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Pensione anticipata per assistenza familiari invalidi

24 Agosto 2020 | Autore:
Pensione anticipata per assistenza familiari invalidi

Chi si prende cura di un parente disabile ha il diritto di anticipare l’uscita dal lavoro per via dell’impegno di assistenza?

Assisti da tempo un tuo familiare stretto che è anche invalido: questa attività richiede che tu vi dedichi molto tempo ed è difficile da conciliare con il tuo lavoro. Vorresti dunque andare in pensione per prenderti cura a tempo pieno del tuo familiare: ma questo è possibile?

Si può ottenere la pensione anticipata per assistenza familiari invalidi? A questo proposito, devi sapere che non sorge un autonomo diritto alla pensione per il solo fatto di assistere un parente con invalidità.

La legge prevede però alcuni benefici ai fini della pensione per coloro che assistono un familiare disabile. Uno di questi benefici è la cosiddetta Ape sociale, cioè la possibilità di beneficiare di un anticipo pensionistico a 63 anni, con un minimo di contribuzione.

Per i lavoratori precoci che assistono un familiare disabile convivente entro il primo grado (o entro il secondo grado a determinate condizioni) c’è poi la possibilità di beneficiare della pensione anticipata con 41 anni di contributi.

In ogni caso, sono previsti degli appositi permessi e congedi se assisti un parente disabile: queste assenze sono utili ai fini della pensione. Ma procediamo con ordine.

Quali requisiti deve avere il familiare disabile?

Per poter fruire dei benefici pensionistici dell’Ape sociale o della pensione anticipata precoci, il familiare che assisti non deve essere semplicemente invalido: non basta, cioè, che la sua capacità lavorativa sia ridotta. Deve invece risultare portatore di handicap. Ti ricordo che l’handicap è lo svantaggio sociale (familiare, lavorativo…) che consegue a un’infermità o una menomazione.

Non basta poi il riconoscimento di un semplice handicap, perché questo deve essere riconosciuto in situazione di gravità. L’handicap grave deve essere certificato dall’apposita commissione medica Asl deputata al suo riconoscimento.

Se al tuo familiare è stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità, a determinate condizioni puoi fruire, oltre che dei benefici pensionistici, di permessi retribuiti mensili e di un congedo straordinario, anch’esso retribuito. Per approfondire puoi leggere la nostra Guida completa alle agevolazioni della legge 104 (la legge 104 è la normativa quadro in materia di disabilità).

Ape sociale per chi assiste un familiare invalido

Se assisti un familiare portatore di disabilità grave puoi beneficiare dell’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato. In parole semplici, si tratta di un assegno che ti accompagna, a partire dai 63 anni di età, fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, che adesso è pari a 67 anni e rimarrà tale fino al 31 dicembre 2022.

Per ottenere questo assegno, però, devi possedere almeno 30 anni di contributi (le donne con figli hanno diritto alla riduzione di un anno di contributi per ogni figlio, fino a un massimo di due).

Nel dettaglio, con un minimo di 63 anni di età e trent’anni di contributi (salvo sconto a favore delle donne con figli), possono ottenere l’Ape sociale i lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente, con handicap grave, ai sensi della Legge 104.

A partire dal 2018, sono inclusi tra gli assistiti che danno luogo al beneficio dell’Ape sociale anche i familiari, parenti o affini, entro il secondo grado; in questo caso, però, è necessario che il coniuge, o l’unito civilmente, e i parenti di primo grado (cioè figli o genitori) conviventi con la persona affetta da handicap in situazione di gravità si trovino in una delle seguenti situazioni:

  • abbiano compiuto i 70 anni di età;
  • risultino anch’essi affetti da patologie invalidanti (occorre fare riferimento alle patologie a carattere permanente che attualmente consentono al lavoratore dipendente di fruire del congedo per gravi motivi familiari; è necessario che la patologia sia documentata e che la documentazione sia inviata alla competente unità operativa, complessa o semplice);
  • siano deceduti o mancanti.

I requisiti per l’Ape sociale possono essere maturati sino al 31 dicembre 2020. Inoltre, occorre una particolare procedura per richiedere questo beneficio: non basta la semplice domanda di ape sociale, ma bisogna prima domandare all’Inps la certificazione dei requisiti per questa indennità. Trovi tutti i dettagli nella nostra Guida all’Ape sociale.

Pensione anticipata per chi assiste un familiare disabile

Hanno diritto a una particolare forma di pensionamento anticipato i cosiddetti lavoratori precoci, ossia i lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva da lavoro prima del compimento dei 19 anni di età. Questi lavoratori possono ottenere una riduzione a 41 anni del requisito di anzianità contributiva per la pensione, indipendentemente dall’età (ad oggi, in via generale, per la pensione anticipata sono richiesti 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne).

I beneficiari sono i lavoratori con almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il compimento del 19° anno di età, iscritti ad una forma di previdenza obbligatoria di base da prima del 1° gennaio 1996 e appartenenti a particolari categorie tutelate.

Tra i beneficiari della pensione anticipata precoci ci sono anche coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente, con handicap in situazione di gravità, oppure un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.



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