Cassa integrazione più veloce: le nuove procedure

4 Giugno 2020
Cassa integrazione più veloce: le nuove procedure

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha illustrato al Senato le misure approntate per snellire il sistema di erogazione ed ha chiarito il ruolo dell’Inps.

Il Decreto Rilancio ha snellito le procedure per erogare la cassa integrazione, eliminando il coinvolgimento delle Regioni: ma i ritardi, che provocano evidenti disagi ai lavoratori, sono stati superati? E quali misure il Governo sta approntando per velocizzare l’iter delle richieste? A queste domande ha risposto oggi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, durante il question time al Senato. L’intervento del ministro Catalfo è stato resocontato dall’agenzia stampa Adnkronos che ci riporta le sue dichiarazioni.

La situazione d’emergenza

«Prima di rispondere ai quesiti posti, mi corre l’obbligo di ricordare il contesto in cui il Governo e l’Inps hanno dovuto operare negli ultimi tre mesi, al fine di garantire, in tempi quanto più rapidi possibili, la tutela delle aziende e dei lavoratori. Come noto a tutti, abbiamo dovuto utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal nostro ordinamento, riadattandoli alle eccezionali esigenze di protezione scaturite dalla pandemia in atto», ha esordito Catalfo.

«Ho già evidenziato in altre occasioni lo straordinario sforzo compiuto non solo dal Governo, ma anche da parte di tutti i dipendenti dell’Inps, chiamati ad evadere in un solo mese un numero di pratiche che, di norma, viene gestito in anni – ha aggiunto il ministro. Tuttavia, consapevole delle gravi difficoltà che l’intera popolazione si trova ad affrontare, ho lavorato per migliorare il sistema, semplificando le procedure tradizionalmente adoperate per l’erogazione dei trattamenti di integrazione salariale, compreso quello in deroga, al fine di renderli più snelli e veloci».

Le novità del Decreto Rilancio

«Proprio a tal fine, nel Decreto Rilancio è stato eliminato il coinvolgimento delle Regioni nella fase di presentazione della domanda di integrazione salariale in deroga – spiega Catalfo. Più precisamente, in base a quanto previsto dall’art. 71 del decreto Rilancio, il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto da parte dell’Inps inoltra direttamente all’istituto la domanda di concessione del beneficio entro il quindicesimo giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, unitamente ai dati essenziali per il calcolo e l’erogazione di una anticipazione della prestazione ai lavoratori».

L’anticipo Inps

«Nel termine di 15 giorni dal ricevimento della domanda, l’Inps autorizza le domande ed eroga un anticipo del trattamento pari al 40% al fine di garantire immediata liquidità ai lavoratori. Entro i 30 giorni successivi, il datore invia all’Istituto tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale.Tali modifiche richiedono dei tempi tecnici necessari per adeguare i sistemi informativi dell’Inps, che sta già implementando il sistema per la ricezione delle domande di cassa integrazione in deroga», continua il ministro.

Lo stato attuale dei pagamenti

Venendo allo stato attuale di erogazione dei trattamenti di integrazione salariale, Catalfo ha spiegato che «ad oggi sono stati pagati 6,9 milioni di lavoratori, il 92% del totale di coloro per i quali le aziende hanno inviato a Inps i dati necessari per il pagamento. In particolare, per quanto concerne lo stato di pagamento della cassa in deroga, in base ad un’analisi dei dati aggiornata al 3 giugno 2020 su scala nazionale, risulta che i beneficiari autorizzati dall’Inps sono 1.285.601. Di questi, sono stati forniti dalle aziende all’Istituto i dati necessari per il pagamento relativi a circa 1.100.000 lavoratori, dei quali 911.247 risultano già pagati. Tutti i dati sono in ogni caso disponibili sul sito dell’Istituto».

Le prossime riforme

«Per concludere, posso assicurare che è già allo studio del mio Ministero una riforma organica della disciplina degli ammortizzatori sociali, volta a rendere l’istituto meno farraginoso e più idoneo a rispondere tempestivamente alle esigenze di tutela delle imprese e dei lavoratori. Largo spazio verrà riconosciuto al profilo della formazione e dell’accompagnamento del singolo lavoratore al reinserimento nel mercato del lavoro. Solo orientando gli strumenti di sostegno al reddito verso politiche attive è possibile affrontare la sfida di rinnovamento che questa delicata fase dovuta al Covid-19 ci pone», conclude Catalfo.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube