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Ritardo avvocato: ultime sentenze

1 Agosto 2020
Ritardo avvocato: ultime sentenze

Nesso di causalità tra l’omissione e l’evento del danno; ascrivibilità eventuale del ritardo a terzi dei quali l’avvocato si sia avvalso per l’adempimento; intempestivo deposito di ricorso per Cassazione; prova concreta del pregiudizio patrimoniale subito a causa del ritardo.

Il danno causato dall’inerzia dell’avvocato

L’avvocato che, con il suo ritardo nell’agire giudizialmente, pregiudichi in tutto o in parte la legittima aspettativa risarcitoria del cliente è tenuto a risarcire il danno causato. Tale risarcimento dovrà tenere conto della differenza nella somma ottenuta dalla controparte all’esito del giudizio rispetto alla somma che si sarebbe potuto ottenere in caso di tempestiva proposizione della causa.

Cassazione civile sez. III, 06/05/2020, n.8525

Responsabilità dell’avvocato: errori e omissioni 

L’avvocato, il quale ometta di depositare il ricorso per cassazione nel termine di cui all’art. 369 c.p.c., è responsabile nei confronti del cliente del danno da questi patito in conseguenza del passaggio in giudicato della sentenza a lui sfavorevole, a nulla rilevando che la tardività del deposito sia ascrivibile a sua colpa esclusiva o se sussista, eventualmente, anche la responsabilità di coloro (collaboratori o terzi) di cui il professionista si sia avvalso per l’espletamento dell’incarico ricevuto.

Cassazione civile sez. III, 07/07/2009, n.15895

L’ingiustificato e colpevole ritardo dell’avvocato

L’ingiustificato e colpevole ritardo con il quale il professionista provveda a soddisfare la richiesta di restituzione di documenti rivoltagli dal cliente determina la violazione dell’art. 42 del codice deontologico forense, trattandosi di comportamento contrario al dovere di diligenza, ingiustificato e colpevole ritardo con il quale il professionista provveda a soddisfare la richiesta di restituzione di documenti rivoltagli dal cliente determina la violazione dell’art. 42 del codice deontologico forense, trattandosi di comportamento contrario al dovere di diligenza.

Cons. Naz.le Forense, 05/12/2006, n.133

Responsabilità dell’avvocato per appello tardivo

L’avvocato che propone appello tardivo in sede penale è tenuto a risarcire il cliente per i giorni di detenzione in più sofferti per non aver potuto usufruire del patteggiamento. In tal caso il danno è di natura non patrimoniale e quindi non è coperto dall’assicurazione.

La quantificazione dello stesso, poi, non può essere tarata sui criteri dell’ingiusta detenzione (235,83 euro la giorno), ma va effettuata in via equitativa basandosi sulla singola situazione alla luce degli elementi concreti della vicenda. Questo è quanto affermato dalla Cassazione che ha accolto il ricorso dell’assicurazione contro la domanda di manleva del legale.

Nella specie, il ritardo dell’avvocato era costato all’imputato 14 mesi in più di carcere rispetto alla pena ottenuta da altri coimputati per lo stesso reato che avevano usufruito del patteggiamento. Per i giudici di merito il danno era da considerarsi di tipo patrimoniale e dunque coperto dall’assicurazione e la liquidazione poteva effettuarsi secondo il parametro dell’ingiusta detenzione.

Per i giudici di legittimità, invece, il danno è da considerarsi non patrimoniale e la liquidazione deve essere effettuata tenuto conto della durata effettiva della detenzione, al reato per il quale è intervenuta la condanna, della situazione personale dell’imputato e del suo comportamento.

Cassazione civile sez. III, 15/06/2016, n.12280

Responsabilità dell’avvocato per condotta omissiva

“In tema di responsabilità professionale dell’avvocato per omesso svolgimento di un’attività da cui sarebbe potuto derivare un vantaggio personale o patrimoniale per il cliente, la regola della preponderanza dell’evidenza o del “più probabile che non”, si applica non solo all’accertamento del nesso di causalità tra l’omissione e l’evento del danno ma anche all’accertamento del nesso tra quest’ultimo, quale elemento costitutivo della fattispecie, e le conseguenze dannose risarcibili, atteso che trattandosi di evento non verificatosi proprio a causa dell’omissione, lo stesso può essere indagato solo mediante un giudizio prognostico sull’esito che avrebbe potuto avere l’attività professionale omessa”.

