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Mutamento giurisprudenziale: la revisione dell’assegno divorzile

6 Giugno 2020
Mutamento giurisprudenziale: la revisione dell’assegno divorzile

A seguito di una sentenza di divorzio di alcuni anni fa, devo versare un importo mensile a mia moglie. Poiché entrambi abbiamo delle entrate fisse e la mia ex è autosufficiente economicamente, alla luce del mutato orientamento giurisprudenziale, posso ottenere la revisione dell’assegno di divorzio?

Gentile cliente, la legge [1], consente agli ex coniugi di ricorrere al Tribunale per modificare le condizioni stabilite a seguito di una sentenza di divorzio, anche se la stessa è stata frutto dell’accordo tra le parti. In questo modo, ad esempio, la parte, onerata al versamento dell’assegno divorzile, avrebbe la possibilità di ridurre l’importo stabilito in precedenza oppure, a determinate condizioni, persino di vederselo eliminare.

Tuttavia, come è possibile ricavare anche dal testo della norma appena citata, è necessario che ricorrano dei giustificati motivi a fondamento della richiesta. In particolare, secondo la corrente interpretazione giurisprudenziale [2], è essenziale che si sia verificato un cambiamento nelle condizioni economiche del marito e della moglie, tale da modificare l’assetto patrimoniale che era stato precedentemente stabilito, a seguito della valutazione comparativa delle condizioni dei due ex.

In altri termini, le circostanze devono essere state tali da alterare l’equilibrio raggiunto in precedenza. Solo così la richiesta modifica sarebbe giustificata.

Premesso ciò, deve sapere che secondo una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione [3], tra i fatti sopravvenuti che potrebbero legittimare la revisione dell’assegno di divorzio, non può rientrare un eventuale mutamento dell’orientamento giurisprudenziale.

Secondo gli Ermellini, infatti, definire diversamente la natura e la funzione dell’assegno divorzile, così come è avvenuto in precedenti decisioni della stessa Corte [4], non può costituire, di per sé, un giustificato motivo valutabile, secondo la legge, per revisionare l’assegno di divorzio.

È necessario, quindi, che l’eventuale mutamento si fondi su elementi di fatto, anche perché affermare il contrario, secondo i giudici, potrebbe condurre a delle conseguenze contraddittorie. In particolare, ciò potrebbe accadere nel caso in cui l’orientamento giurisprudenziale dovesse cambiare nuovamente oppure nell’ipotesi dove il Tribunale, investito della richiesta di revisione, dovesse decidere di discostarsi dalla interpretazione proposta dalla stessa Cassazione.

Pertanto, nel suo caso, essendo, semplicemente, mutato l’orientamento giurisprudenziale, alla luce delle predette argomentazioni, ciò non è sufficiente a fondare la paventata revisione delle condizioni del suo divorzio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 710 cod. proc. civ. – Art. 9 co. 1 L. 898/1970.

[2] Cass. sent. n. 1791/2015.

[3] Cass. sent. n. 1119/2020

[4] Cass. S.U. sent. n. 18287/2018


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