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Documenti per fine lavori

23 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per fine lavori

Ristrutturazione di casa e modifiche da segnalare al Comune. Breve panoramica sulla documentazione necessaria e sui soggetti da coinvolgere.

I tuoi suoceri hanno donato a te e tua moglie un piccolo appartamento in cui andare a vivere. Vi siete sposati da poco e avete bisogno di una casa tutta vostra. Per il momento siete in affitto e manterrete in vigore il contratto sino a quando non avrete concluso i lavori di ristrutturazione della casa. L’immobile che vi è stato regalato, infatti, presenta alcuni difetti di manutenzione, è piuttosto vecchio, deve essere aggiornato alle nuove norme e, soprattutto, deve essere adattato ai vostri gusti e alle vostre esigenze.

Decidi allora di contattare un’impresa edile e di iniziare a predisporre la documentazione necessaria sia per iniziare i lavori sia per concluderli. Con riferimento a questo ultimo aspetto hai però bisogno di maggiori informazioni. In particolare, hai necessità di sapere quali sono i documenti per la fine dei lavori.

Nel nostro articolo ti forniremo i dettagli di cui hai bisogno.

Che cosa si intende per ristrutturazione della casa?

La tematica della ristrutturazione degli immobili è contenuta nel Testo Unico sull’Edilizia [1]. La legge introduce i principi fondamentali e le disposizioni per la disciplina dell’attività di costruzione e di manutenzione dei fabbricati, ma mantiene ferme le regole previste per la tutela dei beni culturali e ambientali.

In tale contesto giocano un ruolo fondamentale anche le Regioni e gli Enti locali. Le prime, in particolare, hanno competenza legislativa concorrente. Ciò vuol dire che lo Stato introduce i principi generali e le Regioni devono prevedere le norme di dettaglio. In altri termini, a livello centrale viene elaborata la cornice entro la quale gli enti territoriali devono muoversi.

È dunque considerata necessaria l’adozione di leggi regionali e di regolamenti locali che specifichino, con riferimento al singolo contesto, le condotte da tenere nel caso in cui si voglia costruire o modificare un appartamento.

Il legislatore si è preoccupato di differenziare i diversi tipi di lavori che possono essere realizzati sui fabbricati già esistenti e, in particolare, ha distinto tra:

  • interventi di manutenzione ordinaria: riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie a integrare o mantenere efficienti gli impianti tecnologici esistenti;
  • interventi di manutenzione straordinaria: riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici. Tali interventi non devono alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non devono comportare modifiche delle destinazioni di uso;
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo: hanno lo scopo di conservare la struttura edilizia e ad assicurarne la funzionalità. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei al fabbricato;
  • interventi di ristrutturazione edilizia: riguardano la trasformazione dei fabbricati attraverso una serie di opere che possono portare a una struttura edilizia in tutto o in parte diversa dalla precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito di tali interventi sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione di un fabbricato identico a quello preesistente. In tal caso le opere riguardano la sagoma, i volumi, l’area e le  caratteristiche dei materiali. Sono concesse le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;
  • interventi di nuova costruzione: riguardano la trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientrante nelle categorie precedenti.

Per ciascuna tipologia di operazione è prevista una documentazione diversa da presentare all’ente comunale in cui ha sede il fabbricato.

Quali sono i documenti necessari per iniziare i lavori?

Per realizzare gli interventi edilizi indicati dal legislatore occorre munirsi dei documenti richiesti dalla normativa e dall’amministrazione comunale. Non è, infatti, possibile realizzare delle manutenzioni in assoluta autonomia. In questa ipotesi si rischia la denuncia per reati edilizi e abusivismo. Sul punto la distinzione fondamentale è tra:

  • comunicazione di inizio dei lavori asseverata (cila): indispensabile per i lavori più importanti come la manutenzione straordinaria, i movimenti terra, il frazionamento e l’accorpamento di unità immobiliari;
  • comunicazione di inizio dei lavori non asseverata (cil);
  • segnalazione certificata di inizio attività (scia, in sostituzione della precedente dia): si riferisce ai lavori di edilizia leggera e di restauro conservativo;
  • permesso di costruire (pdc): fa sostanzialmente riferimento ai fabbricati di nuova costruzione.

La semplificazione prevista per le opere di minore entità ha lo scopo di snellire la burocrazia. L’obiettivo è quello di non far perdere troppo tempo ai titolari di immobili che vogliono intervenire sui propri appartamenti.

Quali documenti sono necessari per la fine dei lavori?

Dopo aver realizzato i lavori di ristrutturazione del tuo appartamento, a conclusione dell’intero iter, devi munirti di una serie di documenti da esibire all’ufficio tecnico del comune di competenza. In particolare, per chiudere il cantiere e dimostrare che i lavori sono stati eseguiti correttamente e nel rispetto della normativa vigente è necessario anzitutto operare un sopralluogo. Tale attività ha lo scopo di verificare l’assenza di opere difettose o incompiute.

Quindi, successivamente, occorre devi munirti di:

  • una comunicazione di fine lavori con cui attesti l’ultimazione degli interventi edilizi;
  • una scheda tecnica descrittiva dei lavori eseguiti;
  • una dichiarazione di conformità edilizia degli interventi al titolo abitativo di riferimento (esempio, permesso di costruire);
  • un certificato di variazione catastale, nel caso in cui i lavori abbiano esteso o ridimensionato la planimetria dell’immobile o abbiano alterato la sua natura originaria;
  • un attestato di prestazione energetica che deve essere rilasciato da un tecnico abilitato;
  • un certificato di agibilità da richiedere entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori. Esso si riferisce alla sicurezza, alla salubrità, alla qualità e all’igiene degli ambienti.

La documentazione può essere recapitata all’ufficio competente personalmente oppure trasmessa per posta o per pec.



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