendibili i rilievi dell’attività dell’investigatore privato.

Infatti, è contemplato nei manuali di addestramento, nelle raccolte di buona pratica del settore, ed è comunque facilmente comprensibile con la logica e il buon senso, che dopo alcune ore passate in solitudine, all’interno dell’abitacolo di una macchina, l’attenzione scema e il difetto di attenzione aumenta esponenzialmente ad ogni ora ulteriore, con elevata probabilità di appisolamenti, momenti di assenza quasi totale di concentrazione e di distrazione involontaria e subliminale. Con tanto di sovrapposizione involontaria di ciò che si è visto e di quello che invece si ritiene di avere percepito.

È proprio l’agenzia investigativa, insomma, che deve osservare le buone pratiche del suo lavoro.

Come si può pedinare un dipendente?

La giurisprudenza della Cassazione [3] ritiene legittimo pedinare una persona – e quindi anche un dipendente – a una condizione ben precisa: non bisogna generare allarme e preoccupazione nella persona pedinata. Seguire di nascosto un soggetto non è vietato dalla legge, a condizione che non si crei in lui turbamento, ansia e paura per la propria sicurezza. In tal caso, scatta il reato di molestie, che può materialmente esplicarsi anche in un pedinamento ossessivo nei confronti di una persona avvenuto in luogo pubblico.

Secondo la Cassazione, anche un singolo episodio di pedinamento può integrare il reato di molestia, purché si tratti di un’azione pressante, ripetitiva, indiscreta e impertinente e quindi idonea a interferire sgradevolmente nella sfera della quiete e della libertà delle persone [4].

note

[1] Cass. sent. n. 8373/2018 del 4.04.2018.

[2] Trib. Bologna, sent. n. 167/20.

[3] Cass. sent. n. 18117/14 del 30.04.2014.

[4] Cass. sent. n. 43439 del 7.12.2010. Cass. sent. n. 5855 del 12.02.2001.


1 Commento

  1. Buongiorno, sono un investigatore privato.
    Mi complimento per l’articolo, ma vorrei comunicare che a mio avviso ci sono delle imperfezioni: infatti la giurisprudenza dice che l’atto del pedinamento è valido allorquando è necessario verificare degli illeciti da parte del lavoratore, illeciti che possano portare un danno all’azienda, inoltre dice che non si può pedinare il lavoratore durante l’orario di lavoro, ma quest’ultima parte non è attuabile proprio quando durante l’orario di lavoro il dipendente, anche al di fuori dell’azienda, ha un comportamento illecito che può creare danni al datore di lavoro. Mi spiego meglio, se un rappresentante che prende uno stipendio fisso, va in giro, magari anche con l’auto dell’azienda, usando il carburante dell’azienda, ed invece di fare il proprio lavoro fa gli affari suoi, allora questo comportamento si trasforma automaticamente in un grosso danno economico per l’azienda. La mia agenzia è stata coinvolta più volte in queste situazioni ed il giudice ha sempre dato ragione ai nostri clienti. Inoltre per quanto sia vero che un pedinamento di un giorno intero possa far diminuire la concentrazione, è anche vero che in questi casi c’è un cambio di uomini e mezzi che possono continuare il servizio. D’altra parte bisogna dire che difficilmente è necessario pedinare per un giorno intero il soggetto. Complimenti ancora per l’articolo.

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