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Rai: il Tar sospende la maxi multa Agcom

4 Giugno 2020
Rai: il Tar sospende la maxi multa Agcom

Accolto il ricorso cautelare presentato dall’azienda radiotelevisiva contro la delibera dell’Autorità che aveva irrogato la sanzione. Prossima udienza nel 2021.

Niente maxi multa per la Rai, almeno per il momento: il Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio ha accolto il ricorso presentato dall’azienda radiotelevisiva ed ha sospeso l’efficacia della delibera dell’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) che aveva irrogato una sanzione di 1,5 milioni di euro.

Ma il processo amministrativo proseguirà: a seguito della sospensione cautelare disposta oggi, il Tar ha anche fissato la discussione del ricorso nel merito, che avverrà nell’udienza pubblica del 11 gennaio 2021, per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos.

Più in dettaglio, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a febbraio scorso aveva avviato un procedimento contro la Rai per «presunto inadempimento degli obblighi derivanti dal contratto nazionale di servizio con particolare riferimento ai principi di rispetto del pluralismo e del contraddittorio, nonché di correttezza e completezza dell’informazione» (qui puoi leggere tutti i motivi della maxi multa in relazione alle trasmissioni televisive mandate in onda dalla Rai).

Al termine dell’istruttoria, l’Agcom aveva irrogato alla Rai una sanzione pari a 1,5 milioni di euro. Ora, per effetto della decisione di oggi, quella multa è sospesa fino all’esito del processo amministrativo, che si svolgerà con la discussione nel merito che le parti svolgeranno davanti al Tar del Lazio all’udienza fissata a gennaio; poi il Collegio dei giudici amministrativi emanerà la sentenza.

Per ora, possiamo dire che la Rai ha riportato una vittoria nel match di andata contro l’Agcom, in attesa della prossima partita che si svolgerà l’11 gennaio, nella quale partirà avvantaggiata. Nella decisione di oggi il Tar del Lazio non è entrato nel merito della vicenda, ma ha evidenziato che il ricorso della Rai ha motivi di fondatezza (”fumus di fondatezza”, si legge nell’ordinanza) perché l’Agcom ha sanzionato la Rai per motivazioni diverse o addirittura aggiuntive rispetto a quelle contestate quando ha avviato l’istruttoria e quindi, di fatto, non ha messo la Rai in condizioni di potersi difendere al meglio.

«Ritenuto che – si legge infatti testualmente nel provvedimento – al sommario esame consentito nella presente fase del giudizio, e fatto salvo l’approfondimento del merito, possa ritenersi configurabile un fumus di fondatezza dei motivi inerenti la violazione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa, in ragione del fatto che il provvedimento sanzionatorio appare fondato su contestazioni diverse ed ulteriori rispetto a quanto esposto nell’atto di avvio dell’istruttoria; considerato peraltro, in punto di pregiudizio, che nel bilanciamento degli opposti interessi debba, allo stato, ritenersi prevalente quello della ricorrente (la Rai, ndr) alla sospensione delle misure sia conformative che patrimoniali oggetto della delibera e che il differimento al 31 luglio 2020 del termine per l’esecuzione delle stesse disposto dalla delibera n°151/20 del 10 aprile 2020, non sia sufficiente ad evitare il pregiudizio allegato (e cioè il danno per la Rai in termini di obblighi da assolvere e multa da pagare, ndr) stante la natura e complessità degli adempimenti alla stessa ordinati (e cioè alla Rai, ndr) nonché la rilevanza della sanzione pecuniaria applicata», per questi motivi il Tar sospende l’efficacia della delibera Agcom.



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