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Decreto di fissazione di udienza: ultime sentenze

1 Agosto 2020
Decreto di fissazione di udienza: ultime sentenze

Mancato rispetto del termine per la notifica del ricorso e della mancanza dell’avvertimento; equa riparazione per durata irragionevole del processo.

L’istanza di rimessione in termini dell’avvocato

Non può essere accolta l’istanza di rimessione in termini presentata dall’avvocato che, omettendo di controllare con la necessaria periodicità la posta elettronica certificata, scaricando e cancellando i messaggi che riempiono la memoria, non abbia preso visione in tempo utile, facendolo decorrere, del termine indicato nel decreto di fissazione di udienza per notificare il provvedimento alla controparte. Né, d’altra parte, si può ritenere che in tale ipotesi sussista l’onere della cancelleria di effettuare la comunicazione a mezzo fax.

In sostanza, per il tribunale di Milano, l’uso non diligente dell’account professionale è ascrivibile unicamente alla sfera di organizzazione dello studio legale e l’avvocato, pertanto, è tenuto a svuotare il cestino della casella di posta elettronica certificata.

Tribunale Milano sez. III, 20/04/2016

Equa riparazione per irragionevole durata del processo

In materia di equa riparazione per durata irragionevole del processo, in base alla disciplina prevista dalla l. n. 89 del 2001, nel testo previgente alle modifiche apportate dal d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. in l. n. 132 del 2012, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza alla controparte non è perentorio, non essendo previsto espressamente dalla legge.

Ne consegue che il giudice, nell’ipotesi di omessa o inesistente notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza – anche dopo l’adozione di un provvedimento di non luogo a provvedere per mancata comparizione delle parti, seguito da tempestiva riassunzione – deve, in difetto di spontanea costituzione del resistente, concedere al ricorrente un nuovo termine, avente carattere perentorio, entro il quale rinnovare la notifica.

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2019, n.26267

Ricorso in opposizione e decreto di fissazione di udienza

In materia di opposizione all’esecuzione, nel caso in cui il debitore opponente abbia notificato il ricorso in opposizione e il decreto di fissazione di udienza oltre che al creditore procedente, del quale contesta il diritto a procedere esecutivamente, anche agli altri creditori intervenuti nell’espropriazione immobiliare, non ricorre un’ipotesi di causa inscindibile che determini la necessità di integrazione del contraddittorio in fase di gravame, né sotto il profilo processuale, in quanto la chiamata in giudizio è avvenuta ad iniziativa di parte e non di ufficio, né sotto quello sostanziale, in quanto i creditori intervenuti agiscono sulla base dei rispettivi rapporti di credito separati e distinti.

Ne consegue che l’impugnazione va dichiarata inammissibile nel caso in cui sia stata notificata al solo creditore intervenuto, rimasto contumace in grado di appello, e non sia stata validamente notificata al debitore opponente.

Cassazione civile sez. I, 31/12/2013, n.28811

Notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza

In tema di riassunzione, una volta eseguito tempestivamente il deposito del ricorso in cancelleria, il rapporto processuale quiescente deve ritenersi ripristinato e il termine (perentorio) di sei mesi di cui all’art. 305 c.p.c. non ha alcun ruolo nella successiva notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza, volta unicamente a garantire il corretto ripristino del contraddittorio ed il rispetto delle regole proprie della “vocatio in ius”, e, pertanto, ben può essere eseguita successivamente al compiersi del suddetto termine.

Corte appello Perugia, 19/10/2009

Omessa notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza

In materia di procedimento sommario di cognizione ex art. 14 d.lg. n. 150 del 2011, l’omessa notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza nel termine fissato dal giudice non determina l’improcedibilità della domanda, stante la natura non perentoria del predetto termine. Di conseguenza il giudice, nell’ipotesi di omessa o inesistente notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, può, in difetto di spontanea costituzione del resistente, concedere al ricorrente un nuovo termine, avente carattere perentorio, entro il quale rinnovare la notifica.

