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Casa ereditata: quando si possono staccare le utenze

19 Agosto 2020
Casa ereditata: quando si possono staccare le utenze

Le bollette di acqua, luce e gas di un immobile ricevuto in eredità: entro quanto tempo fare la voltura o la disdetta?

Hai ereditato una casa. Felicità a parte, ora ci sono una serie di aspetti burocratici da risolvere: dalla dichiarazione di successione a una serie di imposte da pagare. Tu, però, non sai da dove iniziare. Spesso, si pensa erroneamente che, dopo la morte di una persona, si diventa eredi in automatico. In realtà, le cose sono molto più complicate di così. In questa breve guida vedremo, in particolare, quando si possono staccare le utenze per la casa ereditata. Ti interessa l’argomento? Allora prenditi cinque minuti di tempo, mettiti comodo e prosegui nella lettura del presente articolo.

Come ereditare una casa?

Innanzitutto, cerchiamo di capire come si eredita una casa in caso di morte del proprietario. Il metodo più diffuso è sicuramente il testamento. Ti faccio un esempio.

Tizio redige un testamento in cui attribuisce a Caio la proprietà della sua villa al mare.

Come puoi notare, Caio diverrà proprietario dell’immobile alla morte di Tizio. Se invece Tizio muore senza lasciare testamento, allora in tal caso gli eredi saranno individuati direttamente dalla legge. Nel primo caso (cioè in presenza di testamento), si parla di successione testamentaria, mentre nel secondo caso (ossia in assenza di testamento) si parla di successione legittima.

Casa ereditata: la dichiarazione di successione

Come già anticipato in premessa, il patrimonio del defunto (comprensivo di eventuali immobili) non passa automaticamente agli eredi. Ci sono, infatti, dei passaggi burocratici da rispettare.

Per prima cosa, occorre accettare l’eredità:

  • espressamente, con un atto formale;
  • tacitamente, compiendo un atto che fa presupporre la volontà di accettare (ad esempio, se al momento della morte del de cuius l’erede già viveva nell’immobile oggetto dell’eredità).

Entro un anno dal decesso, è necessario poi presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. In questo modo, l’Ente può calcolare l’ammontare esatto delle tasse da pagare sui beni ereditari, le cui aliquote variano in base al grado di parentela.

A questo punto, occorre pagare l’imposta ipotecaria e catastale pari, rispettivamente, al 2% e all’1% del valore catastale dell’immobile. Infine, è necessario presentare domanda di voltura catastale, entro 30 giorni dall’apertura della successione.

Casa ereditata: quando si possono staccare le utenze

Quando si riceve in eredità una casa bisogna occuparsi delle utenze (acqua, luce, gas, telefono) intestate al defunto, originario proprietario dell’immobile. La legge non impone un termine preciso entro il quale “staccarele utenze. Ciò vuol dire, in altre parole, che se si continuano a pagare le bollette non sorge alcun problema.

Tuttavia, in casi del genere, occorre regolarizzare la situazione al più presto aggiornando la titolarità del contratto. Per fare questo devi chiedere la voltura, ossia il cambio di nominativo sulle bollette delle utenze attive. Con la voltura, quindi, l’erede subentra nel contratto alle stesse condizioni. Come fare? Basta che si dichiari di essere erede del precedente intestatario deceduto e inviare al fornitore una dichiarazione scritta, accompagnata dalla copia del documento d’identità. Il subentro può essere gratuito (se l’erede è familiare o comunque convivente del defunto) oppure può comportare degli oneri amministrativi che variano in base al fornitore.

Per richiedere la voltura è importante fornire:

  • i dati del nuovo intestatario: ossia copia del codice fiscale e della carta d’identità, residenza, recapito telefonico, ecc.;
  • i dati del precedente intestatario: nome, cognome e codice fiscale;
  • il codice POD indicato sulla bolletta del precedente titolare;
  • la lettura del contatore;
  • il codice Iban in caso di addebito direttamente su conto corrente.

In alternativa, è sempre possibile fare la disdetta del contratto, che comporta, a differenza della voltura, l’interruzione definitiva delle utenze. 

Se il defunto era moroso, cioè non aveva pagato qualche bolletta, il nuovo erede intestatario è obbligato a rimborsare al fornitore gli eventuali debiti. Se, invece, il nuovo proprietario non è un familiare del defunto ma un estraneo è possibile chiedere la cessazione amministrativa che determina la cancellazione del contratto.

Casa ereditata: i tributi locali

Prima che l’immobile diventi di proprietà di un determinato erede, è possibile chiedere l’esenzione dal pagamento della tassa rifiuti (Tari). Per farlo è necessario presentare – il 30 giugno dell’anno successivo alla morte del de cuius – la richiesta di cessazione per decesso del titolare. Ciò a condizione che la casa sia sgombra e con le utenze staccate. 

Sul fronte Imu e Tasi, invece, le variazioni non devono essere presentate per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione.

Casa ereditata: posso venderla?

Hai ereditato una casa ma non puoi andarci a vivere? Una buona soluzione è sicuramente la vendita. In tal caso, va presentata la domanda di voltura catastale all’ufficio del catasto e versare:

  • 55 euro per il tributo speciale catastale;
  • 16 euro per ogni 100 pagine di domanda di imposta di bollo.

Attenzione: per vendere un immobile ereditato è necessario presentare anche l’atto di accettazione dell’eredità e la relativa trascrizione.

Tuttavia, in presenza di più eredi è necessario che tutti esprimano il consenso unanime alla vendita dell’immobile. In caso contrario, ci sono due soluzioni:

  • vendere la propria quota di proprietà dell’immobile agli altri coeredi o, in caso di rifiuto, a terzi; 
  • sciogliere la comunione ereditaria davanti a un giudice. In pratica, una volta fallito il tentativo di mediazione, il giudice può stabilire le condizioni di vendita dell’immobile e dividere il ricavato tra i coeredi.


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