Professionisti: giovedì la prima protesta nazionale online

1 Giugno 2020 | Autore:
Professionisti: giovedì la prima protesta nazionale online

Manifestazione convocata via web da tutti gli ordini per protestare contro le discriminazioni attuate dal Governo nel decreto Rilancio.

Per la prima volta in Italia viene convocata una manifestazione nazionale di protesta via web. Protagonisti, giovedì 4 giugno, saranno i professionisti appartenenti a tutte le categorie, sul piede di guerra per le discriminazioni riscontrate negli aiuti erogati dal Governo per compensare i danni dell’emergenza coronavirus. In particolare, vengono contestate le disparità di trattamento nei confronti dei liberi professionisti ed il mancato rispetto delle normative italiane ed europee sul riconoscimento degli autonomi come attività di impresa.

Appuntamento, dunque, non in piazza (per non cadere nell’errore appena commesso in diverse città di radunare centinaia o migliaia di persone a dispetto delle norme sul distanziamento sociale) ma davanti al pc, al tablet o allo smartphone. Una manifestazione di nuova generazione, dunque, che prenderà il via giovedì 4 giugno alle 10.30 e che, fino alle 12.30, sarà in diretta su un apposito canale YouTube e sul sito professionitaliane.it, creati proprio per l’occasione. Davanti agli schermi ci dovrebbero essere i professionisti di 23 consigli nazionali.

All’evento sono stati invitati i segretari di tutti i partiti e movimenti politici. Alcuni di loro interverranno nelle due ore di diretta insieme ai rappresentanti dei consigli nazionali, i cui canali ufficiali sui social network trasmetteranno la manifestazione.

L’obiettivo, dunque, è far arrivare al Governo il malessere della categoria e, come spiegano gli organizzatori, «far correggere almeno il decreto Rilancio durante il passaggio parlamentare della conversione in legge. Quelle degli studi professionali, infatti, sono state ritenute attività essenziali – dicono i rappresentati del Comitato unitario professioni e della Rete professioni tecniche – e in quanto tali escluse dall’elenco delle chiusure imposte per legge durante il periodo di lockdown per prevenire e arginare i contagi da Covid-19. Si tratta di un’inaccettabile discriminazione per 2,3 milioni di professionisti contro la quale ci batteremo in ogni modo».

Nel dettaglio, gli ordini professionali contestano le discriminazioni attuate nell’erogazione dei bonus da 600 euro per gli autonomi e dei contributi a fondo perduto.



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