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Come fare una perizia calligrafica?

3 Giugno 2020 | Autore:
Come fare una perizia calligrafica?

Perizia grafologica: cos’è, a cosa serve e quando chiederla? In quali casi può essere utile la nomina di un perito grafologo? Quali documenti servono?

La firma ha un valore molto importante, in quanto serve a rendere proprio uno scritto. Chi sottoscrive un documento si attribuisce la paternità del contenuto, assumendosene tutte le responsabilità. Ecco perché è fondamentale sapere se una firma sia autentica oppure no; la sottoscrizione, infatti, è come un tesoro prezioso esposto ai malintenzionati: basta poco per appropriarsene. Nel caso della firma, esistono truffatori abili nel ricopiare la sottoscrizione di altre persone oppure ad imitarne la grafia. È qui che entra in gioco la perizia calligrafica. Come farla e quando?

Fermo il fatto che una perizia può essere disposta da chiunque in ogni momento (è sufficiente incaricare un esperto), l’importanza della perizia grafologica si apprezza appieno all’interno di un procedimento, civile o penale che sia. Insomma: la perizia calligrafica può divenire determinante per le sorti di un processo. Se non ci credi, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme come e quando fare una perizia grafologica.

Perizia: cos’è?

Per capire come fare una perizia calligrafica dobbiamo innanzitutto comprendere cosa sia, in generale, una perizia.

La perizia è il parere fornito da un esperto in merito a un determinato quesito o problema. Detto in altre parole, la perizia è l’analisi tecnica di un professionista, al quale è sottoposta una questione che richiede uno studio approfondito; pensa ad esempio alla perizia medico legale.

Perizia grafologica: cos’è?

La perizia calligrafica (o perizia grafologica) consiste nell’analisi di quei segni che rappresentano la scrittura di una persona. In altre parole, il perito grafologo si occupa di studiare la grafia presente su uno o più documenti, in genere al fine di determinarne la riconducibilità al presunto autore.

Detto ancora in altri termini, la perizia calligrafica è una tecnica volta ad accertare se un testo olografo sia di paternità di un determinato soggetto.

Dunque, la perizia calligrafica ha come oggetto i documenti sottoscritti (o scritti) da una o più persone; lo studio del perito professionista avrà perciò ad oggetto i fogli su cui la grafia è apposta.

Perizia grafologica: a cosa serve?

Nella quasi totalità dei casi, la perizia calligrafica serve a stabilire se un determinato documento sia stato sottoscritto effettivamente dalla persona a cui la firma appare riconducibile. In poche parole, la perizia grafologica è invocata tutte le volte in cui si dubita dell’originalità della sottoscrizione. Ma non solo.

La perizia calligrafica può estendersi all’analisi dell’intero testo (e non solo della mera firma) tutte le volte in cui la legge prescriva l’autografia di tutto il documento: è il caso del testamento olografo, il quale non solo deve essere sottoscritto, ma deve essere interamente scritto di proprio pugno dal testatore, senza il ricorso a mezzi meccanici (computer, macchina da scrivere, ecc.).

In via marginale, la perizia calligrafica può essere di aiuto anche nei casi in cui si vogliano ricostruire le condizioni psicofisiche di una persona (magari non più in vita) al tempo della redazioni di alcuni atti: com’è stato pacificamente accertato dalla scienza, la forma del linguaggio grafico non dipende tanto dalla mano, quanto dalle parti del cervello da cui partono gli impulsi motori che governano il movimento della penna.

La scrittura, quindi, è il prodotto di un programma motorio complesso che partendo dal cervello arriva alla mano.

Perizia calligrafica: quando chiederla?

La perizia calligrafica va chiesta ogni volta che si dubiti dell’autenticità di una sottoscrizione; in altre parole, quando si contesta l’originalità di una firma. Pensa ad esempio alla necessità di accertare l’autografia o l’apocrifia di una firma posta su un assegno, una cambiale, una quietanza di pagamento, un testamento o un contratto.

Dalla perizia grafologica potrebbero emergere profili di responsabilità sia civile che penale: pensa alla truffa commessa da colui che abbia firmato diversi documenti al posto della persona realmente legittimata, per non parlare di tutti i delitti di falso che potrebbe aver commesso.

Dunque, è evidente che il ricorso a un perito grafologo sia molto frequente sia in un processo civile che in uno penale. Questo ci conduce al tema del prossimo paragrafo.

Perito grafologo: chi deve incaricarlo?

Una perizia calligrafica può essere commissionata da chiunque in qualsiasi momento: non occorre, in altre parole, che sia in corso un procedimento giudiziario.

È tuttavia evidente che il ricorso a un perito grafologo è fatto in vista di un futuro, possibile contenzioso. Prendi il caso degli eredi che vogliano vederci chiaro sulla sottoscrizione del testamento: dopo aver incaricato un perito grafologo, scoprono che la firma in calce all’atto è falsa; decidono quindi di ricorrere in tribunale per far dichiarare la nullità dell’intero atto.

Il valore probatorio di una perizia calligrafica di parte è tuttavia limitato; quando si va in giudizio, occorre che sia il giudice a nominare un ctu, cioè un consulente tecnico d’ufficio che sia esperto grafologo. Il ctu nominato dal tribunale provvederà alla redazione della perizia calligrafica, alla quale molto probabilmente il giudice si atterrà.

Se c’è già una causa in corso ed è già stato nominato un ctu, ciascuna parte può nominare un consulente tecnico di parte che seguirà i lavori del consulente tecnico di ufficio scelto dal Giudice, per poi sottoporre allo stesso le sue note tecniche sulla bozza di relazione che il ctu, usualmente, invia ai consulenti di parte prima di redigere la definitiva.

Perizia calligrafica: come si fa?

Il lavoro del perito grafologo si basa essenzialmente su un’attività di studio della grafia e di comparazione di testi autografi, indispensabili per poter confrontare le diverse sottoscrizioni.

La documentazione su cui si basa una perizia grafologica è dunque indispensabile per il buon esito della stessa. È fondamentale che al perito vengano forniti documenti inattaccabili, cioè documenti la cui sottoscrizione sia indubbiamente riconducibile a un soggetto, al fine di capire se la scrittura presente su altri sia autentica oppure meno.

I documenti comparativi maggiormente attendibili sono costituiti da atti notarili o atti autenticati da un pubblico ufficiale (un cancelliere, ad esempio), oppure copie conformi di tali atti.

In genere, il perito grafologo preferisce lavorare su documenti originali: fotocopie e scansioni, se sono di scarsa qualità, potrebbero compromettere il buon esito della perizia.

Se occorre verificare la riconducibilità di un firma a una persona vivente, allora il perito grafologo chiederà alla persona la cui sottoscrizione è contestata di firmare in sua presenza, in modo tale da poter fare una comparazione che non lasci adito a dubbi. Si tratta della cosiddetta raccolta della firma, che avviene al cospetto del professionista.

Tizio disconosce la firma in calce a una quietanza di pagamento. Il perito grafologo procederà all’analisi della firma sulla quietanza con la firma di Tizio raccolta in sua presenza.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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