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Ritardo avvocato udienza

31 Maggio 2020
Ritardo avvocato udienza

Cosa succede se un avvocato non si presenta in udienza? Il cliente può chiedergli il risarcimento del danno?

Non tutti i tribunali sono soliti fissare, insieme alla data dell’udienza di rinvio, anche l’orario in cui si tiene la discussione della causa. A volte, il giudice si limita a scrivere sul verbale l’ora di inizio delle udienze (di solito le 9,30); altre volte non fa neanche questo. Alcuni magistrati, invece, sono più precisi e calendarizzano le varie cause seguendo una precisa scaletta oraria che viene comunicata ai difensori in anticipo, in modo che ciascuno sappia in quale momento della mattinata dovrà presentarsi. 

In tutte queste ipotesi che succede in caso di ritardo dell’avvocato in udienza? C’è una tolleranza oppure basta un solo minuto di ritardo per poterlo considerare “assente ingiustificato”? Cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa succede se un avvocato non si presenta in udienza?

Per comprendere le conseguenze del ritardo dell’avvocato in udienza, dobbiamo chiarire cosa succede quando il giudice ne accerta l’assenza definitiva. 

Quando è ormai ufficiale che un avvocato non si presenta, la controparte ha il coltello dalla parte del manico: può cioè decidere di chiedere un breve rinvio per venire incontro al collega e consentirgli di essere presente alla successiva udienza (a tutti capita un imprevisto o una dimenticanza), oppure può scegliere tenere regolarmente l’udienza anche in assenza dell’avversario.

In questo secondo caso, potrebbero porsi delle gravi ripercussioni sulla parte assente se, all’udienza in questione, andavano svolte delle attività irripetibili come, ad esempio, la richiesta di prove, l’escussione di testimoni, la contestazione di richieste avversarie. Insomma, l’assenza dell’avvocato lascia campo aperto alla controparte. Nel processo civile peraltro vige la regola secondo cui tutto ciò che non viene contestato si considera ammesso.

C’è una terza possibilità. Il codice di procedura civile stabilisce che, se il giudice accerta che entrambi gli avvocati sono assenti, rinvia a un’altra udienza e, se anche a quest’ultima gli stessi non si presentano, estingue definitivamente il giudizio. 

Ipotizzando quindi una causa in cui la parte assente è l’attore – colui, cioè, che ha intrapreso il giudizio – l’avversario (che ha solo il compito di difendersi) potrebbe trovare utile, al proprio scopo, far finta di non essere presente anch’egli, in tal modo aprendo la possibilità a un’estinzione del giudizio per inattività delle parti. Difatti, se il collega di controparte dovesse dimenticarsi anche del successivo rinvio, la sua domanda verrebbe a cadere automaticamente e il convenuto sarebbe salvo da ogni possibile condanna. 

Proprio per tali ragioni, è molto importante capire quando si può considerare assente un avvocato che arriva in udienza in ritardo. Vediamo allora cosa succede nella prassi.

Ritardo dell’avvocato in udienza: quando?

Non esiste alcuna norma che stabilisca le conseguenze del ritardo di un avvocato. Come visto, il codice di procedura menziona solo l’assenza. Quindi, bisogna comprendere quando il ritardo si considera ormai assenza. 

È solo il giudice ad avere il potere di regolamentare e dirigere l’andamento dell’udienza. Quindi, è lui a stabilire quando un avvocato si considera definitivamente assente. 

Per evitare abusi, ogni tribunale adotta delle proprie prassi. Il più delle volte, quando il giudice non fissa un orario preciso per l’udienza, si tende ad accettare un ritardo di massimo un’ora, oltre il quale il magistrato “chiude il verbale” e, con esso, anche l’udienza. 

Quando però il giudice stabilisce, oltre alla data dell’udienza, anche uno specifico orario per la stessa, la tolleranza è ridotta e, di solito, non è superiore a 30 minuti, a seconda della disponibilità dell’avversario ad attendere il collega ritardatario e dello stesso giudice (che magari, nel frattempo, può tenere altre udienze). 

Di solito, nei piccoli centri, dove il carico giudiziario è inferiore e i rapporti tra colleghi spesso più stretti, si è inclini ad una maggiore elasticità nell’attendere l’avvocato in ritardo, elasticità che invece non si registra nelle grandi città ove i tribunali sono più caotici.

Responsabilità dell’avvocato che arriva tardi

Dinanzi all’avvocato che non si presenta in udienza nei termini, il cliente può agire nei suoi confronti e chiedere il risarcimento per la responsabilità professionale, ma ciò solo se, dal ritardo, questi ne abbia subito un danno. Se invece il ritardo è stato del tutto ininfluente sull’esito del giudizio – che, con o senza la presenza del legale, avrebbe comunque avuto lo stesso esito finale – allora non è possibile esperire un’azione di responsabilità. 

Il Consiglio Nazionale Forense con una pronuncia di qualche anno fa, ha sanzionato l’avvocato che ha trattato l’udienza senza il collega di controparte che aveva fatto solo cinque minuti di ritardo (cfr. sentenza n. 160/2015); tale comportamento viola i doveri di lealtà, correttezza e colleganza.

Il più delle volte, l’avvocato presente in udienza telefona allo studio del collega assente in modo da dargli la possibilità di manifestare eventuali giustificazioni del ritardo e sapere se questi si presenterà o meno in udienza. L’avvocato in leggero ritardo, quindi, va sempre aspettato.



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