Tumori, il farmaco che aumenta la sopravvivenza

1 Giugno 2020
Tumori, il farmaco che aumenta la sopravvivenza

Uno studio che analizza i risultati della terapia parla di miglioramenti statisticamente significativi.

Rischio di morte ridotto del 35% nei pazienti adulti curati con l’anticorpo monoclonale anti-Pd-1 pembrolizumab, che hanno un particolare tipo di cancro: il linfoma di Hodgkin classico recidivo o refrattario (cHl). La buona notizia arriva dalla presentazione, al Congresso 2020 dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), di uno studio su questo tipo di terapia.

Ce ne dà conto l’agenzia di stampa Adnkronos che, in una nota, riporta le conclusioni dell’azienda farmaceutica produttrice Msd, secondo la quale il farmaco ha dimostrato “un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs), uno dei due endpoint primari. Pembrolizumab – riferisce l’azienda – ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 35%, e ha mostrato una Pfs mediana di 13,2 mesi rispetto a 8,3 mesi nei pazienti trattati con brentuximab vedotin (Bv), attualmente uno standard di cura per questa popolazione di pazienti”.

“Questi dati sono particolarmente significativi – commenta Pier Luigi Zinzani, professore ordinario di Ematologia presso l’istituto di ematologia L. e A. Seragnoli di Bologna – perché circa il 15-20% dei pazienti con linfoma di Hodgkin classico, il tipo più comune di linfoma di Hodgkin, generalmente non ottiene remissione dopo il trattamento di prima linea. I dati dello studio indicano che pembrolizumab in monoterapia dovrebbe essere considerato l’opzione terapeutica intesa come nuovo standard di cura per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin ricaduti/refrattari post trapianto autologo, o per quelli non eleggibili al trapianto autologo”.

Secondo l’esperto, “siamo di fronte alla potenziale possibilità di cambiare il paradigma del trattamento attuale per questi pazienti che sono generalmente giovani e devono affrontare una prognosi sfavorevole quando non raggiungono la remissione”.

Il Congresso 2020 dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), durante il quale sono stati presentati i risultati dello studio, si è svolto in forma virtuale per l’emergenza Coronavirus. “Sono stati presentati più di 80 abstract riguardanti quasi 20 tipi di tumori solidi ed ematologici dall’ampio portfolio e pipeline sperimentale in oncologia di Msd”, sottolinea la società.

“In questo studio head-to-head”, di confronto ‘testa a testa’, “pembrolizumab ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione rispetto a Bv, rafforzando il beneficio di pembrolizumab anche nel linfoma di Hodgkin classico – dichiara Jonathan Cheng, vice president, Oncology Clinical Research, Merck Research Laboratories -. Msd è fortemente impegnata in approcci di ricerca innovativa per il trattamento dei tumori del sangue attraverso un ampio programma clinico che valuta pembrolizumab in molteplici neoplasie ematologiche maligne e il nostro inibitore sperimentale della tirosin-chinasi di BrutonMK-1026, che abbiamo recentemente aggiunto alla nostra pipeline con l’acquisizione di ArQule”.



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