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Comprare favori sessuali con regali è reato?

3 Giugno 2020
Comprare favori sessuali con regali è reato?

Proposta indecente: chiedere a una donna di avere un rapporto fisico in cambio di denaro o regali è favoreggiamento alla prostituzione?

È da diverso tempo che un uomo ti sta corteggiando in modo asfissiante. Non essendo riuscito a ottenere ciò che voleva ti ha proposto una sorta di scambio: ti porterà in un negozio a scegliere una borsa costosa e altri regali in cambio di una notte con lui. 

Ti sei sentita trattare da prostituta e siccome l’offerta è stata fatta tramite chat hai intenzione di utilizzare la prova fotografica per denunciare questo suo comportamento. Ti chiedi quindi se comprare favori sessuali con regali è reato. Si può, ad esempio, trattare di induzione alla prostituzione? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Per prima cosa dobbiamo ricordare cosa si intende per favoreggiamento alla prostituzione. A differenza dello sfruttamento, il favoreggiamento della prostituzione (anche detto “induzione alla prostituzione”) implica una condotta che agevoli la vendita della prestazione sessuale da parte della donna o dell’uomo (in questo la legge non fa differenza di sesso). Chi favorisce la prostituzione non deve necessariamente arricchirsene: deve semplicemente semplificare il lavoro della prostituta. Anche in questo caso, l’aiuto fornito può essere occasionale, purché idoneo a facilitare la vendita della prestazione sessuale. 

A commettere il reato è però solo il favoreggiatore e non la prostituta. Difatti, in Italia, fare sesso in cambio di soldi non è reato. Tant’è vero che la prostituzione è lecita. Ciò che non è lecito è spingere una donna a svolgere tale attività, favorendola e/o concorrendo ai guadagni della stessa. L’induzione e il favoreggiamento alla prostituzione costituiscono quindi reato. 

Detto ciò, possiamo affermare che non commette reato l’uomo che chiede a una donna di avere un rapporto sessuale con lui, neanche se lo fa in modo esplicito o se, a fronte di tale prestazione, è disposto a pagare denaro o a regalare degli oggetti costosi. Comprare favori sessuali con regali non è reato, quindi, né configura l’induzione alla prostituzione. E ciò per due evidenti ragioni:

  • innanzitutto, avere un rapporto sessuale con una sola persona – colui che offre i regali – non rientra nella prostituzione;
  • in secondo luogo, chi vuol comprare i favori sessuali non sta inducendo la donna a prostituirsi ma le sta solo offrendo una prestazione economica a fronte dell’uso del corpo, gesto che, come detto, non costituisce prostituzione. La donna è, infatti, libera di offrire il proprio corpo in cambio di utilità economiche così come è libera di declinare tale invito, senza però che l’offerta possa considerarsi in sé e per sé illecita.

C’è tuttavia la possibilità che tale condotta possa integrare un illecito nel momento in cui viene fatta con il preciso intento di offendere e ledere la dignità della donna. In tal caso, potrebbe configurarsi un’ingiuria, che tuttavia non costituisce reato ma semplice illecito civile. Dinanzi a tale comportamento – che non deve essere necessariamente realizzato dinanzi ad altre persone – è possibile tutt’al più chiedere un risarcimento.

C’è poi l’eventualità di assumere un comportamento molesto. Se questo avviene in luogo pubblico o con l’uso del telefono – vale anche la chat – si può configurare il reato di molestie nel momento in cui la condotta viene reiterata più volte, in modo assillante e petulante. 

Al contrario, chi convince una donna ad avere un rapporto sessuale con un’altra persona, rapporto che altrimenti quest’ultima non avrebbe mai consumato, si macchia del reato di induzione alla prostituzione. Leggi “Convincere una ragazza a far sesso con un’altra persona è reato?“.

Invece, rischia un’incriminazione per il reato di diffamazione la donna che, volendo farsi giustizia da sola e denunciare l’accaduto ai propri amici, faccia leggere la chat con cui le è stata fatta la “proposta indecente”. In tal caso, infatti, si avrebbe una lesione della altrui reputazione che, come noto, costituisce reato. Il reato scatta, però, solo a patto che la diffusione della notizia avvenga nei confronti di almeno due o più persone. Solo così, infatti, si configura la diffamazione. 

Ricordiamo, infine, che il fenomeno della prostituzione in Italia è regolato dalla Legge Merlin che ha abolito le famose “case chiuse” o case di tolleranza. 



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