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Soldi a pioggia ai cittadini: la cura di Trump ha funzionato?

31 Maggio 2020 | Autore:
Soldi a pioggia ai cittadini: la cura di Trump ha funzionato?

L’helicopter money ha avuto effetti diversi da quelli sperati: due terzi dei 1.200 dollari assegnati a ciascun contribuente è stato risparmiato, non speso.

Gli economisti lo chiamano helicopter money, una distribuzione di soldi a tutti i cittadini, come se piovesse: è stata questa la principale ricetta adottata dal presidente degli Usa, Donald Trump, per risollevare gli Stati Uniti d’America dalla crisi provocata dal Coronavirus.

Trump ha concretizzato la formula dando 1.200 euro una tantum a tutti i cittadini adulti con un reddito inferiore a 75mila dollari annui. Il valore del piano stanziato dagli Usa per questa ed altre misure straordinarie non ha precedenti nella storia: duemila miliardi di dollari.

Ora, è passato un mese dall’erogazione, i soldi dell’assegno sono arrivati regolarmente ai destinatari e si tentano i primi bilanci sulla riuscita dell’operazione: ha funzionato? Secondo uno studio del gruppo bancario e finanziario svizzero Mirabaud, diffuso oggi dall’agenzia stampa Adnkronos, sembra di no: gli effetti non sono stati quelli sperati, o almeno non ancora, e il report spiega anche il perché.

Il concetto di base quando si parla di elicottero monetario, spiega John Plassard, l‘investment specialist autore dello studio, “è che la distribuzione alle famiglie o alle imprese di denaro, creato direttamente dalla banca centrale, avviene senza alcuna controparte, a differenza di quanto accade quando quest’ultima stampa moneta per finanziare il deficit pubblico. L’idea alla base dell’elicottero monetario è che il denaro creato dalla banca centrale si riverserà direttamente nell’economia reale e aumenterà l’offerta di moneta, cioè il totale di moneta in circolazione nell’economia, senza un aumento parallelo della produzione di beni o servizi”.

Quindi, lo Stato dà soldi direttamente ai soggetti privati senza farli passare attraverso le banche e senza porre condizioni. In questo modo, secondo la teoria dell’helicopter money, questo nuovo denaro dovrebbe essere speso, aumentando i consumi e di riflesso i prezzi, “creando un circolo virtuoso“. Tutto bene allora? Nella pratica, non è andata proprio così

In questo caso è accaduto, – prosegue l’esperto citando uno studio di Envestnet Yodlee – che “le persone che beneficiano dell’assistenza monetaria diretta hanno destinato al risparmio circa due terzi del denaro ricevuto. Pertanto, solo un terzo è confluito nell’economia reale. Il motivo è ovviamente l’incertezza legata alla situazione di salute pubblica, per la quale milioni di americani temono di non trovare lavoro nei prossimi 6 mesi”.

Così, complice la disoccupazione dilagante negli Usa, finora solo un dollaro su tre è stato speso e messo in circolo nell’economia: il beneficio ottenuto è stato molto minore di quello sperato ed atteso dal governo americano. Il nuovo assegno – erogato una volta sola, senza ripetizione – non ha avuto gli effetti auspicati, “o almeno non ancora”, puntualizza l’esperto. La gente ha preferito tenere in tasca la maggior parte dei soldi ricevuti, anziché spenderli. E l’incertezza sulle prospettive future ha avuto un peso decisivo.

Ma anche nell’uso di questo “denaro gratuito” da parte dei cittadini è accaduto qualcosa di strano ed imprevisto: infatti l’utilizzo delle somme non è stato costante. “Abbiamo assistito a una frenesia di spesa durante la prima settimana, che poi è ampiamente diminuita”, afferma Plassard. In altre parole, la spesa si è concentrata all’inizio, cioè subito dopo che i beneficiari avevano ricevuto l’assegno.

Poi l’autore dello studio rileva rileva: “È interessante (o preoccupante?) notare che l’annunciata distribuzione degli assegni di stimolo nel mese di aprile non abbia realmente rassicurato gli investitori in quanto le vendite sono letteralmente crollate in quel mese, ovviamente anche a causa della chiusura dei negozi”.

Ma l’esperto, se boccia in buona parte l’applicazione pratica, salva invece il fondamento della teoria, che a suo avviso rimane valida. L’elicottero monetario, spiega l’analista, “è spesso associato all’iperinflazione. Ma l’iperinflazione è una malattia economica che si verifica in condizioni estreme: guerra, cattiva gestione politica e transizione da un’economia di comando a un’economia di mercato, solo per citarne alcuni. Il finanziamento monetario, invece, è stato ampiamente utilizzato nel tempo nei Paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo senza causare iperinflazione”.

Infine, Plassard osserva che “se sia giusto o meno inviare denaro direttamente alle famiglie svantaggiate è oggetto di dibattito. Questo perché il modo in cui il denaro verrà effettivamente utilizzato dipende soprattutto dal ritorno della fiducia negli Stati Uniti. Senza questa fiducia, è una scommessa sicura sostenere che gli americani continueranno a risparmiare per affrontare un futuro potenzialmente più difficile”, conclude.



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