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Rc auto copre anche i passeggeri?

4 Giugno 2020
Rc auto copre anche i passeggeri?

Incidente stradale: il risarcimento spetta anche al terzo trasportato? Quando il passeggero non viene risarcito?

In caso di incidente stradale, l’assicurazione risarcisce sempre il conducente che è dalla parte della ragione, mentre quello responsabile per lo scontro non ottiene alcun indennizzo: non gli spettano cioè né i soldi per riparare l’auto né quelli per le lesioni fisiche subite. 

Ma se nelle auto coinvolte nel sinistro dovessero esservi dei passeggeri, a cosa avrebbero diritto questi ultimi? La Rc auto copre anche i passeggeri oppure spetta al proprietario del mezzo risarcirli? E se il passaggio è avvenuto per puro scopo di cortesia, tale risarcimento è ugualmente dovuto? Cerchiamo di fare il punto della situazione non prima di aver fatto un chiarimento di tipo terminologico. Quando sentirete parlare di «terzo trasportato» significa che ci si sta riferendo al passeggero. È in questo modo, infatti, che i tecnici del diritto chiamano chi non è alla guida dell’auto ma tuttavia si trova al suo interno durante la circolazione. 

Anche i passeggeri sono assicurati?

La legge stabilisce che il passeggero ha sempre diritto a ottenere il risarcimento, a prescindere dal fatto che il passaggio sia avvenuto a titolo gratuito o oneroso. In buona sostanza, sia chi paga per essere trasportato (si pensi al cliente di un taxi o di un pullman privato) sia chi riceve tale servizio a puro titolo di amicizia (si pensi a chi viene trasportato da un amico o da un familiare) va comunque indennizzato.

Il punto è però comprendere a chi spetta pagare: al proprietario del mezzo o alla sua assicurazione? Per legge, e salvo i limiti di polizza che a breve vedremo, la Rc auto copre anche i passeggeri. Dunque, anche i passeggeri sono assicurati. L’assicurazione non può negare il risarcimento a chi si trovava sul sedile anteriore o posteriore dell’auto incidentata se si è fatto male. Chiaramente, l’assicurazione risarcisce i danni fisici, patrimoniali e morali, subiti dal passeggero. Così, se ad esempio nell’incidente sono andati distrutti degli oggetti che il terzo trasportato portava con sé (ad esempio, un computer portatile), l’indennizzo copre anche il valore di questi ultimi. 

Il passeggero ha sempre diritto al risarcimento?

Una seconda domanda che ci si pone di solito è la seguente: il passeggero ha diritto a essere risarcito solo se si trovava sull’auto cui non viene attribuita la responsabilità dell’incidente o anche quando era trasportato dal conducente “colpevole”? In buona sostanza, se la colpa dello scontro è imputabile proprio all’automobile su cui si trovava il passeggero, quest’ultimo può ugualmente richiedere i danni all’assicurazione? La risposta è affermativa: non dipende, infatti, dal trasportato il rispetto delle norme del Codice della strada, non avendo questi alcuna possibilità di interferire sulla guida.

Dunque, il passeggero è sempre coperto dall’assicurazione, a prescindere dalla definizione delle ragioni e delle responsabilità dell’incidente stradale. 

Questo implica anche un’altra conseguenza: il terzo trasportato viene risarcito subito, prima ancora che le assicurazioni definiscano le cause del sinistro.

Questo diritto gli spetta anche se la causa dell’incidente è stata determinata dal comportamento colpevole del “proprio” conducente o se l’altra auto con cui avviene lo scontro non è assicurata. Viceversa, se a non essere assicurata è proprio l’auto su cui è trasportato, egli potrà ottenere i danni dal Fondo Garanzie Vittime della Strada.

A quale assicurazione il passeggero deve chiedere il risarcimento?

Visto che il passeggero ha diritto ad essere risarcito in ogni caso, a prescindere dalle responsabilità per l’incidente, la sua domanda va inoltrata all’assicurazione dell’auto presso cui si trovava al momento del sinistro. Quest’ultima non potrà opporre alcun tipo di contestazione se non il fatto che non vi sia prova della presenza del richiedente all’interno del veicolo. Difatti, spetta al terzo trasportato comunque dimostrare non solo i danni fisici subiti ma anche la dipendenza di questi dallo scontro. 

Il più delle volte, questo compito è agevolato dal fatto che, sul luogo dell’incidente, in presenza di feriti, giungono sempre le autorità a redigere il verbale. In esso, vengono indicate le generalità degli eventuali passeggeri, sicché la prova della loro presenza è data proprio da tale documento avente valore di atto pubblico e non contestabile dall’assicurazione.

Quando il passeggero non ha diritto ad essere risarcito?

Il passeggero deve allacciare la cintura di sicurezza. Se dovesse risultare che i danni da questi patiti in conseguenza dello scontro non si sarebbero verificati se questi avesse adottato le normali precauzioni come appunto l’uso delle cinture di sicurezza, l’assicurazione può negargli il risarcimento.

Allo stesso modo, l’assicurazione può negare il risarcimento al passeggero quando questi abbia accettato il rischio, ad esempio salendo a bordo su un’auto nel corso di una gara di velocità (vietata dalla legge) o pur dinanzi a un conducente palesemente ubriaco. Su quest’ultimo punto, però, la Cassazione ha dato un parere discordante [1] sancendo che il passeggero va risarcito anche se accetta il passaggio da una persona che ha bevuto alcol prima di mettersi alla guida.

Esistono alcune polizze con limitazione di responsabilità al solo conducente. In questi casi, se in auto dovesse trovarsi anche un’altra persona l’assicurazione sarebbe comunque tenuta a risarcirla in caso di incidente stradale, ma vanterebbe poi il diritto a rivalersi nei confronti del proprio assicurato per le somme spese. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com

[1] Cass. ord. n. 16477/2017.


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