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Reddito di cittadinanza quando scade

1 Giugno 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza quando scade

Fino a quando spetta il sussidio a favore delle famiglie più povere ricaricato ogni mese sulla carta prepagata Rdc: scadenza, Isee, decurtazione e decadenza.

Il reddito di cittadinanza è un sussidio, introdotto a partire dal mese di aprile 2019, che spetta alle famiglie senza reddito, o con reddito molto basso, che presentano specifici requisiti legati al patrimonio (case, conti, carte…) ed alle condizioni personali. Non spetta, ad esempio, ai componenti della famiglia che risultano detenuti o ricoverati in un istituto di lungodegenza con retta a carico dello Stato.

Ma il reddito di cittadinanza quando scade? Questo sussidio dura per sempre? Bisogna mettere in atto degli adempimenti per rinnovarlo?

Devi sapere che il reddito di cittadinanza è stato concepito come una misura straordinaria a sostegno del reddito, quindi come una misura temporanea. Ha dunque un periodo massimo entro il quale può essere riconosciuto: tuttavia, terminato questo periodo è possibile rinnovarlo, previa verifica della sussistenza delle condizioni che ne danno diritto. Inoltre, devi sapere che, per ottenere questo sussidio, è indispensabile aver presentato la dichiarazione Isee, che va rinnovata ogni anno: se non la rinnovi, il reddito di cittadinanza ti viene sospeso fino a che non la ripresenti.

Devi anche sapere che, se tu o un componente della tua famiglia superate determinati limiti di reddito o di patrimonio, il beneficio non spetta più: quindi ogni variazione deve essere tempestivamente comunicata all’Inps. Se non lo fai, perdi il sussidio. Peraltro, sia per te che per i componenti del nucleo familiare che possono lavorare, c’è l’obbligo di partecipare a tutte le misure di politica attiva del lavoro predisposte per voi, come selezioni, colloqui, corsi di formazione: se vi assentate, il reddito di cittadinanza viene dapprima tagliato, poi si perde.

Ma procediamo con ordine e facciamo chiarezza su tutti i casi in cui scade o si perde questo sussidio.

Scadenza del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza scade dopo 18 mesi da quando è stato riconosciuto. Tuttavia, è possibile chiederne il rinnovo: al momento della domanda di rinnovo, vengono nuovamente verificati i requisiti per il diritto al sussidio in relazione a tutti i componenti della famiglia beneficiaria. Se le condizioni per la spettanza del reddito di cittadinanza ci sono ancora, il sussidio viene rinnovato per altri 18 mesi. Terminati gli ulteriori 18 mesi, a seguito di un ulteriore domanda di rinnovo e di una nuova verifica, il sussidio può essere riconosciuto per altri 18 mesi e così via, finché sussistono le condizioni per l’erogazione. In pratica, non c’è un numero massimo di rinnovi dei quali si può beneficiare.

Dichiarazione Isee

Un presupposto fondamentale per poter richiedere il reddito di cittadinanza è la presentazione della dichiarazione Isee. Ma di che cosa si tratta? In questa dichiarazione, che riguarda tutti i componenti della famiglia, si devono inserire tutti i redditi, il patrimonio immobiliare (case, terreni…), Il patrimonio mobiliare (conti correnti, carte prepagate, depositi, libretti, partecipazioni e titoli…), i veicoli posseduti ed ulteriori dati rilevanti per stabilire le reali condizioni della famiglia (ad esempio, se si paga l’affitto o il mutuo, se uno dei familiari è disabile…).

Perché questa dichiarazione? Presentare il modello di dichiarazione Isee, che si chiama dichiarazione sostitutiva unica Dsu, è indispensabile per ricavare gli indicatori della situazione economica della famiglia, come l’indicatore Isee appunto, nonché gli indicatori della situazione reddituale e patrimoniale.

Grazie ai dati presenti nella dichiarazione Isee, l’Inps può verificare se il sussidio spetta alla famiglia.

Questa dichiarazione però ha una scadenza annuale: perde la validità dopo il 31 dicembre di ogni anno. Pertanto, a gennaio bisogna ripresentarla. E se non la si ripresenta? In questo caso, il reddito di cittadinanza viene sospeso fino a che non viene presentata la nuova dichiarazione Isee.

Quindi stai molto attento: se non ti viene più ricaricata la carta reddito di cittadinanza, carta Rdc, molto probabilmente è perché non hai più presentato la dichiarazione Isee.

Già, ma come la presento questa dichiarazione Isee? Devo andare al Caf o posso richiederla dal sito dell’Inps? Quali documenti mi servono? Risponde a tutte le tue domande la nostra Guida alla dichiarazione Isee.

