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Sintomi carenza vitamina d

19 Agosto 2020 | Autore: Roberta Jerace
Sintomi carenza vitamina d

Funzioni della vitamina liposolubile e invalidità da osteoporosi.

Gli italiani non assumono il giusto quantitativo di vitamina d e dato il suo ruolo fondamentale nel corretto funzionamento dell’organismo, la sua carenza non è un problema da sottovalutare. La dose giornaliera raccomandata è di circa 800 unità e può essere prodotta grazie all’esposizione responsabile della pelle al sole anche per un periodo di tempo di 10 minuti, tanto da farle meritare il soprannome di “vitamina del sole”. Ma può anche essere assunta attraverso l’alimentazione, è presente ad esempio nei pesci grassi, nelle uova, nel latte e nei funghi.

Questa vitamina è particolarmente importante per il nostro organismo poiché è connessa alla metabolizzazione del calcio e tra i sintomi carenza vitamina d vi sono proprio quelli relativi alle ossa come la periodontite, cioè l’infiammazione delle ossa che sostengono i denti, ma anche l’osteomalacia e l’osteoporosi. Nei prossimi paragrafi potrai avere informazioni sull’invalidità da osteoporosi e soprattutto farti un’idea più precisa di quali sintomi può generare la mancanza di vitamina d.

Cos’è la vitamina d

Ne avrai certamente sentito parlare spesso ma forse non sai che la vitamina d è una vitamina liposolubile che è considerata un pro-ormone (cioè una sostanza inattiva che viene trasformata in ormone dall’organismo) perché ogni cellula del nostro corpo ha un apposito recettore per ricevere la vitamina d. Questa vitamina può essere assimilata sia attraverso l’alimentazione che attraverso l’esposizione ai raggi solari.

I raggi ultravioletti attivano la vitamina d grazie a una forma di colesterolo presente nella pelle che viene convertita proprio durante l’esposizione al sole.

La vitamina d ha diverse funzioni:

  • è fondamentale per l’assorbimento del calcio a livello intestinale, ed è utile a mantenere i livelli adeguati di calcio e fosforo nel sangue;
  • sviluppa il riassorbimento del calcio e del fosforo anche a livello renale;
  • aiuta a depositare il calcio nel tessuto osseo e di conseguenza è fondamentale per la crescita ossea nei bambini.

Quali sono i sintomi da carenza di vitamina d

L’ipovitaminosi d è una condizione medica da non sottovalutare ma che può essere difficile da individuare poiché la carenza di vitamina d non ha sintomi evidenti. Spesso questa insufficienza si palesa solo quando i livelli sono molto bassi da un certo quantitativo di tempo e può manifestarsi in diversi modi.

Può accadere che i muscoli si sviluppino male, intorpidendosi e causando formicolii e spasmi muscolari. Secondo gli studi la mancanza di vitamina d produrrebbe non solo debolezza muscolare ma pare che possa avere un ruolo anche nello sviluppo del dolore cronico. I recettori della vitamina d sono presenti nei nocicettori, che servono a segnalare un danno tissutale attraverso il dolore. A conferma di ciò, infatti, l’integrazione di vitamina d è utile a ridurre l’intensità di molti tipi di dolore.

Sembra che soprattutto le donne sotto i 40 anni soffrano di stati di affaticamento cronico provocato da carenza di vitamina d. Oltre alla stanchezza anche il generale peggioramento della qualità della vita e la comparsa di mal di testa potrebbero essere connessi a questa ipovitaminizzazione.

La mancanza di vitamina d rende i denti più deboli e certamente più vulnerabili alle carie. Inoltre, è una causa potenziale di periodontite, cioè l’infiammazione delle ossa che sostengono i denti e che a lungo andare può provocare la perdita dei denti stessi.

Tra i sintomi più diffusi da carenza di vitamina d vi è la tendenza ad essere irritabili. La depressione è caratteristica della carenza di vitamina d, questo accade spesso perché la mancanza di esposizione alla luce solare genera un calo anche della serotonina e, quindi, del tono dell’umore. L’integrazione di vitamina d durante i mesi invernali in cui è più difficile giovare della luce solare, infatti, aiuta ad alleviare il cattivo umore in chi soffre di depressione stagionale.

