Coronavirus: le regole da seguire per andare al mare

4 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: le regole da seguire per andare al mare

Covid-19: quali rischi si corrono e come comportarsi in spiaggia. L’Istituto superiore di sanità (Iss) fornisce le raccomandazioni per una balneazione sicura e per tenere sotto controllo i rischi sanitari collegati all’infezione, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato regioni avevano già pubblicato.

Dopo quasi tre mesi di isolamento sociale e quarantena, in un batter d’occhio siamo passati dalla stagione primaverile a quella estiva. Molti preferiscono evitare la programmazione delle prossime vacanze per il timore del contagio del Covid-19 e per evitare ulteriori spese (vista la crisi economica provocata dalla pandemia), mentre tanti altri si stanno già documentando su quali regole seguire per andare al mare in sicurezza e concedersi un po’ di relax nei prossimi mesi caldi.

Con oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione abitate da 17 milioni di persone, che possono anche raddoppiare in alta stagione, può diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare. Affollamenti, spostamenti e contatto sono più frequenti nelle aree tipiche dell’ambiente balneare in stabilimenti, spiagge attrezzate o di libero accesso.

Quindi, come andare in spiaggia in sicurezza? A spiegarlo è il “Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2” del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l’Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato Regioni, esperti delle ARPA e altre istituzioni.

Nell”estate ai tempi del Covid, non saranno consentiti aperitivi, feste, degustazioni a buffet e qualsiasi altra forma di aggregazione che possa creare assembramenti in spiaggia. In più, occorrerà rispettare la distanza di sicurezza anti Covid-19 non solo in spiaggia, ma anche in mare.

Per maggiori informazioni sulle raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità (Iss), prosegui nella lettura del mio articolo.

Le raccomandazioni per i bagnanti e per gli stabilimenti

Tra le indicazioni destinate agli stabilimenti ed ai bagnanti si raccomanda:

  • la prenotazione per l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy;
  • l’uso di cartellonistica e di locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità;
  • la regolamentazione degli accessi e degli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale;
  • il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione;
  • la misurazione della temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C;
  • il divieto di qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet;
  • l’interdizione degli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale;
  • la pulizia, con regolarità almeno giornaliera, delle varie superfici, degli arredi di cabine e delle aree comuni e la sanificazione regolare e frequente delle attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), dei materiali, degli oggetti e dei servizi igienici, limitando l’uso di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per cui non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui;
  • di non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi;
  • di evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia;
  • di dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani;
  • la fornitura di disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e l’uso obbligatorio dei DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio.

L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

Ulteriori indicazioni da seguire

Ecco altre regole valide per tutti:

  • il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro;
  • la responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini;
  • le misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani;
  • l’igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito;
  • l’uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

Nel rapporto si precisa che il controllo e il contenimento della diffusione del Covid-19 sono legati ai comportamenti individuali – soprattutto il distanziamento interpersonale.

Le norme ambientali

Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni.

Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione.



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15 Commenti

  1. Beh, anche questa estate sarà diversa dalle altre, almeno non saremo costretti a stare chiusi in casa e magari forse riusciremo a distrarci un po’ al mare dopo tutta la tensione che abbiamo accumulato i questi mesi. Penso a chi aspetta la cassa integrazione ed ha famiglia, a chi ha dovuto chiudere i propri negozi e non ha riaperto perché non riesce a sostenere le spese, ai piccoli che stanno vivendo la lontananza da scuola e dai loro compagni…Un periodo drammatico per tutti. magari una giornata al mare in sicurezza può farci rilassare un po’. può essere un momento di svago da questa pandemia. Io sicuramente andrò in una spiaggia libera anche per evitare prenotazioni, timore di igienizzazione di sdraio ecc. Cose che per me sarebbero solo un’ulteriore fonte di stress

  2. Sono molto utili queste regole ben schematizzate. molto chiare e comprensibili… dovremo fare un po’ di sforzi per questa estate ma almeno potremo goderci qualche momento al mare. Fortuna, che io ho il mare abbastanza vicino. Penso a chi vive in montagna o in città ed è molto distante. Ma immagino che saranno disposti a spostarsi per fare un tuffo a mare visto che dopo tanto tempo possiamo uscire nuovamente e piano piano stiamo ricominciando a respirare

  3. Sono disposta a seguire tutte le regole che volete pur di andare a fare un bagno e a stendermi sotto il sole in tranquillità. E poi per me è meglio mantenere la distanza da tutti e tutto così mi rilasso veramente e non sento il caos intorno. A volte, abbiamo bisogno di staccare completamente dalle giornate caotiche in città e un po’ di tranquillità è quella che cerchiamo. Quindi, vada per le regole e il distanziamento sociale!

