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Quando si può chiedere una perizia psichiatrica?

1 Giugno 2020 | Autore:
Quando si può chiedere una perizia psichiatrica?

Perizia medico legale di tipo psichiatrico: cos’è, a cosa serve e quando è utile chiederla in giudizio? Perché è importante dimostrare la capacità d’intendere?

Una consulenza medica può essere una mossa vincente quando si tratta di affrontare un procedimento, civile o penale che sia. Quando medicina e diritto si incontrano, si parla di medicina legale, che sarebbe quella branca della medicina che si occupa di applicare le conoscenze scientifiche al diritto. Nell’ambito della medicina legale, un ruolo molto importante può assumere la consulenza volta a verificare la possibile presenza di disturbi mentali in un soggetto. Quando si può chiedere la perizia psichiatrica?

La perizia psichiatrica è uno strumento molto diffuso in ambito processuale: la sua utilità è di tutta evidenza in quei casi in cui è necessario accertare la capacità d’intendere e di volere di una persona. Ma non solo: una perizia psichiatrica è in grado anche di valutare eventuali danni cagionati a una persona a seguito della commissione di una condotta illecita: si pensi allo stalker che, a causa della propria condotta persecutoria, abbia cagionato un grave pregiudizio psichico alla vittima. Se ti interessa sapere quando si può chiedere una perizia psichiatrica, prosegui nella lettura.

Perizia: cos’è?

Prima di parlare della perizia psichiatrica cerchiamo di comprendere, in modo semplice e chiaro, cos’è una perizia.

Una perizia non è altro che un’analisi condotta da un soggetto particolarmente qualificato; in genere trattasi di un professionista iscritto a un albo, il quale ha le competenze specifiche per affrontare particolari questioni tecniche.

La perizia è dunque un documento (una relazione) in cui il professionista incaricato riporta le proprie impressioni in merito ai casi che gli sono stati sottoposti.

Perizia psichiatrica: cos’è?

La perizia psichiatrica è una consulenza medico legale che ha come specifico scopo quello di verificare le capacità cognitive e psichiche di un determinato soggetto.

La perizia psichiatrica può assumere una funzione decisiva all’interno di un procedimento, penale o civile che sia, se solo si pensa che la persona incapace di intendere e di volere non è affatto imputabile in un processo penale e, in uno civile, non avrebbe la capacità di compiere validamente la maggior parte degli atti giuridici.

Ecco perché la perizia psichiatrica può a buon diritto ritenersi fondamentale in alcuni processi, in quanto in grado di stravolgerne gli esiti. Vediamo come.

Perizia psichiatrica in giudizio: perché chiederla?

La perizia psichiatrica può essere chiesta al giudice per verificare essenzialmente la capacità di intendere e di volere di una persona. Questo esame è fondamentale per capire se la condotta illecita di cui si discute in giudizio sia attribuibile alla parte processuale, in quanto:

  • in un processo penale, la persona incapace di intendere e di volere non è imputabile e, pertanto, non può essere condannata a scontare alcuna pena (sono possibili, invece, le misure di sicurezza), a meno che l’incapacità non era preordinata proprio a commettere il fatto [1];
  • in un processo civile, la persona incapace di intendere e di volere non risponde dell’illecito civile commesso, a meno che l’incapacità non derivi da sua colpa [2]. In caso di danno commesso dall’incapace, il risarcimento è dovuto da colui che era tenuto a sorvegliarlo [3].

Una perizia psichiatrica in ambito civile può comportare anche l’annullamento di un negozio giuridico, come ad esempio di un contratto, e perfino invalidare un matrimonio.

Perizia psichiatrica: quando chiederla?

Alla luce di quanto appena detto, possiamo affermare che una perizia psichiatrica può essere chiesta:

  • per scagionare l’imputato da un fatto criminoso, in quanto la legge non punisce colui che ha commesso il fatto se era incapace di intendere e di volere. Se era solo parzialmente capace, allora la pena gli va ridotta;
  • per quantificare il danno psicologico o mentale che ha subito una persona a seguito di un evento (si pensi al trauma cagionato dalla commissione di un delitto grave);
  • per evitare di pagare un risarcimento, nell’ipotesi in cui chi ha commesso il danno era incapace di intendere e di volere;
  • per annullare un negozio giuridico qualsiasi (contratto, testamento, ecc.), se esso era stato redatto in stato d’incapacità;
  • per annullare un matrimonio, se contratto in stato d’incapacità;
  • per ottenere l’interdizione o l’inabilitazione di una persona.

In linea generale, in ambito civilistico vale la regola [4] per cui gli atti compiuti da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace d’intendere o di volere al momento in cui gli atti sono stati compiuti, possono essere annullati su istanza della persona medesima o dei suoi eredi o aventi causa, se ne risulta un grave pregiudizio all’autore.

Perizia psichiatrica e annullamento dei contratti

Secondo la legge, l’annullamento dei contratti per incapacità dell’autore non può essere pronunziato se non quando, per il pregiudizio che sia derivato o possa derivare alla persona incapace d’intendere o di volere o per la qualità del contratto o altrimenti, risulta la malafede dell’altro contraente.

Dunque, chi intende far annullare un contratto grazie a una perizia psichiatrica deve dimostrare che:

  • al momento della stipula dell’accordo, si era effettivamente incapaci di intendere e di volere;
  • dall’accordo è derivato un pregiudizio;
  • v’era la malafede della controparte, la quale si era accorta dell’incapacità e ha voluto approfittarne.

L’azione per far valere l’annullamento del contratto per incapacità si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui l’atto o il contratto è stato compiuto.

Perizia psichiatrica: come farla?

Come far valere una perizia psichiatrica in giudizio? Ci sono due modi:

  • incaricare un medico legale di fiducia affinché rediga la perizia;
  • chiedere al giudice la nomina di un consulente tecnico d’ufficio (ctu) che ne prepari una.

Sebbene in entrambi i casi il risultato sia un elaborato peritale con le conclusioni del medico legale, i due strumenti hanno una valenza probatoria molto diversa:

  • la perizia psichiatrica di parte, proprio perché commissionata da chi ne ha interesse, è ritenuta generalmente poco obiettiva e, pertanto, il giudice ne tiene conto in maniera molto ridotta. Maggiore valenza probatoria ha invece la perizia giurata;
  • la perizia psichiatrica disposta dal giudice, al contrario, ha un elevato valore probatorio, in quanto il consulente è incaricato da persona terza e imparziale (il giudice). Inoltre, la falsa perizia è punita con la reclusione da due a sei anni [5]; dunque, il ctu ha tutto l’interesse ha svolgere con la massima professionalità possibile il compito assegnatogli.

note

[1] Art. 87 cod. pen.

[2] Art. 2046 cod. civ.

[3] Art. 2047 cod. civ.

[4] Art. 428 cod. civ.

[5] Art. 373 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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