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Infortunio bambini a scuola: cosa fare?

31 Maggio 2020
Infortunio bambini a scuola: cosa fare?

Quando l’alunno si fa male all’interno dell’istituto scolastico, spetta il risarcimento del danno.

Immagina di aver accompagnato tuo figlio a scuola. Ogni mattina la stessa routine: sveglia alle 7, un po’ di capricci e colazione al volo. Un giorno, però, vieni chiamata da un’insegnante, la quale ti comunica che il tuo bambino è caduto durante l’ora di educazione fisica. La professoressa ti rassicura che non è niente di grave, tuttavia ti precipiti a scuola in 10 minuti. Giunta in classe, trovi tuo figlio steso sulla cattedra con una gamba dolorante. Un episodio spiacevole che potrebbe capitare a chiunque. Ma in caso di infortunio di bambini a scuola: cosa fare? Chi è responsabile? Si ha diritto al risarcimento del danno? Niente paura, te lo spiego in questo articolo.

Infortunio bambini a scuola: l’obbligo di vigilanza

Devi sapere che l’istituto scolastico deve proteggere e vigilare gli studenti per tutto il tempo in cui gli alunni sono a scuola e fruiscono degli insegnamenti (compresa l’entrata e l’uscita dall’istituto). Ciò al fine di salvaguardare l’incolumità fisica dell’allievo e impedire anche che lo stesso procuri un danno a sé o agli altri. Ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Tizio, studente di scuola media, è un bambino vivace. Durante la ricreazione, l’insegnante va a prendersi un caffè lasciando l’intera classe priva di controllo. Pertanto, Tizio sale sul banco, ma perde l’equilibro e, cadendo, batte la testa sul pavimento.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato la scuola è certamente responsabile per il danno a Tizio, in quanto l’insegnante si è allontanata dalla classe lasciando gli alunni sprovvisti di vigilanza. In casi come questi, è lecito domandarsi: il genitore dell’alunno ferito può chiedere il risarcimento del danno all’istituto scolastico? Lo vedremo a breve. Per adesso, è importante capire che la scuola è responsabile per gli infortuni subiti dagli alunni durante l’orario scolastico (in termini tecnici, si parla di culpa in vigilando).

Infortunio bambini a scuola: quando si ha diritto al risarcimento?

Partiamo subito con un esempio pratico.

L’insegnante è in classe con gli alunni. Ad un certo punto, durante l’ora di lezione, l’alunna Caietta si siede sul davanzale della finestra ma cade di sotto riportando una frattura del femore.

In quest’altro esempio, l’insegnante è responsabile, in quanto, nonostante fosse presente in classe, ha permesso a Caietta di sedersi sul davanzale della finestra.

Ne consegue, quindi, che se il bambino si fa male durante l’orario scolastico la responsabilità ricade sull’insegnante e quindi sulla scuola. In questo caso, i genitori possono avanzare richiesta di risarcimento all’istituto scolastico per violazione dell’obbligo di vigilanza.

Pertanto, in caso di infortunio a scuola, per ottenere il risarcimento è necessario dimostrare:

  • il fatto storico: ossia l’accadimento;
  • il danno all’integrità fisica: cioè che il bambino si è fatto male (ad esempio, ha riportato un taglio alla testa, una slogatura, una frattura del braccio, ecc.); 
  • il nesso causale: ossia che il danno sia stato determinato dalla mancanza di vigilanza da parte della scuola;
  • che l’evento si è verificato a scuola, quindi durante l’orario in cui il bambino era affidato alla custodia e alla vigilanza degli insegnanti.

Attenzione: la scuola non deve pagare il risarcimento se riesce a dimostrare che:

  • il danno si è verificato a causa di un evento imprevedibile ed inevitabile. Pensa, ad esempio, ad un bambino che durante l’ora di lezione tira un vocabolario in testa al compagno di banco provocandogli un occhio nero;
  • di aver adottato tutte le misure necessarie a garantire la massima sicurezza dei propri studenti.

Infortunio bambini a scuola: cosa fare?

Se un bambino ha subito un infortunio a scuola, ad esempio durante una lezione di educazione fisica, ci sarà sicuramente una relazione dell’accaduto redatta dall’insegnante. Detta relazione va effettuata non oltre le 24 ore dal fatto e deve contenere:

  • le generalità dello studente infortunato;
  • la classe e la sezione del bambino; 
  • l’esatta dinamica dell’incidente;
  • il luogo, la data e ora dell’infortunio;
  • la presenza di eventuali testimoni (che poi saranno invitati a rilasciare dichiarazione sull’accaduto);
  • eventuali soccorsi prestati: se, ad esempio, è stata chiamata l’ambulanza o un medico; 
  • le conseguenze fisiche riportate dallo studente: ad esempio, una frattura, un taglio, una slogatura, ecc.

Successivamente, la scuola, ricevuta la documentazione, è tenuta a compilare il registro degli infortuni e ad effettuare la denuncia all’Inail (che garantisce la copertura assicurativa per infortuni nelle scuole durante le attività di laboratorio o extracurriculari) ed alle autorità competenti. Va precisato, in questa sede, che la scuola (pubblica e privata) è tenuta a stipulare anche un’assicurazione contro gli infortuni subiti e provocati dagli alunni.

A questo punto, i genitori dell’alunno cosa devono fare? Innanzitutto, è bene raccogliere tutta la documentazione medica necessaria per quantificare i danni subiti, come ad esempio il foglio di dimissioni (che contiene il referto, la prognosi, la terapia da seguire, ecc. ), le fatture (per le eventuali visite mediche private, sedute di fisioterapia, ecc.) e il certificato del medico di famiglia che stabilisce l’andamento della malattia e il tempo di guarigione. 

Lo step successivo è quello di rivolgersi all’avvocato per formulare una richiesta scritta di risarcimento alla scuola (in persona del dirigente scolastico). Ovviamente, nella lettera è importante allegare la documentazione medica e indicare:

  • come si sono svolti esattamente i fatti; 
  • il danno subito dal bambino e se la lesione e temporanea o permanente;
  • il nesso di causalità: come già detto, la relazione di causa ed effetto tra il danno e l’assenza di vigilanza da parte dell’insegnante.

E se la scuola non vuole pagare? In tal caso, se si vuole insistere con il risarcimento è necessario avviare un processo civile in cui sarà il giudice a decidere sulla questione.

La scuola, da parte sua, deve dimostrare di aver correttamente vigilato sui suoi studenti e di non aver potuto evitare l’infortunio.



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