  4. Sicuramente mi mancheranno i balli sulla spiaggia, i falò, le feste la sera. Ma sacrifichiamoci oggi con la speranza di poter arrivare sani e salvi al prossimo anno e ritornare a viaggiare e vivere serenamente senza il timore del contagio, senza la paura di essere positivi e poter contagiare qualcuno a cui teniamo…. Quindi, distanza, mascherina e poi l’importante è stare insieme senza necessariamente il contatto e creare assembramenti

  5. Al mio segnale, tutti al mare!!! Non vedo l’ora! E non importa se non si va in gruppo a mangiare la lasagna sulla spiaggia. Faremo i nostri pranzi sulla spiaggia restando un po’ più distanti e condividendo momenti diversi che sicuramente ricorderemo e racconteremo un giorno ai nostri figli, ai nostri nipoti. L’importante è non perdere la speranza e mantenere la lucidità mentale e la consapevolezza che ancora non è finita la pandemia e che dobbiamo stare allerta certo senza fissarsi, ma facendo attenzione a certe cose che prima facevamo con più leggerezza.

  6. Guardate, io ve lo dico con tutta sincerità. Vado alla mia solita spiaggia dove non c’è nessuno che mi secca, dove c’è poca gente, dove non ci sono ragazzi che giocano a pallone e dove regna la pace e c’è la calma. Io lavoro tutto l’anno e d’estate quando possono ritagliarmi dei momenti liberi vorrei fare un bagno al mare senza gente che ti schizza o ti sbatte la palla in faccia mentre ti sei addormentato, senza mamme che urlano come pazze perché non sanno insegnare l’educazione ai loro figli… Ecco, quindi da uomo abituato a viaggiare da solo sui camion per lavoro, voglio stare tranquillo e non vivere questi momenti con tensione

  7. Perfetto. Queste regole credo siano giuste e se tutti le rispettano davvero allora sarà piacevole il mare anche ai tempi del coronavirus. certo, sarà strano non vedere tutti gli ombrelloni ammassati, le persone attaccate, la gente che passa tra un telo e l’altro perché la sabbia brucia e ti sporca il tuo telo…. mah…forse forse, alcune di queste regole potranno essere utili anche dopo il coronavirus così magari la gente cercherà di essere più rispettosa degli spazi altrui e non troppo invadente.

  8. SE non avessero consentito di andare al mare io avrei montato una piscina gonfiabile in giardino per il mio bambino così da fargli vivere questo momento con più spensieratezza, perché anche i bambini sono stressati. non dimentichiamoci che loro capiscono tutto e che assorbono le nostre tensioni e preoccupazioni. Allora, una bella giornata al mare a costruire castelli di sabbia e a fare una nuotata con i braccioli potrà essere anche per loro una pausa da tutto questo disagio provocato dal coronavirus. In realtà, ne abbiamo bisogno tutti.

