Coronavirus, buone notizie sulla cura del Remdesivir

1 Giugno 2020
Coronavirus, buone notizie sulla cura del Remdesivir

Le ultime analisi su pazienti malati di Covid che hanno usato questo trattamento sembrano dare risultati incoraggianti.

Ogni studio che possa dissipare dubbi è il benvenuto. Sul Remdesivir, farmaco antivirale al centro di numerose sperimentazioni come eventuale terapia antiCovid, abbiamo sentito dire tutto e il contrario di tutto. Ne trovate la cronaca sulle nostre pagine: era stato definito, a inizio emergenza, il farmaco più promettente. Poi, si è parlato di flop. Sono rimasti studi con risultati contrastanti che non ci consentivano di farci un’idea precisa.

Una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, pubblicata oggi, ci mette al corrente di nuovi dati riguardanti la cura sperimentale del Remdesivir, somministrata a pazienti affetti da Coronavirus. Da quanto riporta l’agenzia, che a sua volta riprende una nota dell’azienda produttrice del farmaco, la Gilead Sciences, i pazienti nel gruppo di trattamento da cinque giorni con Remdesivir, avevano il 65% in più di probabilità di avere un miglioramento clinico al giorno 11, rispetto a quelli nel gruppo di terapia standard. Lo dicono i risultati di un trial in pazienti ospedalizzati con polmonite moderata da Covid-19. Lo studio ha valutato i regimi da cinque e dieci giorni di Remdesivir più lo standard di cura, rispetto al solo standard di cura.

Emerge anche che sono migliori le probabilità di miglioramento dello stato clinico con il corso di trattamento di Remdesivir da dieci giorni rispetto allo standard di cura anche se, in questo caso, i dati non raggiungono la significatività statistica. Non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza con Remdesivir in entrambi i gruppi di trattamento. Gilead prevede di presentare i dati completi per la pubblicazione nelle prossime settimane.

“Questi risultati offrono ulteriori dati incoraggianti su Remdesivir, dimostrando che se possiamo intervenire prima nel processo della malattia con un corso di trattamento di cinque giorni, possiamo migliorare significativamente i risultati clinici per questi pazienti”, commenta Francisco Marty, medico di malattie infettive presso il Brigham and Women’s Hospital e professore associato di medicina presso la Harvard Medical School.

“I dati aggiuntivi che abbiamo in mano oggi guideranno ulteriormente i nostri sforzi di ricerca, compresa la valutazione del trattamento precoce della malattia, studi di combinazione con altre terapie per i pazienti più critici, studi pediatrici e lo sviluppo di formulazioni alternative”, aggiunge Merdad Parsey, Chief Medical Officer di Gilead Sciences.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube