Telefonia: come difendersi quando la bolletta diventa mensile

3 Giugno 2020 | Autore:
Telefonia: come difendersi quando la bolletta diventa mensile

È una modifica unilaterale del contratto che consente al consumatore il diritto di recesso. L’Unc ha segnalato la vicenda Wind Tre all’Antitrust. 

Le «bollette pazze» continuano, in alcuni casi anche dopo la recente soluzione del problema delle fatture a 28 giorni, che sono ritenute illegittime sia dall’Agcom sia dal Consiglio di Stato. Anche stavolta il problema riguarda la periodicità di fatturazione degli operatori telefonici ai propri clienti.

In particolare, molti clienti di Wind Tre segnalano che stanno pervenendo comunicazioni del gestore telefonico per informarli del cambio delle modalità di fatturazione, che da bimestrale diventa mensile anticipata. Alcune di queste segnalazioni sono state riportate all’Unione Nazionale Consumatori, che le ritiene illegittime ed ha provveduto a segnalare la vicenda all’Autorità Antitrust.

Questo è il contenuto del messaggio che, per come ci informa l’Unc, arriva ai clienti dall’operatore: «per ragioni operative a partire dal pagamento del 12 gennaio 2020, il conto telefonico Wind sarà mensile anticipato anziché bimestrale, fermo restando il prezzo dell’offerta del tutto invariato».

Anche se la tariffa applicata resta immutata, secondo l’Unc «si tratta, a tutti gli effetti, di una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali» perché cambia la periodicità e la base di calcolo della fatturazione, che viene abbreviata di un mese rispetto alle modalità precedenti.

Il contratto dunque viene mutato in una clausola rilevante e, in questi casi, il consumatore, se non intende aderire alla proposta unilaterale di modifica, ha diritto a recedere dal contratto, senza penali (ne parliamo diffusamente nell’articolo Contratti: cosa fare quando le condizioni cambiano).

È una precisa norma di legge a sancire tale diritto in modo inequivocabile [1]: «Gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all’atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Gli abbonati sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a un mese, di tali eventuali modifiche e sono informati nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni».

Quindi, il fornitore dei servizi in tali casi ha non solo l’obbligo di portare il consumatore a conoscenza della proposta di modifica, ma ha anche l’obbligo di avvisare il cliente che non voglia aderire a questa variazione della facoltà di recesso senza costi, prevista dalla legge in suo favore.

Che la modifica contrattuale proposta da Wind Tre si traduca in condizioni più onerose per il consumatore risulta evidente dal fatto che la bolletta telefonica dovrà essere pagata su base mensile, anziché essere dilazionata su due mesi di fruizione del traffico telefonico; inoltre, bisogna considerare – come sottolinea l’Unc – i costi indiretti dell’invio della fattura cartacea, preferita, in alternativa all’invio per email, dai consumatori “meno tecnologici” che preferiscono ottenere il documento stampato in modalità tradizionale.

Ora, si attende la pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sull’esposto inviato dall’Unione Nazionale dei Consumatori. Per approfondire la materia e conoscere come puoi esercitare il recesso dal contratto telefonico, leggi anche l’articolo lettera diritto di recesso contratto telefonico.


note

[1] Art. 70 del D.Lgs. 1 agosto 2003, n.259 “Codice delle comunicazioni elettroniche“.


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