Colf e badanti in nero: parte la regolarizzazione

30 Maggio 2020 | Autore:
Colf e badanti in nero: parte la regolarizzazione

Domande al via da lunedì 1° giugno fino al 15 luglio. Le condizioni per far emergere i rapporti sommersi e la documentazione da presentare.

Da lunedì 1° giugno e fino alle ore 22 del 15 luglio prossimo sarà possibile presentare per via telematica le domande per la regolarizzazione di colf e badanti straniere in nero. Così ha stabilito il decreto interministeriale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Oltre al lavoro domestico e all’assistenza alla persona, però, la sanatoria interessa anche il settore agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura.

Due le possibilità offerte dal decreto. La prima riguarda le domande di assunzione dei lavoratori stranieri. Dovranno essere inoltrate solo con modalità informatiche dalle ore 7.00 del 1° giugno 2020 alle ore 22.00 del 15 luglio all’apposita sezione del sito nullaostalavoro.dlci.interno.it. La procedura sarà gestita dallo Sportello unico per l’immigrazione. I datori che vorranno far emergere un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani o comunitari, dovranno rivolgersi nello stesso periodo al sito dell’Inps e pagare un contributo di 500 euro per ogni pratica e uno forfettario a titolo contributivo, retributivo e fiscale ancora da stabilire. I codici di questi ultimi contributi sono stati comunicati ieri dall’Agenzia delle Entrate.

La seconda via può essere attivata dal cittadino straniero che ha un permesso di soggiorno scaduto al 31 ottobre 2019. Avrà la possibilità di presentare domanda per un permesso di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro in caso di assunzione, purché dimostri di aver svolto attività nei settori sopra citati. L’istanza dovrà essere presentata in Questura nello stesso periodo (dal 1° giugno al 15 luglio). Il costo della domanda è di 30 euro più una marca da bollo da 16 euro. Da versare, inoltre, 130 euro per l’accesso alla procedura di 130 euro. Totale: 176 euro.

Per poter dimostrare di avere avuto un rapporto di lavoro prima del 31 ottobre 2019 è necessario allegare alla domanda questi documenti:

  • certificazione rilasciata dal competente Centro per l’impiego attestante lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • contratto di lavoro;
  • busta paga;
  • estratto conto previdenziale;
  • modello Unilav di assunzione, trasformazione e/o cessazione del rapporto di lavoro;
  • fotocopia di assegno bancario emesso per corrispondere la retribuzione;
  • quietanze cartacee relative al pagamento di emolumenti attinenti il rapporto di lavoro;
  • attestazione di pagamento dei contributi per lavoro domestico mediante sistema PagoPa stampata dal portale Inps;
  • comunicazione di posta elettronica e/o di short message service (Sms) e MyInps, relative allo svolgimento della prestazione di lavoro occasionale in ambito domestico;
  • qualsiasi corrispondenza cartacea tra le parti durante il rapporto di lavoro, proveniente sia dal datore, sia dal lavoratore, da cui possono ricavarsi gli elementi identificativi delle parti necessari al riscontro dell’attività lavorativa.

La procedura di emersione del rapporto viene accettata solo se si attesta il possesso da parte del datore persona fisica, ente o società, di un reddito imponibile o di un fatturato non inferiore a 30mila euro annui.

Se la dichiarazione interessa familiari, conviventi o meno, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza, il reddito imponibile del datore non può essere inferiore a 20mila euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, oppure non inferiore a 27mila euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.



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