Il Governo inventa un nuovo sistema di pagamento

4 Giugno 2020 | Autore:
Il Governo inventa un nuovo sistema di pagamento

Largo alla cessione dei crediti d’imposta e agli sconti in fattura: il superbonus dimostra come si può pagare dei lavori senza spendere un euro.

Niente più contanti e non solo moneta elettronica: arriva il momento di utilizzare il credito d’imposta. Ecco il nuovo sistema di pagamento che si sta facendo largo grazie agli ultimi decreti del Governo. L’esempio più lampante? Il superbonus del 110% per ristrutturare la casa apportando i miglioramenti energetici stabiliti dal Dl Rilancio: non si paga nel modo tradizionale, non si fanno bonifici, in realtà non si spende nulla se ci sono i requisiti: basta cedere il credito d’imposta alla banca o all’impresa che realizza i lavori o ad altri soggetti.

Un sistema a cui il contribuente deve ancora abituarsi ma che sembra possa portare a quello che qualcuno ha già battezzato come moneta fiscale.

Per capire meglio questo meccanismo, basta dare un’occhiata al decreto Rilancio. C’è un passaggio, ad esempio, che regola la cessione del credito d’imposta riconosciuto per far fronte all’emergenza coronavirus ed un altro che permette di trasformare una serie di detrazioni fiscali relative ai lavori sugli immobili in uno sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore o in crediti d’imposta cedibili (il superbonus del 110%, appunto).

Per quanto riguarda i crediti d’imposta, trasformarlo in un sistema di pagamento conviene al contribuente che non ha, nel breve periodo, imposte o contributi da compensare o che dispone già di altre agevolazioni fiscali da utilizzare in compensazione.

Sulle detrazioni fiscali sugli immobili, invece, la riflessione da fare sarebbe questa: lo sconto in fattura sul corrispettivo dovuto o la cessione del credito a terzi si pone come alternativa ai 5 o 10 anni previsti per recuperare una somma che, intanto, bisogna tirar fuori al momento di fare i lavori. Pagando con moneta reale.

I dettagli su questo nuovo sistema di pagamento devono ancora essere definiti con i decreti attuativi attesi dai ministeri competenti. Nel frattempo, però, si sa già a chi è possibile cedere i crediti d’imposta, tra banche, intermediari finanziari, fornitori, compagnie di assicurazione nel caso del sisma bonus, ecc.



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