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Centrodestra: Berlusconi va per conto suo

3 Giugno 2020 | Autore:
Centrodestra: Berlusconi va per conto suo

Il capo di Forza Italia ancora più lontano dalla linea di Salvini e Meloni. I suoi spingono per tenersi alla larga dai sovranisti, dopo la figuraccia in piazza.

Che con Matteo Salvini non abbia mai trovato una vera intesa, lo si sapeva da tempo. Il feeling di Silvio Berlusconi con la Lega non è più quello degli anni ’90 quando, pur mandandolo a casa una volta, Umberto Bossi seppe costruire un’alleanza con il Cavaliere – poi mantenuta con Roberto Maroni – che portò entrambi i partiti a governare per quasi 20 anni, con qualche rara parentesi. L’arrivo di Salvini al vertice del Carroccio non è mai stato visto di buon occhio da Berlusconi, sia perché gli ha rubato protagonismo nella coalizione sia perché le posizioni sovraniste di Salvini non piacciono al presidente di Forza Italia. Così, Berlusconi coglie l’occasione della manifestazione del 2 giugno, quella dei selfie e degli assembramenti, delle mascherine al collo e dei «vaffa» al Capo dello Stato e a Conte, e decide di andare per conto suo. Almeno a parole, poi si vedrà.

«L’avevo detto che bisognava evitare di andare in piazza», riflette oggi Berlusconi. «Ora è il momento di stare uniti e di stringersi attorno alle istituzioni». Il quattro volte presidente del Consiglio non nasconde il suo rammarico per un’iniziativa che rischia di diventare un boomerang, in termini di consensi, specialmente per il suo partito, che rappresenta la forza più moderata ed europeista della coalizione a trazione sovranista. Consapevole di questo, il Cav ne approfitta per smarcarsi ancora una volta dagli alleati e lanciare un messaggio a Sergio Mattarella, accogliendo l’appello al dialogo tra maggioranza e opposizione lanciato dal Colle per la ricostruzione post-Covid.

«Serve un grande scatto, un’assunzione di responsabilità attraverso ‘un dialogo costruttivo, come quello che consentì all’Italia di risollevarsi nel dopoguerra», scrive il leader azzurro in una nota che suona come preludio di future larghe intese. Una mossa, che molti azzurri leggono come un tenersi le mani libere e una chiara presa di distanza da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

«Erano in troppi, doveva essere una manifestazione simbolica», va ripetendo in queste ore l’ex premier, che sin dal primo momento aveva espresso forti perplessità sull’opportunità politica di andare in piazza il 2 giugno, quando gli italiani sono alle prese con l’emergenza economica da Coronavirus. In piazza il partito era rappresentato dal numero due Antonio Tajani, ma si contavano sulle dita della mano i deputati e senatori forzisti in strada, tra piazza del Popolo e via del Corso. E questo, spiegano, dà l’idea dell’imbarazzo che serpeggia tra i parlamentari.

Nel mirino non solo le modalità e la location, che hanno favorito gli assembramenti, ma anche i toni della manifestazione, perché il «vaffa» all’indirizzo del premier Giuseppe Conte e l’invito al voto, non hanno trovato riscontro in proposte concrete pro-famiglie e imprese per uscire dall’emergenza economica e ripartire. Parla da sé il tweet del senatore Andrea Cangini: «Noi del centrodestra cosa proponiamo? Salvini premier? E per fare cosa?».

È più chiaro il vicepresidente vicario dei forzisti alla Camera, Gianfranco Rotondi: «Ieri – commenta oggi l’ex ministro – la destra ha commesso un grave errore: è scesa in piazza ad ogni costo, in crisi di astinenza da selfie e zoomate sui social. Il bilancio è disastroso: un Paese reduce dalla quarantena ha disapprovato gli assembramenti, poi sono venuti gli insulti al Capo dello Stato e il ritratto dell’estremismo è venutofuori nitido. Più che mai sbagliata la posizione di Forza Italia – continua Rotondi – affannata nel ruolo di terza destra in impossibile concorrenza con gli estremismi più agguerriti. È tempo di scelte severe, rischiose, doverose: la legge elettorale proporzionale ce ne darà l’occasione e persino la convenienza». Frasi che suggeriscono a Berlusconi un addio agli alleati?



6 Commenti

  1. Secondo la vulgata di sinistra ci fù “un’alleanza che portò entrambi i partiti a governare per quasi 20 anni”. Ma per l’esattezza dei fatti la Lega e Forza Italia hanno governato insieme per meno di 10 anni dal 1994 ad oggi. Purtroppo “laleggepertutti.it” ha assunto da tempo una chiara connotazione politica di parte.

    1. Esatto… ma evidentemente l’autore del servizio non conosce la realtà dei fatti… così pure non conosce le ragioni per cui Bossi ritornava sempre sui suoi passi dopo le minacce che gli piacevano tanto.
      Un articolo tanto pour parler.

  2. “un’alleanza che portò entrambi i partiti a governare per quasi 20 anni, con qualche rara parentesi” ??? Ma che fà laleggepertutti.it ? Ripete la vulgata falsa della sinistra utile a tentare di attribuire responsabilità non vere ? Lega e Forza Italia in realtà hanno governato insieme per meno di 10 anni dal 1994 ad oggi. Periodo temporale nel quale la sinistra ha governato oltre 15 anni ed i 5stelle 2 anni (poco più di un anno con la Lega e poco meno con Pd e sinistra estrema). Fà tristezza certa disinformazione continua.

    1. Dal 1994 al 2018 il Governo Berlusconi è di 8 anni 2 mesi e 14 giorni- il centrosinistra è di 11 anni 10 mesi- quello dei tecnici di 2 anni 9 mesi 15 giorni- Per un totale di 22 anni 9 mesi e 29 giorni. altro che l’aver governato per quasi 20 anni.

    2. Dal 1994 al 2018 il Governo Berlusconi è di 8 anni 2 mesi e 14 giorni- il centrosinistra è di 11 anni 10 mesi- quello dei tecnici di 2 anni 9 mesi 15 giorni- Per un totale di 22 anni 9 mesi e 29 giorni. altro che l’aver governato per quasi 20 anni. (pag.302).

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