Bonus invalidi da 600 euro: ultimi giorni

30 Maggio 2020 | Autore:
Bonus invalidi da 600 euro: ultimi giorni

Scade mercoledì il termine per presentare la domanda relativa al mese di marzo se respinta o non avanzata: è cumulabile con l’assegno di invalidità.

Scade mercoledì 3 giugno il termine per presentare la richiesta del bonus Covid da 600 euro di marzo per chi è titolare di un assegno di invalidità. Entrambe le prestazioni, infatti, sono cumulabili, come ha appena ricordato l’Inps.

Il decreto Rilancio, che prevede l’erogazione del bonus, consente di farne richiesta entro quella data a chi è titolare dell’assegno e si è visto respingere la domanda di indennità di 600 euro per il mese di marzo oppure non l’ha mai presentata.

Va ricordato anche che lo stesso decreto introduce il congedo Covid, dal 5 marzo per i genitori, anche affidatari, che hanno un rapporto di lavoro subordinato. Permette di avere un’indennità del 50% della retribuzione ordinaria e ai contributi figurativi. Lo stesso congedo spetta ai genitori, anche affidatari, iscritti alla gestione separata Inps o autonomi dell’Inps. Il congedo è stato aumentato da 15 a 30 giorni, mentre il termine di fruizione è stato stabilito al 31 luglio.

Nessuna modifica, invece, per quanto riguarda la fruizione in via alternativa da parte dei genitori e sulla condizione che in famiglia l’altro genitore non sia beneficiario di altre prestazioni di sostegno al reddito per sospensione o cessazione attività lavorativa oppure disoccupato o non lavoratore.

Come alternativa al congedo, è possibile chiedere un voucher per un massimo di 600 euro (1.000 nel settore sanitario, pubblico o privato, e per la Polizia di Stato) utilizzabile con il Libretto Famiglia per pagare la baby-sitter. Il decreto Rilancio ha elevato il limite a 1.200/2000 euro e ampliato l’utilizzo anche per il pagamento di centri estivi, oratori o altri servizi per l’infanzia.



3 Commenti

    1. Per la Cassazione, commette violazione di domicilio chi, inizialmente introdottosi a casa altrui con il consenso del legittimo proprietario, poi vi permane nonostante la richiesta di quest’ultimo di andare via. Il proprietario di casa è quindi libero, in qualsiasi momento, di revocare l’ospitalità e di sfrattare l’inquilino. Ciò non deve però avvenire con violenza. Ad esempio commetterebbe un illecito spossessamento il titolare dell’appartamento che, per mandare via l’inquilino moroso, cambi di nascosto le chiavi di casa quando questi è fuori in modo da lasciarlo fuori dalla porta. Leggi il nostro articolo Ospite non va via di casa: è violazione di domicilio? https://www.laleggepertutti.it/272676_ospite-non-va-via-di-casa-e-violazione-di-domicilio

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