Anche se risulta ancora poco chiaro il meccanismo è molto probabile che vi sia un collegamento tra carenza di vitamina d e malattie cardiovascolari. L’insufficienza di vitamina d aumenta le problematiche cardiache in particolare favorendo l’insufficienza cardiaca congestizia che provoca sintomi come: vertigini, problemi respiratori, dolori al petto, dolori alla schiena, gonfiore agli arti inferiori.

La comunità scientifica, tuttavia, non è stata ancora in grado di comprendere il ruolo della vitamina d nell’insorgenza di diabete, ipertensione, sindrome metabolica e altre patologie che sono presenti in persone affette da obesità. Un dato incontrovertibile, però, è che gli obesi hanno la tendenza ad avere livelli di vitamina d più bassi della norma; inoltre, questa carenza pare che possa determinare uno stato di insulino-resistenza, per cui l’organismo presenta una scarsa sensibilità all’insulina.

Secondo l’organizzazione statunitense Mayo Clinic la difficoltà a risolvere i problemi di psoriasi sarebbe connessa alla carenza di vitamina d. Sebbene la psoriasi non sia originata dalla scarsa presenza della vitamina d non è raro che la stessa sia usata nel trattamento della patologia poiché è in grado di alleviare i sintomi come le eruzioni cutanee squamose a carico del cuoio capelluto e le altre caratteristiche manifestazioni topiche.

Nei bambini che passano molto tempo a casa la carenza di vitamina d può provocare crisi d’asma e/o la comparsa della stessa asma, meglio quindi far giocare fuori i tuoi piccoli per scongiurare questo pericolo.

Uno dei ruoli fondamentali della vitamina d è quello di aiutare il sistema immunitario a rimanere forte. Se quindi tendi ad ammalarti spesso, sviluppi problemi alle vie respiratorie e sei soggetto a raffreddori ed influenze stagionali potresti avere un problema di scarsa circolazione di vitamina d nel tuo corpo.

Tra i sintomi più comuni vi sono i dolori alle ossa da ipovitaminosi d. Nel corpo sono presenti cellule deputate a sostituire il tessuto osseo vecchio con quello nuovo, se manca la vitamina d questo processo di sostituzione viene interrotto e le ossa tendono a diventare più fragili, la conseguenza immediata sono i dolori alle ossa e l’osteopenia ma con il tempo si arriva a sviluppare osteoporosi, deformazioni ossee di varia natura o osteomalacia, la condizione che si presenta quando la struttura ossea esterna risulta integra ma all’interno si evidenzia un contenuto minerale insufficiente. Nei bambini, infine, la mancanza di calcificazione delle ossa può portare al rachitismo.

Invalidità per osteoporosi

Uno studio condotto su 150 persone che soffrivano di dolori alle ossa ha evidenziato che oltre il 90% di questi avevano livelli carenti di vitamina d. Nonostante le gravi conseguenze che possono derivare da questa penuria tra cui una seria patologia come l’osteoporosi, in base alle tabelle ministeriali non è possibile ottenere l’invalidità per osteoporosi. Anche se non viene considerata una malattia cronica, la commissione medica per l’invalidità civile è tenuta a considerare le conseguenze nello svolgimento dell’attività lavorativa che questa patologia comporta e quindi a riconoscere una percentuale d’invalidità in relazione alle sue conseguenze.

Queste conseguenze si possono estendere non solo alla riduzione della capacità lavorativa, ma possono diventare tanto gravi da determinare un handicap e quindi impedire una normale vita anche sociale e familiare. In questi casi più sfortunati, il riconoscimento dell’handicap dovuto alle conseguenze dell’osteoporosi, dà anche diritto al riconoscimento della legge 104.

Assegno di invalidità: chi ne ha diritto? GUARDA IL VIDEO



Di Roberta Jerace


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