Cassazione civile sez. VI, 29/09/2015, n.19345

Invalidità della comunicazione di cancelleria all’indirizzo pec

In tema di comunicazioni di cancelleria, qualora nell’atto sia stato specificato di voler ricevere le comunicazioni esclusivamente presso l’indirizzo PEC di uno dei difensori di fiducia, non è valida la comunicazione effettuata all’indirizzo PEC di altro difensore.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato improcedibile l’appello sebbene il decreto di fissazione di udienza, di cui all’art. 435 c.p.c., fosse stato comunicato all’indirizzo PEC di un codifensore diverso da quello indicato).

Cassazione civile sez. lav., 31/01/2019, n.2942

Notifica dell’atto di riassunzione e del decreto di fissazione di udienza

In caso di interruzione del giudizio, il termine per la riassunzione è rispettato dal deposito del ricorso. Eseguito tempestivamente tale adempimento, la fissazione successiva di un ulteriore termine, da parte del giudice per il ripristino del contraddittorio, pur presupponendo che il detto termine sia stato rispettato, oramai ne prescinde, rispondendo solo alle regole della vocatio in ius.

Il vizio da cui sia colpita la notifica dell’atto di riassunzione e del decreto di fissazione di udienza non si comunica alla riassunzione, ma impone al giudice di ordinare, anche qualora si sia oltre i termini per la riassunzione ex art. 305 c.p.c., una rinnovazione della notifica, in analogia con l’art. 291, comma 2, c.p.c., entro un termine perentorio; il mancato rispetto di tale termine comporterà l’estinzione del giudizio, in applicazione del combinato disposto degli artt. 291, comma 3 ed 307, comma 3, c.p.c..

Cassazione civile sez. II, 14/01/2020, n.450

Comparsa o ricorso al giudice per la fissazione dell’udienza di prosecuzione

In tema di interruzione del processo, qualora la riassunzione sia effettuata, anziché con comparsa o ricorso al giudice per la fissazione dell’udienza di prosecuzione, con citazione ad udienza fissa, quest’ultima deve possedere tutti i requisiti formali previsti dall’art. 125 disp. att. c.p.c. indispensabili per il raggiungimento dello scopo previsto nell’art. 297 c.p.c. ed è sufficiente la notifica alla controparte prima della scadenza del termine di sei mesi previsto dall’art. 305 c.p.c. per impedire l’estinzione del processo, restando al di fuori l’obbligo di deposito dell’atto che può avvenire anche successivamente.

Cassazione civile sez. un., 28/12/2007, n.27183

Notifica del ricorso e decreto di fissazione di udienza anche al proprietario

Deve essere dichiarato nullo, in sede di reclamo, il provvedimento di autorizzazione al sequestro della nave, emesso, ai sensi della convenzione di Bruxelles del 10 maggio 1952, a favore del titolare di credito marittimo nei confronti dell’armatore non proprietario domiciliato all’estero, per non essere stati notificati il ricorso ed il decreto di fissazione di udienza anche al proprietario, avente sede all’estero.

Tribunale Brindisi, 31/05/2001

Notifica atto di riassunzione del processo e decreto di fissazione di udienza mediante consegna di unica copia

Quando una stessa persona fisica rappresenta in giudizio più soggetti, ma tale rappresentanza ha carattere unitario ed inscindibile, la notificazione è correttamente eseguita mediante consegna di una sola copia dell’atto al procuratore della parte, non trovando applicazione il principio secondo cui la notifica deve avvenire con la dazione di tante copie quante sono le parti contro cui l’atto è diretto.

(Nella specie, la S.C. ha reputato corretta la notificazione dell’atto di riassunzione del processo ex art. 303 c.p.c. e del conseguente decreto di fissazione di udienza eseguita mediante consegna di una unica copia alla parte in proprio e nella qualità di genitore legale rappresentante del figlio minore d’età).

Cassazione civile sez. VI, 15/06/2018, n.15920



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