Prescrizione bollette non pagate: le novità 2020

3 Giugno 2020
Prescrizione bollette non pagate: le novità 2020

Le fatture dei consumi di acqua, luce e gas si prescrivono in due anni: per i periodi antecedenti i pagamenti non sono dovuti in nessun caso.

Il 2020, oltre all’emergenza Coronavirus, ha visto anche l’accorciamento dei termini di prescrizione delle bollette che presentano il conto dei consumi per le forniture di acqua, luce e gas. A partire da quest’anno, per tutte e tre queste tipologie di utenze si applica la prescrizione breve, pari a due anni, anziché quella quinquennale che vigeva in precedenza. In realtà, la legge già prevedeva la prescrizione biennale per le bollette della luce sin dal marzo 2018 e aveva esteso il medesimo termine anche per le bollette del gas a partire da gennaio 2019; il cerchio si era completato con l’inserimento nel termine di 2 anni anche delle bollette dell’acqua che scadono dopo il 1° gennaio 2020.

Ma in questi giorni, viste le resistenze di alcune aziende fornitrici che si ostinano a chiedere pagamenti per crediti già prescritti, sul punto è dovuta intervenire l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per precisare che dal 1° gennaio 2020 i clienti di energia e gas e gli utenti del servizio idrico integrato possono «in ogni caso» eccepire la prescrizione per importi fatturati relativi ai consumi più vecchi di 2 anni.

Adesso, Arera ha integrato le previsioni di legge nel quadro regolatorio contrattuale ed ha stabilito che venditori e gestori dovranno adeguare l’informativa ai clienti ed agli utenti, inserendo queste informazioni sulla prescrizione all’interno delle fatture, anche in caso di procedure di messa in mora collegate, nonché in caso di risposta ai reclami scritti dei clienti e degli utenti in merito.

Prima della novità normativa introdotta dalla Legge di bilancio 2020, si legge nella nota dell’Autorità «la prescrizione per i consumi relativi a periodi superiori ai 2 anni veniva esclusa nei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei relativi dati derivasse da un’accertata responsabilità dell’utente». Adesso, questa distinzione non vale più e la prescrizione biennale è valida in tutti i casi di mancato pagamento, a prescindere dalle ragioni e dai motivi del mancato saldo delle fatture precedenti.

Per garantire la trasparenza, i venditori e i gestori sono già tenuti, dal 2 gennaio di quest’anno, a emettere una fattura separata contenente esclusivamente gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni oppure – in alternativa – ad evidenziare tali importi in modo chiaro e comprensibile all’interno di fatture che contenessero anche importi non prescrivibili, in maniera da far capire al consumatore quale parte del credito richiesto in fattura sia già soggetta a intervenuta prescrizione.

Ora, con il recente intervento dell’Arera, questa previsione si estende ulteriormente, perché i venditori e i gestori dell’energia o dei servizi idrici «sono tenuti, in ogni caso, ad informare i clienti e gli utenti della possibilità di eccepire la prescrizione degli importi più vecchi di due anni» e devono anche fornire – prescrive l’Autorità – «un modulo che faciliti la comunicazione della volontà di eccepire la prescrizione (da rendere disponibile anche su sito internet e negli sportelli al pubblico) e i recapiti cui inviare la richiesta».



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2 Commenti

  1. unificassero le prescrizioni per tutti iservizi questa frammentazione è assurda,,,le lobby imperano…

  2. Questo e vero ci sono troppe prescrizioni zonali sto pagando x una zona isolana bollette del consumo di acqua arretrate da oltre 5 anni x mancanza di letture del contatore, che viene utilizzato solo nel periodo feriale e i consumi sono irrisori, ma i conti finali sono stratosferici tra allacciamenti, scarichi, depurazioni iva e spese varie da pochi euro a centinaia di euro in bolletta

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