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Etilometro: guida in stato di ebbrezza anche se un farmaco fa scattare di poco la soglia

29 Ottobre 2013
Etilometro: guida in stato di ebbrezza anche se un farmaco fa scattare di poco la soglia

Alcoltest: il superamento infinitesimale del limite dovuto all’assunzione di un farmaco è comunque punibile; scatta il procedimento penale per guida in stato di ebbrezza. Automobilista punibile anche a titolo di colpa.

Se si supera di pochissimo il limite del livello di alcol nel sangue, nonostante ciò sia stato determinato da un farmaco che il conducente ha assunto prima di mettersi alla guida, scatta comunque il reato per guida in stato di ebbrezza. Non conta, dunque, che l’alterazione non sia imputabile a un drink di troppo. A chiarirlo è stata una sentenza della Cassazione di venerdì scorso [1].

Secondo il pensiero della Suprema Corte, ogni automobilista deve evitare di assumere bevande alcoliche quando possono avere una pericolosa sinergia con eventuali farmaci assunti poco prima.  Pertanto, il superamento anche infinitesimale del limite dovuto all’assunzione di un farmaco non fa venir meno il reato di guida in stato di ebbrezza.

Il reato è punibile anche a titolo di colpa: quindi non è necessaria una precisa volontà e coscienza del conducente di mettersi alla guida nonostante la sbornia. Ciascuno, infatti, deve prestare massima diligenza, evitando di assumere bevande alcoliche quando esse possono causare alterazioni dei riflessi con eventuali farmaci assunti in modo concomitante.

La Corte ha poi aggiunto che l’esito positivo dell’alcotest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza ed è onere dell’imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento, dimostrando vizi o errori di strumentazione o di metodo nell’esecuzione dell’aspirazione.

 


note

[1] Cass. sent. n. 43729  del 25.10.2013.


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