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Documenti per cambio medico

23 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per cambio medico

Cura della persona, diritto alla salute, servizio sanitario nazionale e professionisti del settore. Cosa accade quando viene meno il rapporto di fiducia nell’ambito della medicina generale.

Il tuo medico di famiglia ha raggiunto l’età della pensione. È ancora molto lucido, competente e professionale, ma l’Asp (azienda sanitaria provinciale) ha deciso di metterlo a riposo. A partire dal mese prossimo, non potrà più esercitare la professione e tu sarai costretto a individuare un sostituto.

Speri di trovare un dottore altrettanto valido con cui instaurare un buon rapporto di fiducia. Inizi quindi a prendere informazioni e a valutare quale soluzione adottare. In particolare, hai bisogno di sapere quali sono i documenti per il cambio del medico. Se leggi il nostro articolo troverai rapidamente le risposte alle tue domande. In tale scritto, infatti, ti forniamo le linee guida utili a muoverti nel labirinto della burocrazia italiana.

Che cos’è il Servizio sanitario nazionale?

In Italia, la salute è un diritto sacro e inviolabile di ogni essere umano a prescindere dalla sua età, dalla nazionalità, dalle condizioni economiche e personali. Esso rientra nella categoria dei diritti fondamentali dell’individuo e della collettività.

Tale principio, sancito direttamente dalla Costituzione [1], trova attuazione, tra le altre norme, nella legge di istituzione del Servizio sanitario nazionale (Ssn) [2]. Quest’ultimo è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione. In tale contesto, non può mai essere operata una discriminazione sulle base delle condizioni individuali e sociali della persona, ma deve essere assicurata l’eguaglianza di tutti i cittadini.

L’attuazione del servizio sanitario compete allo Stato, alle Regioni e agli enti locali territoriali. Esso deve essere strutturato in maniera tale da garantire la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni di volontariato.

È compito dello Stato individuare i livelli essenziali di assistenza (LEA). Si tratta delle prestazioni fondamentali che devono essere sempre garantite a tutte le persone su tutto il territorio nazionale. Per tale motivo, anche se la gestione della sanità spetta alle Regioni nelle aree di propria competenza, la Repubblica deve esercitare funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività locali. Pensa, ad esempio, all’accesso al pronto soccorso in tutta Italia: se subisci un incidente stradale o domestico o di qualsiasi altra natura hai diritto a essere curato in qualsiasi parte del Paese in cui tu ti trovi.

Le prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale sono erogate a titolo gratuito. Tuttavia, in relazione ad alcune tipologie di cure specialistiche e di controllo, può essere richiesto al cittadino di partecipare con il pagamento di un ticket. Sono esentati dal versamento di tale contributo coloro che si trovano in una condizione di indigenza. È, infatti, dovere dello Stato garantire il diritto alla salute anche a coloro che non hanno un reddito sufficiente a sostenere le spese sanitarie.

Chi è il medico di famiglia? 

Il diritto alla salute viene garantito dal Servizio sanitario nazionale attraverso prestazioni di medicina generica e di medicina specialistica e attraverso prestazioni infermieristiche, ospedaliere e farmaceutiche. Esse agiscono su due fronti:

  • la prevenzione delle patologie;
  • la cura delle malattie.

In entrambi i casi, assumono un ruolo fondamentale il medico di base (o di famiglia) e il pediatra. Si tratta di due figure professionali indispensabili per la tutela del benessere psico-fisico dell’individuo.

Entrambi gli specialisti forniscono il proprio servizio in convenzione con il Ssn e sono inseriti in un apposito elenco tenuto nel Comune di residenza del cittadino. Essi non sono dipendenti dell’azienda sanitaria locale di provenienza, ma fanno parte della medicina di libera scelta. In altri termini, è il paziente a decidere a quale sanitario affidare la tutela della propria salute.

L’attività di medicina generale viene esercitata sia in ambulatorio (ipotesi prevalente) sia nel domicilio del paziente (se necessario).

La scelta del medico di famiglia (e del pediatra per i minori sino ai 14 anni) viene annotata sul libretto sanitario personale. Il documento è rilasciato dalle aziende sanitarie locali e riporta i dati caratteristici essenziali della salute dell’assistito. Le informazioni contenute nel libretto sono coperte dal segreto professionale e possono essere richieste dal medico soltanto per ragioni di cura del paziente. Il documento deve essere tenuto dall’assistito o dal genitore in caso di minorenne.

Quali sono i compiti e gli obblighi del medico di famiglia?

Le disposizioni che regolano l’esercizio dell’attività dei medici di base e dei pediatri sono contenute nel contratto collettivo nazionale di categoria. In esso, ad esempio, è indicato il numero massimo di pazienti che ciascun professionista può assistere.

In particolare, il medico di base deve provvedere:

  • alle visite ambulatoriali e domiciliari a scopo di diagnosi e cura;
  • a consultarsi con lo specialista in caso di ricovero del proprio paziente;
  • a tenere e aggiornare una scheda sanitaria individuale di ogni assistito;
  • a predisporre le certificazioni obbligatorie per la riammissione a scuola, per l’esercizio delle attività sportive agonistiche e per l’incapacità temporanea al lavoro;
  • a diffondere presso i propri pazienti la cultura della sanità e del corretto utilizzo dei farmaci;
  • a effettuare le vaccinazioni antinfluenzali.

Nell’esercizio della sua attività, il professionista può avvalersi dell’aiuto di un sostituto che deve essere da lui individuato e presentato ai propri assistiti.

Quali sono i documenti necessari per il cambio del medico?

Il rapporto di fiducia tra medico e paziente può interrompersi in qualsiasi momento. Quando, infatti, si sceglie un professionista non si è vincolati a lui per sempre. Lo stesso vale per il medico che, fornendo una valida motivazione, può rifiutare il proprio assistito.

In entrambi i casi, come nelle ipotesi di pensionamento, invalidità o decesso del medico, è necessario trovare un sostituto. A tal fine, il paziente deve selezionare il nuovo professionista dall’elenco tenuto dall’azienda sanitaria locale. Identica situazione si presenta quando l’assistito, compiuti i quattordici anni di età, deve abbandonare le cure del pediatra per rivolgersi a un medico di famiglia.

In tali ipotesi, l’interessato (o chi esercita la potestà genitoriale) deve consegnare i seguenti documenti all’ufficio competente dell’Asl del Comune di residenza:

  • copia della tessera sanitaria;
  • copia della carta di identità (o di altro documento di riconoscimento);
  • libretto sanitario personale.

Tuttavia, prima di esibire la documentazione necessaria al cambio del medico è indispensabile verificare se il sanitario selezionato ha disponibilità di posti. Se, infatti, è stata raggiunta la soglia limite di 1.500 pazienti è necessario rivolgere la propria attenzione verso un professionista differente. In tal caso, l’Asl può acconsentire alla selezione di un medico iscritto in un elenco diverso da quello del proprio ambito territoriale se tale soluzione è obbligata o è giustificata da ragioni di vicinanza.

La scelta del professionista ha durata annuale e si rinnova tacitamente se non viene presentata richiesta di sostituzione.


note

[1] Art. 32 Cost.

[2] Legge 23.12.1978 n. 833 


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