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Come fare una perizia assicurativa

26 Agosto 2020 | Autore:
Come fare una perizia assicurativa

Incidenti automobilistici, risarcimento del danno, determinazione della responsabilità, criteri applicabili. Il ruolo dei consulenti tecnici.

Stai andando a prendere tuo figlio all’uscita da scuola e un cane abbandonato e disorientato ti taglia la strada. Per evitare di travolgerlo, inverti velocemente la rotta, ma non ti accorgi di un’automobile che sopraggiunge dall’altro senso di marcia. Non hai il tempo di frenare perché è troppo vicina: la urti violentemente e cagioni uno scontro frontale. L’impatto è talmente forte da rompere il guard rail.

Per fortuna nessuna persona, te compreso, rimane ferita, ma i veicoli sono distrutti. È necessario l’intervento dei mezzi di soccorso per portarli via dalla carreggiata. I lavori di manutenzione saranno sicuramente lunghi e costosi.

Ti poni allora una serie di problemi. A chi spetta pagare i danni? Qual è il ruolo delle assicurazioni dei veicoli coinvolti? Come fare una perizia assicurativa? A tutte queste domande forniremo una risposta nel nostro articolo. Leggilo con attenzione e chiarirai i tuoi dubbi.

Che cos’è la perizia assicurativa?

La perizia è il documento attraverso il quale la compagnia assicurativa determina l’ammontare del danno da risarcire. Essa rappresenta il momento intermedio tra l’incidente e la sua liquidazione. In altri termini, la perizia può essere immaginata come l’anello della catena che lega il danneggiato all’assicuratore.

E’ evidente che, in caso di sinistro, l’entità dei danni prodotti con lo scontro può essere determinata soltanto da un esperto del settore. A meno che tu non sia un tecnico, non hai le competenze e le conoscenze utili a individuare con esattezza fattori di responsabilità, pregiudizi a veicoli e persone, somme da liquidare, termini entro i quali deve concludersi la procedura.

Ne deriva che la perizia è indispensabile per risolvere eventuali conflitti tra clienti e compagnie assicurative. Il perito, infatti, nella sua qualità di conoscitore della materia, è in grado di fornire le risposte a ogni dubbio e di definire una quantificazione del danno effettivamente subito.

Chi è il perito assicurativo? 

La figura del perito assicurativo è disciplinata da un’apposita legge del 1992 [1] che ne definisce competenze e attribuzioni. L’esercizio di tale funzione non può, infatti, essere improvvisato, ma è indispensabile la preventiva valutazione del sistema giuridico sul possesso dei requisiti richiesti dalla legge.

A tal fine, il legislatore ha istituito presso il ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato il “ruolo nazionale dei periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti”.

Tale elenco, tenuto dalla Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo del Ministero, deve essere aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno. Entro i tre mesi successivi il nuovo ruolo deve essere pubblicato e inviato in copia alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

L’attività professionale di perito assicurativo non può essere esercitata da chi non sia inserito nel ruolo e per ciascun iscritto devono essere indicati:

  • il nome;
  • la data di nascita;
  • il comune di residenza;
  • il titolo di studio;
  • il codice fiscale;
  • la data di iscrizione;
  • l’indirizzo della sede operativa;
  • il tribunale territorialmente competente presso il quale svolge le funzioni di consulente del giudice o di perito di ufficio.

Il perito iscritto al ruolo nazionale deve essere un libero professionista. Egli non può avere un legame di dipendenza con nessuna compagnia di assicurazione. Lo scopo di questa disposizione è evidente: si vuole garantire al tecnico la possibilità di fornire la sua valutazione in maniera libera, indipendente, trasparente e oggettiva. Per tal motivo, è anche vietata l’iscrizione all’elenco nazionale di:

  • enti pubblici, imprese o enti assicurativi;
  • agenti e mediatori di assicurazione;
  • riparatori di veicoli e di natanti;
  • tutti coloro che hanno un rapporto di lavoro dipendente, salvo le deroghe già concesse allo scopo di aggiornare la qualità professionale, con un ente assicurativo.

Al di fuori di tali categorie di soggetti, ha diritto di chiedere l’iscrizione chiunque sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • sia cittadino italiano o cittadino di uno degli Stati membri dell’Unione europea o straniero residente nel territorio della Repubblica italiana a condizione che analogo trattamento sia riservato nei Paesi di origine ai cittadini italiani;
  • abbia il godimento dei diritti civili;
  • non abbia riportato condanna per un delitto contro:
    • la pubblica amministrazione;
    • l’amministrazione della giustizia;
    • la fede pubblica;
    • l’economia pubblica, l’industria e il commercio;
    • il patrimonio;
    • o per altro delitto non colposo per il quale sia comminata la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni o nel massimo a cinque anni;
    • o per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori;
    • o la condanna comportante l’applicazione della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici di durata superiore a tre anni;
  • sia fornito di diploma di scuola media secondaria superiore di indirizzo tecnico o di laurea;
  • abbia superato una prova di idoneità mediante esame scritto e orale su materie tecnico-specialistiche concernenti l’esercizio dell’attività. Sono esentati dall’esame coloro che hanno un diploma di perito industriale in area meccanica o una laurea in ingegneria e risultano iscritti nei relativi albi professionali da almeno tre anni. In queste ultime due ipotesi è necessario che i soggetti abbiano altresì esercitato per tre anni l’attività nel settore specifico e che tale esperienza risulti da idonea documentazione (anche fiscale).

Come si fa una perizia assicurativa?

Se vieni coinvolto in un incidente stradale, devi dare comunicazione del fatto alla tua compagnia entro tre giorni. Il termine è tassativo e non è derogabile. L’obiettivo è quello di evitare eventuali truffe grazie alla manomissione dei veicoli coinvolti nel sinistro.

Ricevuta la notizia dell’incidente, l’assicurazione può effettuare l’accertamento e la stima dei danni alle cose attraverso la nomina di un perito e proporti la liquidazione che appare più equa. Tu, a tua volta, hai la facoltà di accettare la proposta oppure di nominare un consulente di parte (anch’egli iscritto al ruolo nazionale).

In entrambe le ipotesi, la presenza del perito (coinvolto da te o dall’assicurazione) è imprescindibile. Tale soggetto, infatti, ha il compito di ricostruire i fatti per verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti. A tal fine, ricorre a due metodi di carattere oggettivo:

  1. il sopralluogo: analizza personalmente veicoli, luoghi, documenti delle forze dell’ordine, fotografie, dichiarazioni di eventuali testimoni;
  2. il verbale: riporta le sue considerazioni all’interno di un documento scritto che lo aiuterà a predisporre la sua valutazione finale.

Dopo aver acquisito tutti i documenti e i dati utili a fornire un giudizio, il perito redige un atto scritto all’interno del quale, sotto la sua responsabilità:

  • ricostruisce brevemente i fatti;
  • indica le generalità dei soggetti coinvolti e di eventuali testimoni;
  • riporta quanto annotato nel verbale redatto in sede di sopralluogo;
  • indica i criteri utilizzati per accertare l’ammontare dei danni;
  • fornisce una proposta di liquidazione da sottoporre alla controparte.

Se, anche a seguito dell’intervento di un esperto del settore, tu e la compagnia non riuscite a trovare un accordo, l’unica via possibile è quella del tribunale.


note

[1] Legge 17.02.1992, n. 166 “Istituzione e funzionamento del ruolo nazionale dei periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni ai veicoli a motore ed ai natanti soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990, derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio degli stessi”.


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