    1. Premesso che né la buona fede, né un parere dell’ufficio tecnico del Comune possono deresponsabilizzare il cittadino visto che «la legge non ammette ignoranza» e che pertanto scatta il reato di abuso edilizio quando il giudice ritiene sussistenti i presupposti, andiamo a vedere cosa succede per quanto riguarda le piscine gonfiabili non particolarmente ingombranti, di quelle di piccole dimensioni per bambini (e adulti), priva di ancoraggio al suolo e comunque posizionata sul giardino.Secondo la consolidata giurisprudenza, in tema di reati edilizi, il mutamento di destinazione d’uso, senza opere, è assoggettato a SCIA (un tempo era la DIA) purché intervenga nell’ambio della stessa categoria urbanistica. È invece richiesto il permesso di costruire laddove le modifiche di destinazione comportino un passaggio di categoria o se il cambio d’uso è effettuato in centri storici. Solo il Comune può decidere, fra tutte quelle possibili, la destinazione d’uso dei suoli e degli edifici, poiché alle varie e diverse destinazioni, in tutte le loro possibili relazioni, devono essere assegnate – proprio in sede pianificatoria – determinate qualità e quantità di servizi. Non può il cittadino così realizzare su un prato ove non vi è edificabilità una nuova opera senza aver prima ottenuto il placet da parte dell’amministrazione. Ma la piscina gonfiabile si può ritenere una costruzione o, comunque, la sua collocazione sul prato può essere considerata una modifica della destinazione d’uso? La risposta è negativa: secondo la Cassazione, la piscina gonfiabile non necessita di autorizzazioni ossia del permesso di costruire del Comune. Sempre che sia di modeste dimensioni e non stabilmente fissata al suolo come nel caso in cui sia ricavata da uno scavo a terra e, quindi, diventi ineliminabile se non tramite riempimento. Il mutamento di destinazione che assume rilevanza è dunque quella modifica che si connota da «stabilità nel tempo»; esso non può essere ritenuto sussistente in caso di opere amovibili al termine dell’utilizzo, come nel caso della piccola piscina gonfiabile semplicemente appoggiata al suolo e che può essere sgonfiata al termine della stagione estiva.

  9. Fanno le manifestazioni in piazza e tutto va bene..e per andare in vacanza devo andare a stressarmi? Mi sa di presa per il fondo schiena….

  10. Non mi piace e non voglio vedere questo nuovo modo di vivere, quindi me ne sto a casa, mi abbronzerò in terrazza senza mascherina e mi rinfrescherò con la canna dell’acqua. E per quest’anno pazienza, fra un anno ne riparleremo

  11. Ci saranno altri Covid in futuro?Capire le regole di comportamento è semplice ma metterle in atto non sempre è così per un popolo abituato che le regole non fanno parte del suo DNA ma la “libertà di gruppo” è complicata perchè tutti hanno gli stessi diritti e doveri o no? Vorrei cambiare questo risultato pensando che ogni figlio che nasce è generalmente “immune” e stà a chi lo cresce principalmente avere la responsabilità del suo e nostro destino. Non è difficile ottenere un destino migliore se riusciamo a capire che le regole sono fondamentali per ottenerlo e non a ” PAROLE”

  12. si è parlato di incentivo di 500 euro a famiglia, ma nessuno spiega come si riesce a prendere ste euro….. grazie della risposta…buona giornata..

    1. Il Governo ha messo a disposizione il bonus vacanze attraverso il decreto Rilancio, da utilizzare tra il 1° luglio ed il 31 dicembre 2020. Tre i passi da compiere: farsi fare un Isee aggiornato, perché sarà quello che darà la possibilità di avere il bonus. Procurarsi un’identità digitale, cioè uno Spid. E utilizzare un’app. Gli importi del bonus: 150 euro per i single, 300 per due persone e 500 per i nuclei familiari da tre componenti in su. L’80% sarà usato come sconto nelle strutture prescelte (e aderenti), mentre il rimanente 20% sarà scaricabile dall’Irpef nella dichiarazione dei redditi 2021. A metà giugno, verrà lanciata dal ministero dei Beni culturali e del Turismo un’app che registrerà i dati del beneficiario e genererà un Qr Code per usufruire del bonus. Il Ministero promette di rendere l’applicazione disponibile per tempo, in modo da concedere ai cittadini un margine sufficiente per procurarsi sia l’Isee (non deve superare i 40mila euro) sia lo Spid per accedere alle agevolazioni. Il bonus sarà utilizzabile una sola volta e per intero: significa che, ad esempio, nel caso in cui si abbia diritto a 500 euro di tax credit, non sarà possibile spendere 200 euro da una parte e 300 euro un mese dopo da un’altra. Le strutture ricettive avranno il rimborso dello sconto effettuato ai turisti sotto forma di credito di imposta, da usare in compensazione da subito oppure da cedere a terzi o alle banche.

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