Nuovi limiti all’uso dei contanti in condominio

3 Giugno 2020 | Autore:
Nuovi limiti all’uso dei contanti in condominio

Dal 1° luglio obbligo per i condòmini e per l’amministratore di pagamenti in modalità tracciabile se si supera la soglia di 2.000 euro.

Dal 1° luglio scatta la nuova soglia massima delle transazioni in contanti: il limite consentito si abbasserà da 3.000 a 2.000 euro e dal 1° gennaio 2022 scenderà a soli 1.000 euro. Lo prevede il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, che ha introdotto anche le nuove regole per i pagamenti elettronici [1].

Così i pagamenti, i prestiti, le donazioni e in genere tutti i trasferimenti di denaro che avvengono per importi oltre questa soglia dovranno essere effettuati con modalità tracciabili: quelle dei consueti canali bancari (assegni circolari, assegni bancari non trasferibili, bonifici) o in modalità elettronica (carte di credito, carte prepagate, bancomat e postamat).

La stretta all’uso del contante prevede anche pesanti sanzioni: chi effettuerà trasferimenti in contanti oltre il massimo stabilito dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 pagherà una multa minima di 2.000 euro; a partire dal 1° gennaio 2022 il minimo della sanzione applicata sarà di 1.000 euro.

Questi nuovi limiti all’uso dei contanti riguardano anche il condominio. Le spese condominiali possono infatti superare in alcuni casi la soglia dei 2.000 euro, specialmente quando vengono pagate in unica soluzione oppure comprendono alcune rate arretrate o si riferiscono a spese straordinarie, come quelle per i lavori di ristrutturazione.

Ma anche l’amministratore, quando deve pagare i fornitori condominiali, incontra gli stessi limiti: tutti i trasferimenti che superano la soglia dovranno essere eseguiti in modalità tracciabili e si dovrà evitare l’uso dei contanti. È molto facile, infatti, che gli importi da pagare ai fornitori che appaltano al condominio opere o servizi (pulizie, manutenzione impianti caldaie e ascensori, rifornimento di combustibile, ecc.) superino la nuova soglia di legge che vieta in tutti i casi i pagamenti in denaro contante.

In realtà, qualunque trasferimento di denaro in entrata o in uscita dal condominio dovrebbe transitare attraverso l’apposito conto corrente condominiale [2], che esiste già da alcuni anni prima dell’attuale introduzione dei limiti all’uso dei contanti. Tutte le operazioni – a prescindere dall’importo – devono essere canalizzate sul conto corrente condominiale, anche quando ad esempio il condòmino paga la propria rata in contanti (ora nei nuovi limiti entro cui l’importo è ammesso) e l’amministratore deve riversarla nella disponibilità del condominio, depositandola al più presto sul conto comune.

Tutti i movimenti di entrata e di uscita, inoltre, a prescindere dalle modalità di ricezione o di trasferimento delle somme, devono essere annotati a cura dell’amministratore nel registro di contabilità, in sequenza cronologica ed entro 30 giorni dalla data di effettuazione. L’amministratore che non si attiene a queste disposizioni commette quelle «gravi irregolarità» che costituiscono un preciso motivo di revoca dalla carica.

Per approfondire leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 18 del D.L. 6 ottobre 2019, n.124, convertito, con modificazioni, in Legge 19 dicembre 2019, n.157.

[2] Art. 1129 Cod. civ. e art. 25 ter, comma 2 ter, del D.P.R. n. 600/1973, introdotto dall’art. 1 della Legge 11 dicembre 2016 n. 232.


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