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Da domani i nostri spostamenti saranno tracciati così

2 Giugno 2020 | Autore:
Da domani i nostri spostamenti saranno tracciati così

In alcune regioni sarà necessario compilare un modulo con dati personali, spostamenti e dichiarazione di non positività al virus. Ecco le misure previste.

Oggi, la Festa della Repubblica, domani la nuova unità d’Italia. Alla mezzanotte di oggi cadono le frontiere tra le regioni, dopo mesi di isolamento dovuto all’emergenza coronavirus e verranno consentiti gli spostamenti su tutto il territorio nazionale.

La «nuova unità d’Italia», come abbiamo ribattezzato la giornata di domani, presenta comunque delle divisioni tra alcuni governatori e tra i presidenti delle Regioni ed il Governo. Il motivo resta il solito: come avere delle garanzie sanitarie sui cittadini che arrivano da un’altra zona del Paese. Esclusa la possibilità di richiedere una sorta di passaporto sanitario, i nostri spostamenti saranno, comunque, tracciati. Libertà di movimento, sì. Ma «libertà vigilata».

Che succederà da domani, da un punto di vista pratico? In alcune regioni sarà necessario fornire alcuni dati personali: nome, cognome, data di nascita, provenienza, destinazione e precedenti contatti. Il Governo dovrebbe rendere ufficiale questa decisione oggi, per venire incontro a chi minacciava di impedire l’ingresso di «forestieri» nella propria regione o a chi voleva condizionarlo al risultato di un test sierologico. In questo modo, però, si perderà il sacrosanto diritto di viaggiare «in anonimo».

Il modulo con i dati personali, sul quale dovrà anche autocertificare di non essere positivi al coronavirus e di non avere dei sintomi, potrà essere richiesto per entrare in alcune regioni ma anche prima di effettuare il check-in in aeroporto o l’imbarco su navi o traghetti. Potrebbe rendersi necessario anche all’arrivo in un albergo o prima di occupare una casa in affitto.

A chi vuole partire con un mezzo di trasporto pubblico potrà essere richiesta la misurazione della febbre: con 37,5° o più, l’imbarco verrà negato e scatterà la segnalazione per la quarantena. Non possono, però, essere imposti dei test sierologici: il cittadino può, comunque, farli ma solo su base volontaria.

Sarà possibile chiedere di dichiarare se si è stati a contatto con persone positive al Covid-19, di indicare le generalità delle persone con cui si è entrati in contatto e di segnalare quali spostamenti sono stati fatti prima dell’arrivo. Insomma, chi vuole lasciare la propria regione è meglio che dimentichi il diritto alla privacy.

Questi controlli saranno di competenza delle forze dell’ordine. I moduli con i dati personali dovranno essere conservati per 14 giorni per ulteriori controlli in caso di necessità.



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