Questo è il principio di diritto enunciato dalla Cassazione in relazione a una vicenda che ha visto come protagonista un avvocato, accusato di aver depositato in ritardo il proprio appello in Cassazione, finendo per far acquisire valore di giudicato a quanto decretato dai giudici di merito.

Cassazione civile sez. III, 30/04/2018, n.10320

Ritardo nell’adempimento dell’obbligazione pecuniaria

Il maggior danno, dovuto al creditore ex art. 1224 c.c., ha natura risarcitoria e può essere riconosciuto solo se venga accertata la colpevolezza dell’inadempimento dell’obbligazione pecuniaria ed il nesso causale tra tale condotta e il danno patrimoniale lamentato. Incombe, pertanto, sul creditore che richieda il riconoscimento di un importo pari agli interessi passivi praticati dalla propria banca nel periodo del ritardato pagamento, la prova dell’effettivo addebito di tali interessi nel corso della mora debendi e la ricollegabilità causale all’omesso inadempimento dell’avvenuto ricorso al credito.

(Nella fattispecie, la Corte, per un credito professionale azionato da un avvocato, ha ritenuto insufficiente la produzione di documentazione bancaria, attestante la percentuale degli interessi passivi praticati dalla banca del creditore nel corso della mora, in mancanza della prova concreta del pregiudizio patrimoniale subito a causa del ritardo).

Cassazione civile sez. II, 20/11/2007, n.24142

Comportamento deontologicamente rilevante dell’avvocato

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che trattenga somme che spettano al cliente, restituendole con il ritardo di un mese. (Nella specie, in considerazione della esiguità del ritardo, la sanzione della sospensione per mesi due è stata sostituita dalla sanzione della censura).

Cons. Naz.le Forense, 04/07/2007, n.84

Ritardo dovuto all’uso non diligente dell’indirizzo pec

Non può essere accolta l’istanza di rimessione in termini presentata dall’avvocato che, omettendo di controllare con la necessaria periodicità la posta elettronica certificata, scaricando e cancellando i messaggi che riempiono la memoria, non abbia preso visione in tempo utile, facendolo decorrere, del termine indicato nel decreto di fissazione di udienza per notificare il provvedimento alla controparte. Né, d’altra parte, si può ritenere che in tale ipotesi sussista l’onere della cancelleria di effettuare la comunicazione a mezzo fax.

In sostanza, per il tribunale di Milano, l’uso non diligente dell’account professionale è ascrivibile unicamente alla sfera di organizzazione dello studio legale e l’avvocato, pertanto, è tenuto a svuotare il cestino della casella di posta elettronica certificata.

Tribunale Milano sez. III, 20/04/2016

Ritardo dell’avvocato superiore al tempo ragionevole di attesa

Non commette illecito disciplinare l’avvocato che, in udienza, non attenda l’arrivo del collega di controparte ove il ritardo sia superiore al tempo ragionevole di attesa a cui ogni professionista è tenuto. (Nella specie il professionista aveva superato le due ore di ritardo).

Cons. Naz.le Forense, 08/03/2002, n.13

Ritardo del difensore di fiducia nell’informare il proprio assistito

L’eventuale ritardo del difensore di fiducia nell’informare il proprio assistito non può ridondare a danno di costui, soprattutto in assenza di una prova certa, che spetta al Giudicante rinvenire in elementi oggettivi e concreti, senza aggravare l’onere probatorio a carico dell’imputato in ordine all’effettiva conoscenza del provvedimento che vuole impugnare.

Cassazione penale sez. II, 08/06/2016, n.29918

Difesa del cliente in una causa in cui vi sono poche probabilità di vittoria

L’avvocato che accetta di difendere il cliente in una causa in cui vi sono poche probabilità di vittoria non può essere condannato a risarcire il danno al cliente. Difatti, non esiste nel codice deontologico un obbligo legale di pronosticare l’esito della lite, se non richiesto.

Il legale, pertanto, ha il solo dovere di valutare l’interesse del cliente in rapporto alle caratteristiche della causa, prospettando la prevedibile durata e gli oneri. Ciò posto, la Cassazione ha respinto il ricorso di un cliente che chiedeva i danni al suo avvocato per un’opposizione a decreto ingiuntivo dichiarata improcedibile, perché iscritta a ruolo con ritardo. Per i giudici, visto l’errore commesso, l’avvocato non ha diritto agli onorari, ma non può essere condannato per responsabilità professionale, in quanto aveva valutato il concreto interesse dell’assistito.

Cassazione civile sez. III, 22/11/2018, n.30169



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