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Le Guide Casa familiare: problemi pratici legati alla separazione dei coniugi

Le Guide Pubblicato il 29 ottobre 2013

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> Le Guide Pubblicato il 29 ottobre 2013

Dal diritto di abitazione alle spese da pagare: ecco cosa c’è da sapere sulla casa familiare nel caso una coppia decida di separarsi.

 

In caso di separazione, spesso si pone  il problema di chi dovrà abitare la casa coniugale e di chi sarà tenuto al pagamento delle spese ad essa relative: tasse, bollette, ecc..

Se la coppia ha figli

Ormai, l’indirizzo costante della giurisprudenza è quello di assegnare la casa al coniuge a cui siano affidati i figli [1]. Viene infatti prima l’interesse della prole rispetto a quello dei coniugi o del titolare dell’immobile.

Tale diritto spetta in ogni caso, anche qualora si tratti di scioglimento di famiglia di fatto, proprio in ragione della maggior tutela riservata dalla legge alla prole dalla legge.

(Leggi l’articolo “Separazione e divorzio: abitazione assegnata a chi convive con i figli”)

Per mantenere il diritto sulla casa assegnata, il coniuge deve effettivamente abitarla in modo abituale, né sarà possibile concederla in locazione ad altri (leggi l’articolo: “Revoca della casa: se l’ex non vi abita più stabilmente”).

Se la coppia non ha figli

In assenza di figli, invece, bisogna distinguere:

a) in caso di regime di divisione dei beni: non ci sono apparenti ragioni per non lasciare la casa al suo legittimo proprietario. In tal caso l’assegnazione della casa sarà fatta o seguendo il titolo di proprietà (e perciò al coniuge cui l’immobile sia intestato) oppure anche all’altro se particolari esigenze lo richiedano, come, ad esempio, l’esistenza di particolari patologie (leggi l’articolo: “Assegnazione della casa coniugale: non sempre segue l’affidamento dei figli”).

Più incerta è la possibilità che l’assegnazione sia fatta al coniuge che non ne sia il proprietario per problemi legati alle capacità di reddito.

A riguardo la giurisprudenza è orientata nel senso di non ritenere ammissibile l’assegnazione della casa coniugale  come facente parte del diritto al mantenimento: quest’ultimo, infatti, può essere garantito solo con la quantificazione di una somma e non tramite una sorta di  compensazione.

Occorrerà, invece, un’espressa richiesta in tal senso, in mancanza della quale non potrà assegnarla (leggi l’articolo “Assegnazione della casa coniugale dopo la separazione dei coniugi”) .

b) in caso di comunione dei beni, invece, si procede alla divisione del bene: in natura (se possibile) o in denaro.

Se la casa è in affitto
Nel caso in cui la casa coniugale fosse in locazione, se il giudice dovesse decidere di assegnarla al coniuge diverso dall’intestatario del contratto di locazione (il che avviene se quest’ultimo è affidatario dei figli), questi avrà solo il dovere di informare il proprietario dell’immobile di essere subentrato nel contratto a seguito del provvedimento del giudice.

Spese condominiali e bollette

Quanto alle spese, occorre distinguere tra ordinarie e straordinarie.

Quelle ordinarie (come la manutenzione dell’immobile, le spese condominiali ordinarie e le bollette), vanno pagate da chi occupa la casa, per via della effettiva fruizione dei servizi ai quali tale spese fanno riferimento.

Quelle straordinarie, invece, come quelle relative alle ristrutturazioni sull’immobile cointestato, dovranno essere divise a metà da ciascuno.

Mobili e arredi  

Di solito, e salvo diverso accordo delle parti, i Tribunali sono soliti assegnare, specie se vi siano figli conviventi, la casa coniugale insieme ai mobili che la arredano, a prescindere da chi ne sia il proprietario; questo sulla base del principio di maggior tutela riservato alla eventuale prole, che ha diritto a  veder conservata l’integrità dell’habitat domestico.

Vanno esclusi, tuttavia, i beni di stretto uso personale, quelli che servono per l’esercizio della professione o quelli voluttuari come, ad esempio, i soprammobili o i quadri.

Tasse sull’immobile

Per quanto riguarda il pagamento delle tasse sugli immobili  (IMU, TASI), l’obbligo al pagamento spetta al titolare del diritto di godimento e non al proprietario dell’immobile.

Pertanto è il coniuge assegnatario dell’immobile che di fatto vive nell’appartamento a dover pagare l’imposta. Egli potrà beneficiare delle agevolazioni sulla abitazione principale, sempre che abiti e risieda nell’appartamento.

Vendita dell’immobile

Al proprietario della casa familiare, inoltre, è consentito vendere l’immobile; in tal caso, però, il nuovo acquirente non può pretendere dall’assegnatario alcun canone di locazione, né potrà sfrattarlo, ad esempio, giustificando la necessità di dover fare un uso personale del bene.

 

Pignoramento dell’immobile

Vi sono dei casi in cui, nonostante vi sia un provvedimento di assegnazione della casa coniugale, c’è il rischio che il coniuge assegnatario se ne debba andare a causa del pignoramento dell’immobile e della messa all’asta da parte dei creditori.

In tal caso vanno distinte alcune situazioni:

se l’ipoteca sull’immobile sia stata trascritta prima della sentenza di separazione: il creditore potrà pignorare la casa e chiederne la vendita per soddisfare il suo credito [2];

– se l’ipoteca è stata iscritta dopo la sentenza di separazione che non è stata trascritta: i creditori potranno espropriare l’immobile trascorsi nove anni dall’assegnazione [3];

– se l’ipoteca venga iscritta dopo la sentenza di separazione che è stata trascritta: i creditori dovranno rispettare il provvedimento di assegnazione fino a quando l’immobile resterà assegnato al coniuge assegnatario dei figli [4];

– se, nonostante la presenza di debiti preesistenti alla sentenza di separazione, non sia stata iscritta alcuna ipoteca: è consigliabile effettuare una trascrizione del provvedimento di assegnazione dell’immobile per tutelarsi da eventuali successive iscrizioni e garantirsi il godimento dell’immobile per un tempo determinato.

Va comunque precisato che nel caso in cui sia stata richiesta e ottenuta iscrizione di ipoteca per un debito inferiore agli 8000,00 €, essa sarà illegittima e se ne potrà chiedere la cancellazione [5].

note

[1] Art. 155 quater cod. civ.

[2] Art 2812 cod. civ. intitolato “diritti costituiti sulla cosa ipotecata”.

[3] Art. 1599 3°comma cod.civ. intitolato “Trasferimento a titolo particolare della cosa locata”.

[4] Art. 155 quater cod. civ. intitolato “assegnazione della casa familiare e prescrizione in tema di residenza.

[5] Art. 76 e 77 del D.p.R 602/1973.


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