Comunicare le variazioni che rilevano per il reddito di cittadinanza

I presupposti per il riconoscimento del reddito di cittadinanza sono molto numerosi: per il diritto al sussidio non si ha riguardo soltanto al reddito di tutti i componenti della famiglia, ma anche al loro patrimonio ed alle condizioni personali (il reddito non spetta, ad esempio, per un anno a chi si dimette dal lavoro, non spetta a chi è detenuto o ricoverato in un istituto di lungodegenza a carico dello Stato…). Le variazioni devono essere tempestivamente comunicate all’Inps: se non lo si fa, si decade dal reddito, oltre a rischiare pesanti sanzioni. La decadenza dal reddito si verifica, naturalmente, se il beneficio è stato erogato sulla base di presupposti falsi dichiarati nella domanda: anche in questo caso si rischiano pesanti sanzioni.

Nel dettaglio, se per ottenere o mantenere il beneficio sono utilizzati o presentati dichiarazioni e documenti falsi o che attestano cose non vere, o non si indicano delle informazioni dovute, chi percepisce il sussidio non dovuto è punito:

  • con la reclusione da 2 a 6 anni;
  • con la revoca retroattiva del beneficio;
  • con l’impossibilità di chiedere il reddito di cittadinanza prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna.

Altri modi per perdere il reddito di cittadinanza

Puoi perdere il reddito di cittadinanza anche quando uno dei componenti della tua famiglia:

  • non sottoscrive il patto per il lavoro o il patto per l’inclusione sociale, ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero; questi sono dei documenti in cui sono indicate della attività da svolgere per il diritto al sussidio; sottoscrivendoli, ci si impegna appunto a svolgere quelle attività;
  • non attiva, avendone diritto, il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione; è un servizio finalizzato a trovare in fretta un nuovo lavoro;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formai corsi di formazione o di riqualificazione, o ad altre iniziative di politica attiva o di attivazione;
  • non lavora gratuitamente nei progetti a favore del proprio comune, se li ha istituiti;
  • rifiuta un’offerta di lavoro congrua, dopo averne già rifiutate due;
  • rifiuta un’offerta congrua dopo aver fruito del Rdc per 18 mesi;
  • non effettua le comunicazioni obbligatorie di variazione, o effettua comunicazioni false, che danno diritto a un importo del reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una dichiarazione Isee aggiornata, in caso di variazione del nucleo familiare;
  • rende una dichiarazione falsa (anche nella dichiarazione Isee).

Ricorda anche che se non spendete tutto il reddito, subite una decurtazione pari a quanto non avete speso, fino al 20%. Puoi capire di più dalla Guida alla carta Rdc.

Misure di politica attiva del lavoro

Se sei in età da lavoro e non sei impossibilitato allo svolgimento di un’attività lavorativa, successivamente alla domanda di reddito di cittadinanza devi rendere la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro, entro 30 giorni. Successivamente verrai convocato dal centro per l’impiego per firmare il patto per il lavoro: si tratta di un progetto, predisposto per te dagli operatori del centro per l’impiego, in cui sono elencate tutta una serie di attività che dovrai svolgere.

Dalla ricerca attiva di lavoro, a cadenza almeno settimanale, alla partecipazione a colloqui e selezioni, alla partecipazione a corsi di formazione ed a progetti a favore del tuo comune di residenza.

Le attività comprendono anche incontri regolari con gli operatori del centro per l’impiego. Ma che cosa succede se non ti presenti a uno di questi appuntamenti, fosse anche una semplice convocazione al centro per l’impiego? Se non hai un giustificato motivo di assenza, il reddito ti viene dapprima decurtato, successivamente, in caso di assenze non giustificate ulteriori, puoi anche perdere il beneficio.

Qui trovi descritte nel dettaglio tutto ciò che può succederti se “fai vela” dal centro per l’impiego: Riduzione del reddito di cittadinanza.

Offerta di lavoro congrua

Se ti viene proposta un’offerta di lavoro e questa è congrua, cioè rispecchia i parametri di legge previsti (qui l’approfondimento: Offerta di lavoro congrua per il reddito di cittadinanza), non puoi rifiutarla, salvo giustificato motivo. Se la rifiuti, puoi anche perdere il sussidio.

Più precisamente, se stai percependo l’Rdc da meno di 18 mesi puoi rifiutare sino a due offerte di lavoro congrue (cioè devi accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue). Se stai ricevendo il sussidio in fase di rinnovo, cioè da oltre 18 mesi, devi accettare la prima offerta di lavoro congrua.

Ma se l’accetto, non perdo comunque il sussidio, perché il mio reddito diventa superiore alle soglie per il diritto al reddito di cittadinanza? Questo può accadere, in base all’ammontare del reddito: a seconda dello stipendio percepito dal nuovo lavoro e dalla durata del contratto, il reddito di cittadinanza ti può essere tagliato, o addirittura puoi perderlo.

Devi comunque sapere che se accetti un nuovo lavoro c’è un’agevolazione: il nuovo reddito entra nelle soglie limite per il sussidio solo per il suo 80%. Vuoi saperne di più e capire, dalla A alla Z come funziona il reddito di cittadinanza, come si fa la domanda, quali sono i requisiti, quali documenti devi presentare? Trovi tutto nella nostra Guida al reddito di cittadinanza.



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